(AGENPARL) - Roma, 1 Marzo 2026 - Le Israel Defense Forces (IDF) hanno dichiarato di aver eliminato 40 alti funzionari militari dell’Iran “nel giro di un minuto” durante la fase iniziale dell’ondata di attacchi denominata operazione “Roaring Lion”. Secondo l’esercito israeliano, l’azione è stata concepita come un colpo preventivo contro presunte minacce della leadership iraniana.
L’Israeli Air Force (IAF), sotto la guida dell’intelligence militare, avrebbe condotto attacchi simultanei in diverse località di Tehran, colpendo anche riunioni di alti responsabili della sicurezza. Le autorità israeliane hanno affermato che l’operazione mirava a indebolire la catena di comando iraniana e a ridurre le capacità di risposta.
Tra le figure citate dalle dichiarazioni israeliane figura il maggiore generale Abdolrahim Mousavi, indicato come ex capo di stato maggiore delle forze armate iraniane. Le IDF hanno inoltre collegato l’operazione a precedenti scontri militari tra Israele e Iran.
Secondo quanto riferito dall’esercito israeliano, l’operazione è iniziata con due ondate principali: la prima contro radar e sistemi di difesa aerea, la seconda contro infrastrutture legate ai missili balistici. Le IDF hanno affermato di aver colpito un sito di lancio nell’area di Qom.
Parallelamente, l’Iran ha risposto con attacchi missilistici e l’impiego di droni. Nel frattempo, gli United States hanno dichiarato di aver avviato un’operazione coordinata denominata “Operation Epic Fury”.
Le autorità israeliane hanno inoltre riferito l’impiego di centinaia di aerei e l’utilizzo massiccio di ordigni contro obiettivi militari iraniani, nel quadro di una campagna volta — secondo la loro versione — a ottenere superiorità aerea e limitare la capacità di risposta di Teheran.
La situazione resta estremamente tesa, con scambi di attacchi e allarmi in entrambe le parti, mentre la comunità internazionale segue con attenzione l’evoluzione del conflitto.