(AGENPARL) - Roma, 2 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Mon 02 February 2026 Bologna è oggi percepita da molti cittadini come una città sempre meno sicura. Episodi di violenza, aggressioni e accoltellamenti, dalla periferia al centro, hanno inciso sulla qualità della vita quotidiana e sulla libertà di muoversi negli spazi urbani. Alberto Zanni, candidato Sindaco per Una Nuova Bologna, chiarisce un punto che ritiene fondamentale: quando la sicurezza in città non funziona, non è corretto attribuire tutta la responsabilità al Governo, alla Polizia di Stato o ai Carabinieri. Il Comune ha strumenti propri e una responsabilità diretta attraverso la Polizia Locale, si tratta di una responsabilità amministrativa che non può essere elusa. Oggi l’organico della Polizia Locale è composto da circa 550 agenti. Quest’anno sono previste nuove assunzioni, circa 50, ma questi ingressi compensano pensionamenti e spostamenti. Il risultato è che, a fine anno, il numero reale di agenti resterà sostanzialmente invariato. “Questo significa – sottolinea Zanni – che la presenza sul territorio rimarrà pressoché invariata”. Se diventerà sindaco, Zanni indica una scelta netta: “Vorrei assumere subito 150 agenti in più, come avvenne in passato con l’amministrazione Guazzaloca, e dare priorità alla sicurezza. Il Comune può decidere come impiegare la propria Polizia Locale. Davanti alla scelta tra fare cassa con le multe sul traffico o garantire maggiore sicurezza in città io, senza esitazioni, impiegherei la Polizia Locale sulla sicurezza”. Accanto al tema degli organici, Zanni pone quello delle condizioni di lavoro: “Gli agenti svolgono un’attività ad alto rischio, con turni notturni e lavoro nei giorni festivi. A questo deve corrispondere un adeguato riconoscimento economico e una migliore organizzazione del lavoro – osserva -. Non si può chiedere maggiore presenza senza intervenire su stipendi e condizioni operative. Bologna ha bisogno di più presenza, più mezzi e più responsabilità. Ed è su questo che intendo misurarmi”. Centrale è anche il tema delle dotazioni: “In molte città italiane gli agenti di Polizia Locale sono dotati di taser, mentre a Bologna questa dotazione non è adottata in modo strutturale. Lo stesso vale per i bastoni estensibili, utilizzati per l’ordine pubblico in città come Modena, ma non presenti in modo sistematico a Bologna”. Zanni richiama inoltre la “necessità di giubbotti antiproiettile sempre disponibili e aggiornati, compresi giubbotti antiproiettile con protezione anti accoltellamento, di un numero adeguato di automobili dotate di celle di sicurezza, di motociclette per il controllo dinamico del territorio e di un potenziamento reale delle unità cinofile. Sicurezza non significa militarizzare la città – precisa Zanni – significa impiegare la Polizia Locale in strada con le dovute tutele, per sé e per i cittadini”. Un altro punto centrale è la presenza visibile sul territorio. Zanni propone il ripristino dei “vigili di quartiere”, agenti appiedati e riconoscibili, capaci di costruire un rapporto quotidiano con residenti e commercianti e di monitorare costantemente l’andamento delle singole zone. A questo si affianca la necessità di incrementare il sistema di videosorveglianza, come strumento di prevenzione e supporto operativo. “La sicurezza urbana – conclude Zanni – va costruita con scelte amministrative chiare. Il Comune ha gli strumenti per intervenire”.
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