(AGENPARL) - Roma, 12 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 12 February 2026 *Fotovoltaico, previsti 50mila espianti di ulivi a Bitonto: la CIA dice NO*
Gennaro Sicolo: “Stiamo presentando i ricorsi, daremo battaglia. Così si
distrugge la nostra olivicoltura”
Cinque i progetti in fase di autorizzazione, assurdo non sia prevista la
Valutazione d’impatto ambientale
BITONTO (Ba) – *Di qui ai prossimi mesi, per fare posto a nuovi impianti
agrivoltaici-fotovoltaici, nel territorio di Bitonto, potrebbero essere
espiantati circa 50mila alberi di ulivo*. È quanto ha verificato CIA
Agricoltori Italiani prendendo in esame le procedure in corso di
valutazione autorizzativa. In particolare, sono 5 gli interventi che
potrebbero essere attuati qualora gli iter in atto dovessero arrivare fino
alla fine. L’intervento più impattante è quello proposto da PV Verde Srl
per un impianto di agrivoltaico di potenza pari a 86,79 Mw, procedimento
escluso dalla VIA (valutazione di impatto ambientale), con provvedimento
della Città Metropolitana di Bari n. 2366/2025: in questo caso, si prevede
l’espianto di *30.000 ulivi*. *Altri 7mila espianti* sono previsti per un
intervento proposto da PV Blu SrL (agrivoltaico) per 19,91 MW di potenza,
escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n.
1986/2025. *Stesso numero di espianti, ben 7mila,* sono previsti per il
parco fotovoltaico proposto da GDS Sole SrL, impianto da 9,31 MW di
potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di
Bari n. 2367/2025. Il quarto progetto per numero di espianti è quello
proposto da PV Sol SrL (agrivoltaico) per 19,89 MW di potenza, escluso
dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2166/2025:
previsione di 4mila espianti. Il quinto progetto riguarda la proposta
avanzata da GDS Sole SrL (fotovoltaico) per 4,83 MW di potenza, escluso
dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2368/2025,
con previsione dell’espianto di *1.700 ulivi*. A questi interventi occorre
aggiungere un ulteriore progetto, già autorizzato e realizzato, proposto da
GDR Solare (fotovoltaico), che prevede l’espianto di *circa 2.100 alberi di
ulivo* nel territorio di Bitonto, assentito con A.U. n. 146/2023.
“Cinquantamila espianti di ulivi avrebbero un impatto devastante”, dichiara
Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA
Agricoltori Italiani. “È a rischio la sopravvivenza di una coltura e di una
cultura, quella olivicolo-olearia, che rappresenta l’identità, la storia,
il presente e il futuro del territorio bitontino, da sempre caratterizzato
dai suoi ulivi e da un olio extravergine d’oliva che è un’eccellenza
nazionale. CIA Agricoltori Italiani è fermamente contraria a questa
massiccia, pervasiva e devastante aggressione e trasformazione del
territorio. Abbiamo presentato ricorso per far valere quantomeno il
rispetto delle prescrizioni imposte in sede di autorizzazione unica, tra
cui il censimento degli ulivi in buono stato e il loro spostamento in altra
località. Con ulteriori tre ricorsi, CIA Puglia ha impugnato gli ulteriori
progetti che * sono stati incredibilmente esclusi dalla procedura di VIA*
dalle Amministrazioni preposte. L’esclusione dal procedimento di
valutazione d’impatto ambientale non trova alcuna giustificazione a nostro
avviso, tenuto conto delle caratteristiche dei singoli progetti e con
riguardo al loro impatto complessivo. Secondo CIA Agricoltori Italiani di
Puglia, assistita in questa battaglia legale dagli avvocati Pasquale
Procacci e Carmine Rucireta, non è stato considerato che le dimensioni di
ogni singolo impianto e la distanza ravvicinata tra gli stessi avrebbero
dovuto certamente indurre le Amministrazioni competenti a sottoporre a
valutazione di impatto ambientale i progetti, anche e soprattutto in
ragione degli impatti cumulativi delle diverse iniziative. “Stiamo
promuovendo una battaglia legale per la difesa del territorio e delle
colture tradizionali che rischiano di essere sostituite con nuove piante,
appositamente selezionate per la coltivazione “superintensiva”. Andremo
avanti per impedire che il nostro territorio sia desertificato,
irrimediabilmente compromesso, e che un’intera economia possa essere
distrutta da progetti così numerosi e impattanti. Ci aspettiamo che
l’opinione pubblica, i semplici cittadini, tutta la Comunità di Bitonto e i
rappresentanti delle istituzioni prendano consapevolezza di quanto sta
accadendo e che si mobilitino assieme a noi per impedire che il territorio
di Bitonto sia mortalmente ferito e stravolto. *Invitiamo le istituzioni
comunali, regionali e Area Metropolitana di definire le aree per questi
impianti, in modo da non sacrificare il patrimonio arborio, olivicolo e
altre produzioni di pregio”*, conclude Sicolo.
Francesco Quitadamo
giornalista professionista, copywriter
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