(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2025 - (AGENPARL) – mer 05 marzo 2025 PROCURA DISTRETTUALE DELLA REPUBBLICA
CATANIA
COMUNICATO STAMPA –
marzo 2025
Operazione u O ld horse”
Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania – Direzione Distrettuale
Antimafia – i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Catania, supportati dalla
Compagnia di Intervento Operativo CI.O. del XII Reggimento “Sicilia”, hanno dato
esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini
Preliminari presso il Tribunale etneo, nei confronti di 9 persone (tutte in carcere) indagate
per “nssocinzione a delinquere di stampo mafioso a carattere armato, estorsione, acquisto, detenzione
e cessione rii stupefacenti nggmvate dal metodo mafioso”.
L’ indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gravina di
Catania da marzo 2021 ad aprile 2023, col coordinamento della Direzione Distrettuale
Antimafia, trae origine dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia nonché dalle
risultanze investigative emerse da precedenti operazioni denominate”Sotto Scacco” e”Blaclc
Lotus” (eseguite nel 2021 e 2019, che avevano consentito di disvelare l’organigramma dei gruppi
crirninali affiliati alla famiglia Santapaola-Ercolano operanti, per conto di essa, in alcuni comuni della
prtwincia etnea in particolare, tm gli altri Belpasso e San Pietro Clarenza). Gli ulteriori
accertamenti, svolti anche attraverso attività tecniche, avrebbero permesso di acquisire, allo
stato degli atti ed in relazione ad una fase processuale che non ha ancora consentito
l’intervento delle difese, gravi elementi indiziari in ordine alla sussistenza ed operatività,
nonché l’egemonia, della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano nei territori di San Pietro
Clarenza e Belpasso, operante in particolar modo nel settore delle estorsioni e dello spaccio
di sostanze stupefacenti.
In particolare,
stata ricostruita sulla base degli indizi raccolti e ferma restando la
presunzione d’innocenza, l’organizzazione del gruppo, identificandone i vertici, i ruoli e la
struttura gerarchica. Il gruppo, oltre a gestire le proprie attività, sarebbe stato in grado anche
di mantenere rapporti con altre organizzazioni criminali, ricorrendo ad azioni intimidatorie
e violente per affermare la propria egemonia sul territorio.
Il gruppo, seguendo il tipico modus operandi delle organizzazioni mafiose, avrebbe
alimentato una cassa comune destinata anche al sostegno degli affiliati detenuti. In questa
cassa confluivano i proventi delle estorsioni e del traffico di stupefacenti.
Il nome dell’operazione “Old Horse” (vecchio cavallo) deriva dall’attività lavorativa di
SANTONOCITO Orazio Giuseppe, principale indagato dell’indagine, titolare di una
macelleria equina a San Pietro Clarenza. Le indagini ham10 rivelato che, già dal 2016, l’uomo
ricopriva il ruolo di responsabile della famiglia catanese di Cosa Nostra per i comuni di San
Pietro Clarenza e Belpasso. La macelleria, oltre a essere la sua attività commerciale, sarebbe
stato anche il luogo in cui si riuniva con gli affiliati per pianificare le attività criminali e
convocare le vittime di estorsione.
II “nrncellrzio di Srzn Pietro Clrzrenzrz”, così come lo chiamavano gli affiliati del clan durante le
azioni estorsive, veniva spesso citato per evocare il potere del vertice santapaoliano e
intimidire le vittime, costringendole a cedere alle richieste illecite. Il SANTONOCITO si
sarebbe occupato in prima persona di attività estorsive incentrate principalmente sul
recupero crediti intervenendo nelle vicende che coinvolgevano gli imprenditori che
richiedevano il suo intervento svolgendo indebitamente funzioni “paragiurisdizionali”,
avvalendosi di metodi intimidatori e a volte ricorrendo direttamente all’uso della violenza.
Nei diversi episodi estorsivi allo stato contestati agli indagati nel contesto della mediazione
mafiosa relativa al pagamento dei debiti, sarebbe emerso il conseguimento per il sodalizio
di indebite utilità consistite non solo in somme di denaro ma anche nella consegna di beni,
ad esempio generi alimentari, da destinare agli affiliati detenuti.
Lo spaccio della marijuana invece, seppure non attività prevalente del gruppo, sarebbe stato
esercitato dall’indagato CARUSO Alfio, ritenuto, sulla base degli indizi raccolti, braccio
destro del SANTONOCITO, anche al fine di impedire l’ingresso di altri gruppi criminali nel
territorio di San Pieh·o Clarenza e Belpasso.
A sostegno del quadro indiziario sono stati eseguiti, nel corso delle indagini, n.3 arresti in
flagranza di reato, per”estorsione rzggrrzvatrz dal metodo mafioso”, con la contestuale cessazione
dell’attività estorsiva nei confronti di un imprenditore locale (nel relativo procedimento è
già intervenuta sentenza di condam1a in primo grado nei confronti degli imputati, tra cui
proprio il SANTONOCITO e il CARUSO). Per tale estorsione, sono state contestate agli
indagati ulteriori condotte poste in essere ai danni della vittima e non contestate in occasione
dell’arresto in flagranza.
PERSONE DESTINATARIE DELLA MISURA DELLA CUSTODIA IN CARCERE:
1. CARUSO Alfio, nato a San Pietro Clarenza (CT) il 19/08/1968;
2. CURRAO Alfio, nato ad Adrano (CT) il 04/05/1967;
3. DE LUCA Alessandro, nato a Catania il 14/03/1975;
4. DI STEFANO Angelo, nato a Catania il 02/06/1961;
5. LAUDANI Santo, nato a Piazza Armerina (EN) il 07/08/1968;
6. LICCIARDELLO Daniele, nato a Catania il 07/08/1973;
7. NICOLOSI Paolo Daniele, nato a Catania il 11/03/1985;
8. SANTONOCITO Orazio Giuseppe, nato a San Pietro Clarenza (CT) il 30/07/1953;
9. STIMOLI Barbaro, nato a Paternò (CT) il 01/07/1978.
ratore Distrettuale –
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