(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 March 2026 L’Aula approva la mozione della maggioranza, che ne ha chiesto
l’inserimento urgente all’ordine del giorno. Bocciato invece
l’inserimento di due mozioni dell’opposizione, una sulle mura
urbiche di Montefalco e l’altra sugli impianti eolici a Gubbio
(Acs) Perugia, 5 marzo 2026 – L’Assemblea di Palazzo Cesaroni ha
approvato con 11 voti favorevoli di Pd, M5S, Avs e Ud-Pp e 4 contrari
di FdI, FI e Lega, la mozione presentata dai consiglieri regionali di
maggioranza dal titolo “Preoccupazione per la situazione
internazionale, gli attacchi all’Iran, il rischio di escalation
militare ed umanitaria e le conseguenze sulla popolazione civile.
Iniziative per la pace e il rafforzamento del ruolo dell’Italia e
dell’Europa”. L’atto è stato inserito all’ordine del giorno a
inizio seduta con una richiesta di iscrizione urgente. La medesima
richiesta è stata invece respinta per due mozioni della minoranza
riguardanti “interventi immediati per la messa in sicurezza e la
ricostruzione delle mura urbiche di Montefalco”, illustrata da
Donatella Tesei (Lega), e “valutazione di impatto ambientale a
livello statale relativa agli impianti eolici nel territorio di
Gubbio”, illustrata da Andrea Romizi (FI).
L’atto di indirizzo impegna l’Esecutivo di Palazzo Donini a:
“Esprimere profonda preoccupazione per l’attuale escalation
internazionale e per gli attacchi che coinvolgono l’Iran, Israele e
gli Stati Uniti, auspicando l’immediata cessazione di ogni azione
militare e l’avvio di un percorso di de-escalation e di negoziazione
multilaterale; richiamare con forza la necessità di garantire la
piena tutela della popolazione civile nelle aree coinvolte, il
rispetto del diritto internazionale umanitario e l’accesso immediato
agli aiuti umanitari per i civili colpiti; sollecitare il Governo
italiano affinché assuma una posizione coerente con l’articolo 11
della Costituzione, promuovendo in sede europea e internazionale
iniziative per la pace, il dialogo e il rafforzamento del
multilateralismo; farsi promotrice, anche in sede di Conferenza delle
Regioni, di un appello congiunto per il ruolo attivo dell’Italia e
dell’Europa come soggetti di mediazione e cooperazione internazionale;
sostenere, anche attraverso iniziative culturali, educative e
istituzionali sul territorio regionale, una cultura diffusa della
pace, della solidarietà tra i popoli e della tutela dei diritti
umani; a trasmettere la presente mozione al Governo, al Parlamento e
ai rappresentanti italiani presso le istituzioni europee e
internazionali”.
Illustrando in Aula la mozione sulla “Preoccupazione per la
situazione internazionale”, la prima firmataria, Letizia Michelini
(Pd) ha evidenziato che “l’attuale scenario evidenzia una crescente
marginalizzazione del ruolo dell’Italia e dell’Unione Europea nei
processi diplomatici e di pacificazione internazionale, rinviando
frequentemente la leadership politica a potenze extra-europee.
L’assenza di iniziative diplomatiche autonome e strutturate
dell’Europa rischia di indebolire la credibilità del progetto europeo
come attore di pace, dialogo e tutela dei diritti umani. Le
istituzioni territoriali, pur non avendo competenze di politica
estera, rappresentano le comunità locali e hanno il dovere politico e
morale di esprimere posizioni nette in difesa della pace, della
sicurezza e della tutela della vita umana. La pace tra i popoli si
costruisce attraverso il dialogo multilaterale, il rafforzamento degli
organismi internazionali, la diplomazia preventiva e il rispetto del
diritto internazionale umanitario. La destabilizzazione internazionale
e il ricorso a operazioni militari preventive non rappresentano
strumenti efficaci per garantire sicurezza collettiva, ma rischiano di
innescare ulteriori cicli di violenza. È necessario riaffermare con
determinazione la centralità della tutela della popolazione civile,
della protezione dei diritti umani e del rispetto del diritto
internazionale in ogni strategia di gestione delle crisi globali”.
INTERVENTI
Maria Grazia Proietti (Pd): “Si tratta di una situazione molto seria
che ci riguarda personalmente, un dramma che stanno vivendo milioni di
persone. In Iran convivono sentimenti diversi, ma che possono stare
insieme: desiderare la fine di un regime oppressivo e ripudiare la
guerra. Essere contro la guerra significa difendere le persone e il
diritto internazionale. La mozione afferma che la guerra non è uno
strumento di soluzione per le controversie tra stati. L’articolo 11
della nostra Costituzione dà un indirizzo politico e morale che deve
guidare le scelte nel nostro Paese. La storia dimostra che le guerre
dichiarate per liberare spesso producono nuove forme di dominio. Le
potenze che le scatenano lo fanno per favorire interessi strategici.
Stare dalla parte della pace significa stare dalla parte delle persone
che vogliono vivere senza oppressione e senza guerre”.
Cristian Betti (Pd): “Oggi viviamo in un modo più insicuro rispetto
a qualche anno fa e che avevamo dato per scontato. Oggi ci stiamo
abituando alla guerra. E questo ha molto a che fare con i leader che
oggi guidano le principali potenze del mondo. L’Ue è nata con scopi
ben precisi, tra cui il mantenimento della pace. Purtroppo c’è un
atteggiamento di sudditanza da parte del governo italiano. Tajani ci
ha spiegato che sono stati informati ad attacco in corso. Quello che
è successo con il ministro Crosetto è inquietante. Per fortuna ci ha
messo una pezza il Presidente della Repubblica. Anche perché la
presidente Meloni ha deciso di non informare il Parlamento. Noi oggi
siamo sudditi di Trump. Va recuperato il senso delle istituzioni.
Siamo sull’orlo della terza guerra mondiale. Dovremmo tornare a
immaginare il multilateralismo come la modalità per affrontare quello
che sta succedendo nel mondo. Invece oggi vediamo una grande
superficialità”.
Fabrizio Ricci (AVS): “Basta con la favola che questa ennesima
guerra sia mossa dalla volontà di liberare il popolo iraniano dal
regime che l’opprime. Come dice Serra: ‘gli americani sono molto
fortunati perché ovunque vanno a esportare libertà trovano il
petrolio’. L’Iran andava bombardato, compresa la scuola delle
bambine, perché era a un passo dalla bomba atomica. Ma sono
trent’anni che Netanyahu lo dice. Israele invece ha tra le 50 e le 100
testate atomiche. E questo dovrebbe preoccupare a livello
internazionale. Dopo 8 mesi dall’aver distrutto l’Iran torniamo a
colpirlo. C’è un grande livello di distorsione della realtà. Trump
continua a distruggere il diritto internazionale. Il Governo italiano
deve prendere le distanze da questa barbarie. Il popolo italiano in
maggioranza non vuole avere nulla a che fare con Trump e Netanyahu e
le loro guerre. Siamo di fronte a un conflitto fuori dalla regole e
dal diritto internazionale. L’Umbria può marcare una differenza
rispetto all’ambiguità del nostro governo nazionale”.
Laura Pernazza (FI): “questa mozione è una storia già vista. Un
atto che nei suoi intenti generali tutti condividono si trasforma
perché si intende farcire ogni questione di indicazioni politiche per
dare una stoccata al Governo nazionale. Anche quando si dice
dell’emarginazione dell’Italia: secondo me invece l’Italia a
livello internazionale non ha mai contato tanto come ora. Una parte
della mozione è condivisibile: la Regione non ha competenza in
politica estera. Noi abbiamo le consigliere che si accaniscano sulla
declinazione al femminile. Peccato che le donne non sono tutte uguali:
non ci occupiamo mai delle donne iraniane. Avrei risposto a questa
mozione con l’audio della donna iraniana che ha parlato ad una
manifestazione di pacifisti l’altro giorno. Condanniamo la guerra
sempre ma mettiamoci dalla parte delle donne sempre, anche quando sono
le donne iraniane”.
Luca Simonetti (M5S): “Oggi va sottolineata l’ipocrisia con cui il
mondo occidentale quando interviene nelle questioni internazionali lo
fa dove ci sono risorse. È inconfutabile e lo vediamo con sgomento.
Molti alleati di questa guerra sono paesi dove spariscono giornalisti
e le donne non hanno diritti. Noi dobbiamo fare un esercizio di non
ipocrisia. Oggi non possiamo non condannare chi in barba a ogni legge
internazionale decide di esportare la democrazia in luoghi dove c’è
qualcosa da prendere. In Iran si sta consumando un riposizionamento
globale che ci fa tornare indietro in modo preoccupante. Prendere una
posizione su quanto sta accadendo è doveroso. Le bombe colpiscono una
popolazione che è in sofferenza”.
Stefano Lisci (Pd): “Se si interviene per portare la legalità con
la guerra succede come in Afghanistan. Quando gli Stati Uniti sono
andati via sono tornati quelli di prima, i talebani. E la situazione
è peggiorata. Quando si comincia a uccidere non si riuscirà mai a
pacificare un popolo”. DMB/MP
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/82161
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