(AGENPARL) - Roma, 13 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Fri 13 March 2026 IRAN: BRUNETTA, ‘NO A CATASTROFISMI, SU ENERGIA IN ATTO SPECULAZIONI SUI PREZZI’
“Continuo a sorprendermi per le distorsioni cognitive nella comunicazione a ogni livello. Le guerre vanno raccontate partendo dai fatti. In questa ennesima guerra mediorientale, in Iran, abbiamo una asimmetria totale: da un lato ci sono le forze israelo-americane che hanno il massimo della potenza tecnologica, di fuoco e informativa, e stanno vincendo su tutti i piani. Dall’altra parte c’è un grande Paese guidato da un’oligarchia teocratica canaglia, all’origine da quarant’anni della destabilizzazione geopolitica e terroristica globale che risponde unicamente con la destabilizzazione mediatica.
A fronte di questo scenario, l’informazione globale reagisce con enorme nervosismo e catastrofismo degno di miglior causa. Si fa riferimento sempre più preoccupato al problema dell’energia, ma c’è da fare una puntualizzazione: non c’è affatto un problema di energia nel mondo industrializzato. L’energia, sia il gas che il petrolio, è infatti sovrabbondante. Non si registrano particolari problemi di approvvigionamento: non vi sono blocchi della circolazione delle merci o fermi industriali. A reagire sono esclusivamente i prezzi e la loro formazione.
Il prezzo del gas continua a essere stabilito ad Amsterdam sul mercato TTF, ed è essenzialmente un valore speculativo giornaliero legato ai futures. Tuttavia, è noto che la reale fornitura del gas viene garantita prevalentemente tramite contratti di lungo periodo, a prezzi già fissati. Che vi siano oscillazioni quotidiane in un mercato come quello olandese è fisiologico, ma non è detto che queste debbano incidere in modo strutturale sui consumi delle famiglie, sulla produzione industriale e sugli andamenti macroeconomici di medio-lungo periodo.
Lo Stretto di Hormuz, da cui transita il 20% del petrolio globale, rappresenta certamente uno snodo geopolitico delicato. Tuttavia, lo Stretto non è del tutto bloccato, pur essendoci oggettive difficoltà di transito: la narrazione di un blocco totale non corrisponde al vero e, di conseguenza, gli attuali rincari preventivi sono ingiustificati.
Quindi, calma e gesso.
Dal punto di vista geopolitico la soluzione migliore in questo momento è mantenere l’obiettivo del ‘regime change’, che riaprirebbe l’Iran al governo democratico di un Paese di 92 milioni di abitanti che ormai, dopo queste due settimane di guerra, non può più avere velleità di potenza regionale attraverso la bomba atomica. Gli armamenti sono stati distrutti e verranno meno anche i finanziamenti a realtà come Hamas, Hezbollah o gli Houthi. La stabilizzazione inoltre dell’area geopolitica iraniana ci consentirebbe peraltro un miglior dialogo con l’India sulla ‘Via del cotone’ offrendo un’alternativa all’espansionismo cinese e rafforzando il multilateralismo.
Per quanto riguarda il nostro Paese, i contraccolpi interni in termini di prezzi e le accise mobili sui carburanti, considero assolutamente razionale un sistema che fissi un tetto al gettito fiscale per restituire ai consumatori quanto incassato in più a causa della variazione dei prezzi. Ma è ancora il momento di applicare un tale sistema, che dovrebbe essere applicato strutturalmente. Tornando all’oggi la febbre non è ancora così alta: compriamo la tachipirina, ma teniamola da parte per usarla al momento giusto.
Serve fare pulizia cognitiva e tenere i piedi per terra, senza eccessivi allarmismi”.
Così il presidente del CNEL, Renato Brunetta, nell’intervista a Radio Radicale nella rubrica “Rivoluzione in Corso”.
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