(AGENPARL) - Roma, 12 Ottobre 2026 - La Russia punta ad aumentare le esportazioni di gasolio verso i mercati internazionali per contribuire a riequilibrare una situazione energetica resa più complessa dalle difficoltà nello Stretto di Hormuz e dalla riduzione della capacità globale di raffinazione.
A sostenerlo è stato il vice primo ministro russo Alexander Novak, secondo il quale Mosca dispone oggi della possibilità di immettere volumi aggiuntivi di carburante sul mercato mondiale, compresi gli Stati Uniti.
Novak: nuove forniture per alleviare le tensioni
Intervistato da Vesti, Novak ha spiegato che le forniture supplementari russe potrebbero contribuire a compensare gli squilibri tra domanda e offerta generati dalle interruzioni infrastrutturali e logistiche che stanno interessando il settore energetico internazionale.
Secondo il vice primo ministro, la situazione attuale è condizionata da due fattori principali: i problemi legati al transito attraverso lo Stretto di Hormuz e la diminuzione complessiva della capacità di raffinazione a livello mondiale.
In questo scenario, la Russia intende aumentare la disponibilità di gasolio sui mercati esteri per contribuire ad attenuare la pressione sui prezzi.
Possibili forniture anche verso gli Stati Uniti
Uno degli aspetti più rilevanti delle dichiarazioni di Novak riguarda la possibilità che il gasolio russo raggiunga anche il mercato statunitense.
Il vice primo ministro ha infatti affermato che Mosca avrebbe l’opportunità di garantire forniture aggiuntive ai mercati globali, inclusi gli Stati Uniti d’America, nell’ambito di uno sforzo più ampio per riequilibrare le condizioni del mercato.
L’eventuale presenza di nuovi volumi russi sui mercati internazionali potrebbe aumentare l’offerta disponibile in una fase caratterizzata da forti tensioni sui prodotti raffinati.
Prezzi del petrolio quasi raddoppiati
Novak ha inoltre sottolineato il forte aumento delle quotazioni petrolifere, affermando che i prezzi del greggio sono arrivati quasi a raddoppiare.
L’impennata dei prezzi è collegata alla difficoltà di garantire flussi regolari di energia e carburanti, oltre che alle limitazioni che stanno interessando la raffinazione e la logistica internazionale.
In questa fase, quindi, il problema non riguarda soltanto la disponibilità di petrolio greggio, ma anche la capacità di trasformarlo in prodotti raffinati come diesel e gasolio e di distribuirli sui mercati di consumo.
Il gasolio registra già una flessione
Secondo Novak, gli effetti delle nuove forniture russe sarebbero già visibili.
Il vice primo ministro ha affermato che sui mercati globali del gasolio si è registrata una correzione dei prezzi nell’ordine del 5-6%, un movimento che, secondo la sua interpretazione, sarebbe collegato anche all’aumento dei volumi messi a disposizione dalla Russia.
L’incremento delle esportazioni dovrebbe quindi contribuire a ridurre almeno parzialmente lo squilibrio tra domanda e offerta.
Lo Stretto di Hormuz resta il principale fattore di rischio
Il riferimento allo Stretto di Hormuz evidenzia quanto le tensioni sulle rotte energetiche internazionali continuino a rappresentare un elemento determinante per l’andamento del mercato.
Lo stretto costituisce uno dei principali punti di transito mondiali per petrolio e prodotti energetici. Qualsiasi difficoltà nella navigazione, nelle infrastrutture o nella sicurezza dell’area può produrre rapidamente conseguenze sui prezzi e sulla disponibilità delle forniture.
In un mercato già caratterizzato da una capacità di raffinazione ridotta, un’interruzione significativa dei flussi può quindi amplificare rapidamente la pressione sui carburanti.
Mosca punta sul ruolo di fornitore
Le dichiarazioni di Novak mostrano la volontà della Russia di presentarsi come un fornitore in grado di immettere rapidamente volumi aggiuntivi sul mercato in una fase di scarsità.
L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare l’offerta e contribuire a stabilizzare le quotazioni, soprattutto nel comparto del gasolio, dove le tensioni sulla disponibilità dei prodotti raffinati risultano particolarmente significative.
La reale capacità delle nuove esportazioni russe di modificare l’equilibrio del mercato dipenderà tuttavia dai volumi effettivamente disponibili, dalle rotte commerciali utilizzabili e dall’evoluzione delle tensioni geopolitiche e logistiche.