(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 March 2026 L’Aula di Palazzo Cesaroni prende atto della relazione del Comitato
di controllo sulla legge n.2/2015: “Significative carenze
informative rispetto ai requisiti previsti dalla clausola valutativa
della legge”
(Acs) Perugia, 5 marzo 2026 – L’Assemblea legislativa ha preso
atto della relazione del Comitato per il controllo e la valutazione in
merito all’attuazione della “Disciplina delle sagre, delle feste
popolari e dell’esercizio dell’attività temporanea di
somministrazione di alimenti e bevande” (legge regionale n.2/2015 –
periodo marzo 2024/2025).
Il report è stato illustrato in Aula da Francesco Filipponi (Pd) e,
visti gli esiti delle verifiche, invita la Giunta regionale a
“implementare sistemi di raccolta dati più stringenti riguardo
l’origine dei prodotti somministrati; riattivare o rendicontare
puntualmente le procedure relative al premio ‘Sagra eccellente
dell’Umbria’; sollecitare i Comuni alla trasmissione dei dati
relativi alle attività di vigilanza e controllo”.
Filipponi ha spiegato che, relativamente alle 114 sagre e 171 feste
popolari svoltesi nel periodo, il Comitato ha rilevato
“significative carenze informative rispetto ai requisiti previsti
dalla clausola valutativa della legge, che impediscono una valutazione
completa sull’efficacia qualitativa della legge. Nello specifico si
evidenziano: la mancanza di dati sulla filiera alimentare mentre la
legge impone che i prodotti somministrati provengano per almeno il 60%
da filiera corta, km zero, o prodotti tipici inseriti negli elenchi
regionali/nazionali (Dop, Igp). La relazione della Giunta non fornisce
alcun dato sulle percentuali di prodotti locali effettivamente
utilizzati. Non è quindi possibile verificare se l’obiettivo primario
della legge, la valorizzazione delle vocazioni territoriali, sia stato
raggiunto; l’assenza di informazioni sul premio ‘Sagra
Eccellente’ che è stato istituito per le sagre virtuose (rifiuti
zero, utilizzo prodotti tipici) e assegnato nel 2019. Non viene
riportato se il premio sia stato assegnato negli anni successivi, né
se vi sia stato il relativo rifinanziamento, rendendo impossibile
valutare l’incentivo alla qualità previsto dalla norma; l’assenza
del resoconto sui controlli effettuati e le violazioni riscontrate dai
Comuni, manca quindi un efficace monitoraggio sugli aspetti
qualitativi e di controllo che competono ai Comuni e che sono
essenziali per le finalità della legge”. MP/
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/82160
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