(AGENPARL) - Roma, 2 Maggio 2026 - Non è solo una crisi di difesa, è un accerchiamento politico totale. La decisione di Donald Trump di ritirare 5.000 soldati dalla Germania trova un alleato inaspettato e pesantissimo: la Russia. Da Mosca non arrivano messaggi di preoccupazione per i movimenti del Pentagono, ma un durissimo atto d’accusa contro il Cancelliere Friedrich Merz.
L’affondo di Mosca: “Merz impari o si dimetta”
Kirill Dmitriev, inviato speciale del Cremlino e CEO del fondo RDIF, ha rotto gli indugi commentando apertamente il ritiro delle truppe americane. Secondo Dmitriev, le accuse e le pressioni contro il Cancelliere tedesco non si fermeranno finché quest’ultimo non “imparerà a correggere i propri errori” o non lascerà il suo incarico. Per Mosca, il declino politico di Merz è la logica conseguenza di decisioni sbagliate che ora stanno scalando verso una crisi irreversibile.
Il “nemico comune” nell’asse Washington-Mosca
Il paradosso geopolitico è servito: Trump e Putin si ritrovano, per ragioni diverse, sulla stessa sponda contro Berlino.
• L’accusa di Trump: Il leader americano ha puntato il dito contro Merz, accusandolo di aver criticato la strategia USA sull’Iran e di considerare “accettabile” il possesso di armi nucleari da parte di Teheran.
• La ritorsione: La riduzione del contingente militare (che Trump minaccia di estendere anche a Italia e Spagna) viene usata come una clava diplomatica per isolare la leadership tedesca.
• L’opportunità russa: Il Cremlino cavalca l’onda della ritorsione americana per indebolire ulteriormente il fronte europeo, indicando Merz come il responsabile del deterioramento della stabilità continentale.
Un avvertimento per l’Europa
Il messaggio che arriva da Mosca è chiaro: chi si discosta dalla linea dura di Washington si ritroverà solo, senza scudo americano e sotto il tiro incrociato della comunicazione russa. Se stamattina il ritiro delle truppe era una notizia di cronaca militare, l’intervento della TASS e di Dmitriev la trasforma nel primo atto di un nuovo assetto di potere dove gli alleati europei “scomodi” vengono messi alla porta contemporaneamente da Est e da Ovest.
https://tass.com/politics/2125515
