(AGENPARL) - Roma, 9 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Mon 09 February 2026 INFORMAZIONE ISTITUZIONALE
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Ufficio Stampa
TS 9/2/2026
PRESENTATA L’ATTIVITÀ DI EDUCAZIONE STRADALE DELLA
POLIZIA LOCALE
Attiva nelle scuole triestine dagli anni Settanta, la Polizia Locale di Trieste ha
sviluppato nel tempo un progetto di educazione stradale sempre più strutturato,
fondato su competenze aggiornate e metodologie didattiche differenziate per età.
Il percorso, che copre l’intero ciclo scolastico a partire dalla scuola dell’infanzia,
mira a formare cittadini consapevoli, promuovendo la cultura della legalità attraverso
i principi della sicurezza stradale.
Dell’attività dell’educazione stradale ne hanno parlato l’assessore alle Politiche
della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo e l’assessore alle Politiche
dell’Educazione e della Famiglia, Maurizio De Blasio.
Presenti anche il Presidente della VI Commissione, Salvatore Porro, il
Commissario Superiore della Polizia Locale, Luciano Momic e una rappresentanza di
operatori della Polizia Locale, attivamente impegnati nei programmi di educazione
stradale rivolti alle scuole della nostra città.
“La presenza degli operatori, oggi qui con me, è importante perché sono loro a
parlare con i ragazzi, e, soprattutto, ad ascoltarli. Li ho voluti qui perché credo che,
per fare prevenzione, sia fondamentale ascoltare i giovani e capire dove è meglio
indirizzare gli interventi, comprendendo quali sono le loro lacune. I ragazzi li
ascoltano sempre di più e i numeri di partecipazione alle nostre attività sono in
costante crescita”, ha esordito l’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina,
Caterina de Gavardo.
“Si tratta di lezioni particolarmente interattive, che prevedono anche la visione di
video cittadini con situazioni di incidenti, mai troppo gravi. Da lì si parte per chiedere
ai ragazzi dove sta l’errore e cosa fare per evitare incidenti stradali. Questa attività
nelle scuole la Polizia Locale la svolge fin dagli anni Settanta. La realizziamo anche
con gli adulti, in occasione di manifestazioni come la Barcolana, ma nelle scuole resta
un’attività fondamentale, svolta in collaborazione sia con enti interni al Comune di
Trieste, come l’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia, sia con enti
esterni, come l’ACI e l’Ufficio Scolastico Regionale”.
“Abbiamo fatto una ricognizione dei numeri relativi al periodo dal 2018 a oggi e si
contano oltre mille classi coinvolte e più di 14 mila alunni della scuola dell’infanzia
negli ultimi cinque anni, con un’attenzione particolare rivolta sia alle scuole
dell’infanzia sia alle scuole secondarie di secondo grado. L’attività nelle scuole
superiori è particolarmente significativa, perché incontriamo ragazzi prossimi al
conseguimento della patente: giovani che oggi sono ancora pedoni, ma che a breve
diventeranno conducenti e frequentatori attivi delle nostre strade. È quindi
fondamentale approfondire con loro questi temi in questa fase di passaggio”.
“I dati sugli incidenti stradali a Trieste risultano in linea con le statistiche nazionali.
Nel 2024 i numeri sono simili a quelli del 2025, con una media di circa cinque
incidenti al giorno, 890 persone ferite e sette incidenti mortali registrati nel 2025.
Quando assisto alle lezioni al Magazzino 26 – ha continuato la de Gavardo – nessun
ragazzo usa il cellulare o guarda TikTok. All’inizio qualcuno può farlo, ma poi lo mette
via autonomamente. Questo dimostra quanto sia rilevante e interessante l’approccio
degli operatori, che riescono a coinvolgere davvero i ragazzi. Poco fa, ad esempio,
abbiamo ricevuto un’email di ringraziamento da parte di genitori dei ragazzi che
hanno partecipato alle lezioni, a conferma del loro coinvolgimento anche emotivo”.
“Nelle lezioni si parte sempre dal punto di vista del pedone, perché in fondo siamo
tutti pedoni. Si comincia con esempi concreti, come l’utilizzo delle cuffie mentre si
cammina, per poi affrontare temi più complessi, come la fuga dopo un incidente e le
sue conseguenze, il limite legale del tasso alcolemico, l’uso del cellulare alla guida e il
volume della musica nel veicolo, fino a tecniche rischiose come conservare la foto
della patente sul telefono. È importante ricordare che il 25% degli incidenti a Trieste
coinvolge un pedone, un dato significativo che sottolinea l’importanza di partire
proprio da questo punto di vista”, ha concluso la de Gavardo.
“Il lavoro di squadra è indispensabile pertanto occorre garantire l’educazione e
l’informazione, saper prevenire attraverso la vigilanza, ma anche mettere in atto il
contrasto e la sanzione. Solo l’integrazione di tutti questi elementi consente di
ottenere risultati concreti”, ha detto alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia,
Maurizio De Blasio.
“Occupandomi di educazione – ha continuato De Blasio – ritengo che molti dei
fatti che accadono derivino da una scarsa consapevolezza delle conseguenze delle
proprie azioni. Diventa quindi fondamentale partire dalle scuole, fin dalla giovane
età. Questo significa accompagnare le ragazze e i ragazzi nel loro percorso di
crescita, guidarli verso una convivenza serena nella società, obiettivo che può essere
raggiunto solo attraverso la consapevolezza. È un compito che l’Amministrazione e il
sistema scolastico sono chiamati a portare avanti insieme”, ha concluso De Blasio.
Il Commissario Superiore della Polizia Locale, Luciano Momic ha ringraziato e
sottolineato che l’attività viene svolta da tantissimi anni e che se ne vede il riscontro
sia nei ragazzi sia nelle loro famiglie. Ha aggiunto che la Polizia Locale non smetterà
mai di portarla avanti, perché, come dimostrano i fatti di cronaca, ce n’è davvero
bisogno. Ha precisato che viene realizzata con grande impegno e che già oggi viene
dedicata moltissima energia all’iniziativa, perché ci credono profondamente.
L’Ispettore Capo Maurizio Tavcar ha ripercorso lo sviluppo dell’attività di
educazione stradale negli ultimi anni “ il 2023 è stato un anno spartiacque, perché da
quell’anno in poi, in seguito ad uno spettacolo con due artisti locali, Maxino e Furian,
le lezioni sono state ripensate e strutturate come uno spettacolo, in due parti. La
prima parte prevede l’interazione con i ragazzi e la visione di video, strumenti
fondamentali per far comprendere concretamente i temi trattati e nella seconda
parte, i ragazzi vengono divisi in due squadre e coinvolti attraverso un format a quiz,
basato su leggende metropolitane che credono di conoscere, riguardanti temi di
legalità, codice della strada e reati penali connessi”.
COMTS – LR
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