(AGENPARL) - Roma, 26 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 26 January 2026 La Commissione per l’innovazione tecnologica ha richiesto unanime
investimenti strutturali sull’alfabetizzazione
Roma, 26 gen – “I Punti di facilitazione digitale sono uno
strumento fondamentale per far crescere il Paese. Non possiamo
permetterci di perderlo oggi o domani, perch? significa tornare
indietro rispetto ai progressi compiuti, con il solito passo del
gambero: le Regioni chiedono un incontro il prima possibile con
il sottosegretario con delega all’Innovazione tecnologica Alessio
Butti”.
Lo ha affermato l’assessore regionale ai Sistemi informativi del
Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Callari, intervenendo in
qualit? di vice coordinatore alla Commissione per l’Innovazione
tecnologica e la digitalizzazione della Conferenza delle Regioni,
replicando alla risposta del Governo sul futuro dei progetti di
facilitazione digitale.
La posizione dell’Esecutivo nazionale riguardo il progetto Punti
di facilitazione digitale preoccupa Regioni e Province autonome.
Il Dipartimento ha stanziato finora oltre 14 milioni di euro nel
2025 a valere su risorse nazionali del Fondo innovazione per
garantire la continuazione fino al giugno 2026 delle attivit? dei
punti delle Regioni e Province che hanno raggiunto o
raggiungeranno il target del Pnnr in anticipo, ma ha annunciato
di non “disporre in futuro delle risorse necessarie per il
mantenimento della rete dei punti”.
“Possiamo comprendere un ridimensionamento del finanziamento ma
non un taglio netto perch? – ha spiegato Callari – Regioni e
Province non hanno risorse per proseguire da sole. I territori
hanno lavorato sodo, credendoci, e ora rischiano di pagare un
caro prezzo: in Friuli Venezia Giulia abbiamo chiesto ai Comuni
di aggregarsi, agli enti del Terzo settore di mettere a
disposizione persone e giovani molto volenterosi che hanno
lavorato con seriet?. Ora ci ritroviamo davanti a un paradosso: a
giugno dovremo dire a questa rete di persone di tornarsene a
casa. Dall’altra parte, il prezzo pi? caro lo pagheranno le
comunit?, che hanno estremo bisogno di far crescere le
competenze, non solo quelle specialistiche di chi lavora nel
digitale, ma anche quelle dei cittadini pi? fragili. Non solo gli
anziani, ma anche molti giovani, che attraverso questi centri
potevano innamorarsi dello strumento digitale e costruire quella
base di competenze di cui abbiamo bisogno in questo Paese”.
In questo contesto, Callari ha richiamato i dati del Friuli
Venezia Giulia: dal 1 febbraio resteranno attivi 37 punti di
facilitazione digitale, affiancati da servizi itineranti. Finora
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