(AGENPARL) - Roma, 16 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Mon 16 February 2026 DL BOLLETTE, PATUANELLI (M5S): È UN’OPERAZIONE COSMETICA MALRIUSCITA
DL BOLLETTE, PATUANELLI (M5S): È UN’OPERAZIONE COSMETICA MALRIUSCITA
“Altro che taglio delle bollette. Questo decreto è un’operazione cosmetica: si abbassa artificialmente il costo oggi e si presenta il conto domani, con interessi.
Spalmare gli oneri per dieci anni al 6% non significa ridurli. Significa trasformare una parte della bolletta in un debito rateizzato. Oggi la rata sembra più leggera, ma nel complesso si paga di più. Secondo Confartigianato, l’allungamento fino a dieci anni può generare un aggravio complessivo fino a 10 miliardi di euro. Non un risparmio: un costo differito, con interessi.
E chi paga? Sempre gli stessi: piccole e medie imprese e famiglie.
Nella bozza si interviene anche sul gas, ma senza chiarire quale sarà l’effetto reale sulle tariffe: un taglio vero o solo uno spostamento di costi su altre voci della bolletta? Una riduzione strutturale o l’ennesima partita di giro? Si annunciano contratti di lungo termine da rinnovabili come soluzione, ma con meccanismi complessi: aggregazioni obbligate, passaggi tramite soggetti pubblici, nuove linee guida e procedure che in passato hanno già scoraggiato molte PMI. Le piccole imprese, che non hanno strutture interne dedicate, rischiano di restare escluse o incastrate in schemi rigidi e costosi.
Nel frattempo, guardiamo cosa succede nel settore energetico. Tra le maggiori imprese italiane, una parte rilevante opera proprio nell’energia. Parliamo di gruppi con ricavi nell’ordine delle decine di miliardi: Eni ed Enel guidano la classifica. Enel ha raddoppiato gli utili portandoli intorno ai 7 miliardi. E non si tratta solo di produzione. Le attività regolate – reti e infrastrutture – garantiscono rendimenti molto elevati perché operano in regime di monopolio naturale, con tariffe fissate dall’Autorità. Terna, nei primi nove mesi del 2025, ha registrato un EBITDA superiore al 70%.
E chi è l’azionista di riferimento di molte di queste società? Lo Stato italiano.
Negli ultimi anni lo Stato ha incassato miliardi tra dividendi e plusvalenze dalle partecipazioni energetiche. Allora la domanda è inevitabile: perché non utilizza il proprio ruolo per incidere davvero sui prezzi di gas, carburanti ed elettricità, come fanno altri governi europei? Invece di costruire decreti che rinviano il problema?
Se si vuole intervenire seriamente con una norma primaria, e non con l’ennesima conferenza stampa che non cambia nulla, noi proponiamo dal 2022 senza essere ascoltati: intervento diretto dello Stato attraverso le proprie partecipazioni; revisione delle rendite nei settori regolati; riduzione della fiscalità su energia e carburanti; vera politica estera energetica per garantire forniture stabili; disaccoppiamento strutturale tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas, con una trattativa seria anche a livello europeo per cambiare le regole del mercato.
Forse è arrivato il momento che lo Stato smetta di limitarsi a incassare, e scelga finalmente da che parte stare: dalla parte dei bilanci delle partecipate o da quella delle imprese e delle famiglie”.
Lo scrive sui social il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
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