(AGENPARL) - Roma, 27 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 27 February 2026 INFORMAZIONE ISTITUZIONALE
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Ufficio Stampa
TS 27/2/2026
PRESENTATO IL DOCUFILM “OPERAZIONE BATISCAFO TRIESTE”:
PROGETTO COMMISSIONATO DAL COMUNE DI TRIESTE, SCRITTO E
DIRETTO DA MASSIMILIANO FINAZZER FLORY
Presentato questa mattina nella Sala Bazlen alla presenza dell’assessore alle
Politiche della Cultura e del Turismo Giorgio Rossi, del responsabile dei Musei Storici,
Stefano Bianchi e, in collegamento da remoto, del regista Massimiliano Finazzer
Flory, il docufilm lungometraggio (50’, colori + b/n) “Operazione Batiscafo Trieste”,
un progetto cinematografico commissionato dal Comune di Trieste, scritto e diretto
da Massimiliano Finazzer Flory, una produzione Movie&Theatre Film con RAI Cinema
e Armundia.
Una storia straordinaria che, attraverso il racconto di un’impresa rimasta
ineguagliata (l’immersione alla massima profondità del pianeta nel 1966, a -10916
metri nell’abisso Challenger), restituisce un mondo immerso nella Guerra Fredda, con
eco inquietante al nostro tempo. Per la prima volta parlano, riuniti in un’unica
produzione documentaria, Bertrand Piccard e Kelly Walsh, figli di Jacques Piccard e
Don Walsh che pilotarono il Batiscafo Trieste nell’immersione fino al punto più basso
del pianeta.
Il responsabile dei Musei Storici, Stefano Bianchi ha fatto gli onori di casa
illustrando i contenuti della conferenza stampa “dedicata alla presentazione
dell’anteprima e alla successiva circuitazione del docufilm Operazione Batiscafo
Trieste. L’Operazione si colloca nell’ambito di un articolato progetto di rilancio e
valorizzazione del Museo della Guerra per la Pace Diego De Henriquez e della figura
del suo fondatore. Questo straordinario natante nacque a Trieste grazie
all’interessamento di Diego De Henriquez. Il progetto prevede una sorta di tournée
che culminerà nell’inserimento del docufilm nell’allestimento permanente del
batiscafo al Museo della Guerra per la Pace Diego De Henriquez, dove sarà
stabilmente
fruibile
pubblico.
L’iniziativa
inserisce
percorso
completamento del museo e della nuova sezione dedicata al batiscafo, attualmente
in fase di realizzazione”.
L’assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo Giorgio Rossi, ha posto
l’accento sulla figura di Diego De Henriquez, visionario e sognatore, che incontrò altri
visionari, i membri della famiglia Picard. Da quell’incontro nacque un accordo per la
realizzazione del batiscafo, che avrebbe dovuto avere come destinazione finale il
Museo della Guerra per la Pace Diego De Henriquez, tuttavia, il mezzo fu
successivamente acquistato dalla Marina americana.
“Ci ritroviamo di fronte a questa mancanza di parola da parte di tutti e nella
condizione di avere un Museo della Guerra per la Pace Diego De Henriquez
trascurato; nasce così l’Operazione Batiscafo Trieste. L’iniziativa prese forma dal
desiderio di essere anche noi visionari e di capire se fosse possibile realizzare una
copia del batiscafo in tempi rapidi, e grazie a uno staff preparato e appassionato
siamo riusciti a completare l’operazione in pochi mesi. La nuova sezione del Museo è
dedicata al batiscafo e alle scoperte scientifiche negli abissi, come desiderava la
famiglia Picard. La “ciliegina sulla torta” è il docufilm”, ha detto l’assessore Rossi.
“Sarà – ha continuato l’assessore Giorgio Rossi – un’occasione imperdibile per
ritrovare e tramandare un’impresa inscritta nella memoria, e nel codice genetico di
Trieste, città della ricerca e della scienza. Con la forza di immagini spettacolari e
attraverso testimonianze importanti questo film restituirà un tassello portante della
storia di Trieste e ci proietterà nel racconto dal passato al futuro: perché il
documentario è anche prefigurazione della stabile collocazione del Batiscafo Trieste
nella sede del Museo Diego de Henriquez della guerra per la pace. Una scelta nata
come omaggio all’impegno del grande collezionista triestino perché il Batiscafo
potesse nascere nella sua città: de Henriquez aveva subito intuito che questo
progetto scientifico e innovativo poteva essere foriero di pace e sinergia fra Paesi
stranieri, negli anni convulsi della Guerra Fredda che parlano oggi al nostro tempo.
Ringrazio il responsabile dei Musei Storici, Stefano Bianchi, i suoi collaboratori e i
tanti consulenti esterni”.
“Questa operazione ha un segno più, è un’addizione, più storia della città, più
storia della tecnica attraverso i Cantieri riuniti Adriatici, più storia della scienza, più
storia dell’arte, più storia del mare. Non solo un batiscafo. Molto di più – ha
sottolineato l’autore e regista del film, Massimiliano Finazzer Flory – una rotta
continua verso la ricerca. Della bellezza. Con la scienza e i pionieri e il mare come
organismo vivente. Con due batiscafi. Quello del primato planetario del 1960 che si
immerge nella fossa delle Marianne. E poi quello di oggi che dal mare ha come porto
il museo di Trieste. Perché il batiscafo ora è opera d’arte. Connubio di scienza e
design. Per la pace e con poesia. Questa è la storia che si fa futuro”.
Torna a casa il Batiscafo Trieste, la tecnologia immersiva ad alta innovazione
concepita 70 anni fa, e oggi – incredibilmente – attualissima. Nel lontano 1960
toccava il punto più estremo della crosta terrestre, l’abisso Challenger nella Fossa
delle Marianne alla profondità di 10.916 metri. Solo nel 2019 questo record
straordinario è stato ritoccato, di appena 20 metri, dal sommergibile di Victor
Vescovo che ha raggiunto i 10.928 metri nelle stesse acque. Progettato in Svizzera
per iniziativa degli esploratori e scienziati Auguste Piccard e Jacques Piccard,
costruito a Trieste, Monfalcone, Terni e Castellammare di Stabia, il Batiscafo Trieste
schiude adesso la sua storia per il grande schermo, nel film documentario che
ripercorre la sua genesi, il varo e l’emozionante impresa delle Marianne il 23 gennaio
1960, ma anche l’avventura recentissima della sua ricostruzione in copia 1:1 per
riportarlo nel cuore della città in cui ha preso vita, l’arrivo in piazza Unità nell’autunno
2025, l’idea di trasformarlo in una permanente icona di scienza per la pace e la
collaborazione internazionale.
Il film avrà la sua anteprima assoluta venerdì 6 marzo alle 18 (ingresso su
invito) e sabato 7 marzo alle 17 (ingresso aperto liberamente al pubblico fino ad
esaurimento dei posti disponibili), proprio a Trieste, nella sala del Cinema Ariston,
per iniziativa del Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e
Turismo.
Nel film portano la loro testimonianza, per la prima volta riuniti in un
documentario, Bertrand Piccard e Kelly Walsh, figli degli esploratori Jacques
Piccard e Don Walsh, i primi uomini a spingersi negli abissi del Challenger. Da allora
l’originale del Batiscafo Trieste si trova a Washington, al Museo Navale della Marina
Americana.
Una storia tutta italiana, capace di conquistare negli anni Sessanta la copertina di
Life, affascinando 7 milioni di lettori. Una storia che adesso attende gli spettatori del
cinema, dall’Italia agli USA: sarà infatti il tour “dei due mondi” quello del Batiscafo
Trieste, con tappe in Italia e negli Stati Uniti dopo l’anteprima di Trieste.
A Roma, innanzitutto, martedì 10 marzo in una sede di alto prestigio, l’Aula dei
gruppi parlamentari presso la Camera dei Deputati. Un evento che prevede la
partecipazione di molti ospiti e che si aprirà alle 17.
Il film farà quindi tappa a Napoli, mercoledì 11 marzo, alle 17.30 presso la
Fondazione Banco di Napoli. Quindi un’ulteriore proiezione è prevista a Milano,
martedì 17 marzo alle 19 al Cinema Arlecchino. E a fine mese il documentario si
spingerà oltreoceano: il 30 marzo sarà proiettato a New York, presso l’Istituto
Italiano di Cultura e il 31 marzo a Washington nella sede dell’Ambasciata italiana.
Per la proiezione di sabato 7 marzo è consigliata la prenotazione su
Il trailer del documentario è disponibile per tutti sul canale youtube del Comune
di Trieste (https://www.youtube.com/watch?v=gFxh238gaDo) e sul sito
museodiegodehenriquez.it (https://www.museodiegodehenriquez.it/operazionebatiscafo-trieste/) del Museo della guerra per la pace intitolato a Diego de Henriquez,
il collezionista triestino amico personale di Auguste e Jacques Piccard. Fu lui a
incoraggiare i Piccard a scegliere Trieste come base per la realizzazione del Batiscafo,
ed è nel Museo a lui dedicato che il Batiscafo troverà, nel corso del 2026, una
collocazione definitiva ed emblematica.
Prodromo del film, nel corso del 2025, è stata la ricostruzione del Batiscafo Trieste
in scala reale 1:1, affidata alla perizia di M23 Srl, azienda di rilievo internazionale nel
settore dei sommergibili avanzati e delle camere iperbariche, partner di Marine e
Forze Speciali in tutto il mondo. Rolex ha supportato l’iniziativa e resa disponibile una
copia dell’orologio che accompagnò l’impresa nella Fossa delle Marianne nel 1960 e
sarà collocata nella nuova esposizione del Batiscafo in corso di allestimento al Museo
de Henriquez. Hanno sostenuto il progetto la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia,
la Fondazione CRTrieste e Trieste Trasporti, partner Mare Nordest, consulente storico
Enrico Halupca.
Operazione Batiscafo Trieste punta dunque i riflettori su un’icona scolpita nella
memoria scientifica del Novecento, e che oggi trova nuova vita attraverso lo sguardo
del cinema. Il regista Massimiliano Finazzer Flory ha seguito le fasi della rinascita
dell’unità sommergibile: dalla minuziosa lavorazione dei pezzi nei capannoni
bergamaschi della M23, alle mani sapienti che ne hanno ricostruito le linee, fino
all’atteso viaggio verso il mare e la città che gli diede i natali.
Il viaggio cinematografico nella storia del Batiscafo Trieste non è un semplice
diario tecnico, ma un racconto poetico che intreccia immagini dall’Istituto Luce e
memoria, capace di restituire la tensione epica dell’impresa e l’emozione di veder
risorgere un gigante degli abissi. Le telecamere hanno registrato non solo bulloni e
lamiere, ma anche lo spirito di chi, settant’anni dopo, ha voluto restituire al presente
il sogno dei Piccard e di Diego de Henriquez. Il risultato è un documentario che
racconta l’intenso lavoro dietro la ricostruzione e la movimentazione fino a Trieste. La
proiezione offrirà al pubblico una vera e propria esperienza estetica e civile: la
possibilità di guardare negli occhi l’avventura del Trieste, attraverso la lente del
cinema, e di sentirne vibrare ancora oggi, in un tempo in cui tornano inquietanti eco
di guerra, il messaggio di coraggio, conoscenza e pace.
Nel film parlano, fra gli altri: Bertrand Piccard e Kelly Walsh, figli di Jacques
Piccard e Don Walsh che pilotarono il Trieste nell’immersione della Fossa delle
Marianne. E ancora Julie Kowalsky, Direttrice del National Museum of the United
States Navy, il promotore del progetto Giorgio Rossi, assessore alle Politiche della
Cultura e Turismo del Comune di Trieste, l’AD di M23 Bruno Peracchi che ha
coordinato la ricostruzione del Batiscafo, il giornalista e scrittore Antonio Ferrara,
l’archivista delle acciaierie Terni Valeria Sabbatucci, lo storico Enrico Halupca e il
testimone dell’epoca Cosimo Cosenza.
COMTS-LR
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