(AGENPARL) - Roma, 9 Ottobre 2026 - *Dissesto idrogeologico, Regione Puglia, Commissario di Governo e Autorità
di Bacino firmano l'accordo per accelerare gli interventi di messa in
sicurezza del territorio*
*Piemontese: "Dobbiamo ridurre il tempo che separa i finanziamenti dai
cantieri. La prevenzione deve diventare una politica permanente"*
Dalla nuova programmazione regionale da 64 milioni di euro per 13
interventi ai 270 milioni di lavori in carico alla struttura commissariale.
La Puglia punta a consolidare il risultato positivo dei 12 interventi PNRR
per oltre 50 milioni di euro completati.
Mettere insieme conoscenze, risorse finanziarie e capacità amministrative
per ridurre i tempi di progettazione, autorizzazione e realizzazione delle
opere contro il dissesto idrogeologico: è questo l'obiettivo dell'accordo
di collaborazione tra Regione Puglia, Commissario di Governo per il
contrasto del dissesto idrogeologico e Autorità di Bacino Distrettuale
dell'Appennino Meridionale, sottoscritto oggi a Bari.
A firmare l'intesa sono stati *Vera Corbelli*, segretaria generale
dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, *Raffaele
Piemontese*, assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, e *Gennaro
Ranieri*, soggetto attuatore del Commissario di Governo.
L'accordo punta a superare la frammentazione dei procedimenti attraverso
una collaborazione strutturata tra i tre soggetti pubblici che, con
competenze differenti, intervengono nella programmazione e nella
realizzazione delle opere di difesa del suolo.
La novità consiste nel coinvolgimento dell'Autorità di Bacino e delle
strutture tecniche fin dalle fasi iniziali della programmazione e della
progettazione, anziché soltanto nei successivi passaggi di verifica e
autorizzazione. L'obiettivo è anticipare la soluzione delle criticità,
ridurre richieste di integrazione e successive modifiche progettuali e
rendere più rapido il passaggio dai finanziamenti ai cantieri.
"Nel dissesto idrogeologico il tempo è una componente della sicurezza – ha
sottolineato *l'assessore Piemontese* – perché, se un paese è minacciato da
una frana, ridurre di mesi il percorso amministrativo significa anticipare
idrauliche, significa intervenire prima che una piena produca danni. Non
basta finanziare le opere: dobbiamo costruire le condizioni perché siano
progettate bene, autorizzate e realizzate nei tempi necessari."
"Una pianificazione condivisa alla scala del distretto idrografico, fondata
su una conoscenza del territorio progressivamente approfondita fino al
dettaglio locale, consente di gestire il rischio al fine di rendere sicure
le nostre comunità e salvaguardare e tutelare l'ecosistema", ha osservato
*Corbelli*, rimarcando che "in Puglia convivono fenomeni molto diversi: le
grandi frane del Subappennino Dauno, i crolli delle falesie del Gargano e
del Salento, gli sprofondamenti correlati a migliaia di cavità naturali e
antropiche, le piene improvvise delle lame e l'arretramento della costa.
Sono processi spesso interconnessi, espressione della dinamica evolutiva di
un unico sistema fisico che mette in relazione versanti, reticolo
idrografico, suolo, sottosuolo e fascia costiera, con effetti che si
riflettono direttamente sugli insediamenti: oltre duecentomila cittadini
vivono in aree a rischio idraulico e circa settantamila in zone a
pericolosità da frana elevata e molto elevata".
"Questa complessità richiede, in correlazione alle emergenze e relative
gestione, un'azione ordinaria e una visione d'insieme, fondate su un
approccio multiscalare, interdisciplinare e olistico. La risorsa suolo e la
risorsa acqua sono parte di uno stesso sistema: governarli insieme
significa prevenire il dissesto, tutelare la vita umana e, allo stesso
tempo, tutelare gli elementi dell'intero ecosistema", ha proseguito la
segretaria generale dell'Autorità di Bacino, evidenziando che "con questo
accordo rafforziamo e rendiamo strutturale una sinergia già consolidata in
specifici percorsi, lavorando congiuntamente, ciascuno nell'ambito delle
proprie competenze, in tutte le fasi, dalla conoscenza e dalla diagnosi
delle criticità, alla programmazione, alla progettazione e all'attuazione
delle misure per la mitigazione e la gestione del rischio idrogeologico".
La dimensione degli investimenti rende particolarmente importante il nuovo
metodo di lavoro.
All'inizio del 2025 la struttura commissariale pugliese aveva in carico
circa 270 milioni di euro di lavori, con un programma comprendente 90
ultimati lavori per circa 61 milioni di euro, mentre per il 2026 è prevista
la conclusione di ulteriori interventi per circa 99 milioni.
A questo quadro si aggiungono circa 230 milioni di euro relativi a
interventi già finanziati e in fase di progettazione, destinati a
trasformarsi progressivamente in nuove gare e nuovi cantieri.
Un primo banco di prova dell'accordo sarà rappresentato dalla nuova
programmazione regionale da 64,08 milioni di euro per 13 interventi di
mitigazione del rischio idrogeologico, finanziata attraverso il Programma
Le risorse comprendono circa 26 milioni di euro per il contrasto al rischio
frane e oltre 38 milioni per la prevenzione del rischio idraulico e delle
alluvioni.
Tra gli interventi di maggiore rilevanza figurano i 17 milioni e mezzo di
euro per il completamento della sistemazione del Canale Acquarotta a
Lesina, i circa 10 milioni di euro per la mitigazione del rischio idraulico
a Campi Salentina e gli oltre 5 milioni di euro per il canale di
imbrigliamento e raccolta delle acque ad Avetrana inseriti in un programma
complessivo di circa 18 milioni di euro.
Sono previsti inoltre interventi a Rignano Garganico, San Marco la Catola,
Pietramontecorvino, Bovino, Casalvecchio di Puglia, Rocchetta Sant'Antonio,
Alberona e Cerignola.
I disciplinari sono già stati sottoscritti e i Comuni, individuati come
soggetti attuatori, dovranno affrontare le successive fasi di progettazione
esecutiva, affidamento e realizzazione.
"L'Autorità sarà parte ancor più attiva nella costruzione di programmi
organici di misure strutturali e non strutturali, definiti alla scala di
ambiti territoriali omogenei rispetto alle fenomenologie di dissesto,
fondati sul proprio ampio e approfondito background: ogni misura concorrerà
così a una strategia complessiva di mitigazione del rischio – ha concluso
Corbelli –. In questo quadro, l'obiettivo comune è che ogni euro investito
sia destinato a interventi inseriti in un disegno organico e coerente con
la pianificazione distrettuale e il governo territoriale, individuati
nell'ambito di priorità condivise con i Comuni e con tutti gli attori del
territorio, realizzati in tempi certi e in grado di conseguire un'effettiva
riduzione dei livelli di rischio".
L'accordo arriva in una fase nella quale la capacità di realizzare
effettivamente le opere è una criticità nazionale, ma secondo la struttura
commissariale la Puglia è stata la prima Regione italiana a concludere
tutte le opere previste dal proprio programma. Infatti la nostra Regione ha
conseguito un risultato positivo significativo nell'attuazione dello
specifico programma PNRR contro il dissesto idrogeologico: tutti e 12 gli
interventi finanziati, per complessivi 50,64 milioni di euro, sono stati
completati.
"Il PNRR ha dimostrato che anche in un settore complesso come quello della
difesa del suolo è possibile rispettare scadenze stringenti e portare a
termine gli interventi – ha concluso Piemontese -, adesso dobbiamo fare un
passo ulteriore: trasformare quella capacità, maturata dentro un programma
straordinario, in un metodo ordinario di governo del territorio. Frane,
fiumi, bacini idrografici e coste non seguono i confini comunali, la
sicurezza del territorio richiede una visione d'insieme, una conoscenza
condivisa dei rischi e istituzioni capaci di lavorare insieme".
