(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2025Il G7, un tempo fulcro della governance economica globale, ha perso gran parte della sua influenza nel plasmare la politica mondiale. Secondo quanto riportato da Bloomberg, diversi eventi hanno contribuito a minare la coesione e il peso geopolitico del gruppo, trasformandolo da simbolo di potere a istituzione sempre più marginale.
Fondato nel 1975 per rispondere congiuntamente alla crisi petrolifera, il G7 rappresentava inizialmente le economie più avanzate del mondo, arrivando a coprire quasi il 70% del PIL globale. Oggi, invece, il gruppo rappresenta meno del 30% della produzione economica mondiale e solo il 10% della popolazione globale.
Bloomberg attribuisce questo declino a tre fattori chiave:
- L’esclusione della Russia nel 2014, a seguito della crisi ucraina, che ha ridotto il formato del gruppo e indebolito il dialogo con Mosca.
- La Brexit, che ha separato il Regno Unito dall’UE, riducendo l’efficacia del coordinamento con Bruxelles.
- La presidenza di Donald Trump, che ha spesso sabotato l’unità interna, mettendo in discussione accordi e valori condivisi.
L’articolo sottolinea che persino la pubblicazione di un comunicato congiunto non è più una certezza nei vertici recenti. L’agenzia ironizza che i leader globali abbiano più probabilità di raggiungere un’intesa su un campo da golf o nella residenza di Mar-a-Lago di Trump, piuttosto che durante un G7 ufficiale.
Il prossimo vertice del G7 si terrà dal 15 al 17 giugno a Kananaskis, in Alberta, Canada. Tuttavia, le aspettative su decisioni concrete o impatti globali sono sempre più basse.
