(AGENPARL) - Roma, 11 Febbraio 2026 - Ieri mattina a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica si è tenuta la Conferenza stampa “Screening cardio-nefro-metabolico: conoscere il rischio per agire tempestivamente”, promossa dalla Senatrice Elena Murelli, Intergruppo Parlamentare per le malattie cardio, cerebro e vascolari, in collaborazione con Meridiano Cardio, la piattaforma di TEHA sulle malattie cardiovascolari, sostenuta dal contributo non condizionante di Sanofi.
In tale occasione, l’Agenparl ha intervistato Pasquale Perrone Filardi, Past President della Società Italiana di Cardiologia (SIC).
«Le società scientifiche devono occuparsi non soltanto di ricerca e di diffusione delle conoscenze, ma anche di assistenza. Devono essere al servizio delle istituzioni, dal Ministero della Salute ad AIFA, e di tutti coloro che sono impegnati nel sostenere il Servizio Sanitario Nazionale, che è un obiettivo che anche una società scientifica deve porsi.
Come possono farlo? Contribuendo soprattutto dal punto di vista dell’informazione sulle evidenze scientifiche e nella costruzione e valutazione dei percorsi, ad esempio, nel caso della prevenzione, dei percorsi di screening. Abbiamo parlato in particolare dello screening cardio-nefro-metabolico e quindi essere a fianco di coloro che possono erogare sul territorio questo tipo di servizi è fondamentale per renderli il più possibile efficaci, mirati e sostenibili dal punto di vista economico.
Ecco perché crediamo molto nella relazione tra differenti stakeholder e in particolare nella farmacia dei servizi e nel rapporto che questa può avere con le società scientifiche. Durante la mia presidenza della Società Italiana di Cardiologia stiamo lavorando proprio per rinforzare e rendere operativo questo rapporto, al fine di garantire ai cittadini prestazioni anche in farmacia che siano validate, affidabili e accurate.
Oggi le sfide che il sistema salute deve affrontare: la prima è certamente la prevenzione. Lo dice anche il Piano cardiovascolare europeo: la prevenzione a tutti i livelli, soprattutto rispetto alle malattie cardiovascolari che rappresentano la prima causa di mortalità e morbilità.
La prevenzione deve andare di pari passo con il sostegno all’equità del sistema. Il Piano europeo richiama con forza la necessità di superare le differenze loco-regionali, sia tra i diversi Paesi membri sia all’interno degli stessi. In Italia esistono profonde differenze nel controllo del rischio cardiovascolare tra Nord e Sud: occorre quindi superare disparità regionali, socioculturali e di genere, che sono strettamente correlate tra loro.
I sistemi sanitari devono affrontare questa sfida sul piano dell’assistenza e della prevenzione: prevenzione, superamento delle disparità e attenzione crescente alle malattie croniche non trasmissibili, che rappresentano la vera sfida del futuro, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione, della sostenibilità del sistema e della necessità di percorsi assistenziali sempre più complessi e integrati sul territorio, con un adeguato sostegno alle famiglie. Bene la legge sui caregiver, che rappresenta un primo passo verso questi aspetti anche di natura sociosanitaria, molto rilevanti. Queste sono le direttrici per il futuro».
