(AGENPARL) - Roma, 20 Febbraio 2025 - (AGENPARL) – gio 20 febbraio 2025 **Telco-Tsd, Nardini: “Difficoltà dell’azienda emergono in tutta la loro
gravità”**
/Scritto da Redazione, giovedì 20 febbraio 2025/
“Ieri al tavolo nazionale sono emerse in tutta la loro gravità le
difficoltà della Telco-Tsd, che fanno seriamente temere riguardo alla
continuità operativa e occupazionale e non lasciano intravedere tempi
certi sul pagamento delle spettanze arretrate”.
È il commento dell’assessora al lavoro Alessandra Nardini dopo la seconda
riunione tenutasi ieri mattina nella sede del Ministero delle Imprese e del
Made in Italy del tavolo nazionale di crisi sulla situazione di Telco –
Tsd, azienda che in Toscana conta a oggi ancora 260 dipendenti in 5 siti
produttivi.
Il tavolo si è svolto alla presenza, oltre che dell’assessora Nardini e
dell’unità di crisi regionale toscana, dei responsabili dell’ufficio
dell’unità di crisi del Ministero, dei rappresentanti sindacali di
categoria e delle confederazioni territoriali, dei rappresentanti aziendali
di Tsd e di alcuni rappresentanti di FiberCop, principale committente delle
attività svolte da Tsd.
“Sia da quanto ci ha riferito l’azienda nell’incontro, sia dalla stessa
istanza formale di richiesta d’accesso all’integrazione salariale – ha
spiegato Nardini – è emerso uno scenario estremamente preoccupante”.
Ieri i rappresentanti dell’azienda hanno informato di aver presentato
l’istanza per la procedura di composizione negoziale della crisi di impresa
presso la Camera di Commercio di Roma e comunicato di voler dismettere
alcuni appalti. Ma “non ci è stata prefigurata una chiara prospettiva
industriale e occupazionale – ha osservato l’assessora – e non c’è ancora
nessuna certezza dei tempi per il pagamento delle spettanze non
corrisposte, ovvero la mensilità di dicembre, la tredicesima e adesso
anche la mensilità di gennaio”.
“La società Tsd – ha fatto notare Nardini, ricordando che in Toscana è
presente oltre la metà dell’organico totale della azienda – non ha fornito
dettagli su quali attività teoricamente dovrebbero proseguire, quali altre
andranno a essere svolte da altri soggetti, e quali saranno i rispettivi
perimetri occupazionali e le garanzie”. “Inoltre – ha aggiunto
l’assessora – come Regione Toscana ho manifestato l’esigenza di comprendere
con precisione dove sono andati e a far cosa i lavoratori che sono già
usciti da TSD. Parliamo di 200 dimissioni dal 31 dicembre 2024 quando
l’organico era invece di 750 persone a livello nazionale e circa 400 in
Toscana. Visto che questi lavoratori, con le loro competenze specifiche,
sono essenziali in questo settore, vogliamo capire dove sono adesso
impiegati e come i committenti intendano garantire il servizio”.
Al centro della discussione anche la questione della cassa integrazione
straordinaria per crisi per tutte le unità pluriregionali. Nel corso della
riunione, l’assessora Nardini ha rilevato che “la decisione di Tsd di
ricorrere agli ammortizzatori sociali è una decisione persino tardiva,
perché se questa era la situazione disastrosa dell’azienda si poteva e si
doveva evitare di trovarci con lavoratori che da mesi non riscuotono lo
stipendio”. “L’azienda nei mesi precedenti – ha sottolineato – aveva
rassicurato su questo tema per poi essere ogni volta puntualmente smentita
nei fatti, prima di essere assente agli ultimi incontri. Ora, la richiesta
di ammortizzatori sociali, pur mettendo in sicurezza almeno parzialmente il
salario dei dipendenti, riflette lo stato della vertenza. Il lavoro e le
commesse infatti non mancano in un settore così strategico per la Toscana
e per il Paese e dunque la scelta della cassa integrazione dimostra
plasticamente, se ancora ce ne fosse bisogno, le gravi difficoltà
aziendali”.
Nardini ha poi annunciato che la Regione chiederà di partecipare all’esame
congiunto previsto per la cassa integrazione straordinaria il prossimo 25
febbraio nella sede del Ministero del Lavoro, e ribadito che “oltre al
tema occupazionale, che per noi resta il cuore del problema, c’è anche la
situazione di grave carenza del servizio che si sta generando”.
Da parte del Mimit, è giunto l’impegno di prendere contatto con la Camera
di Commercio di Roma per accelerare sulla procedura di composizione della
crisi, o altra procedura che dovesse rendersi necessaria, e di lavorare con
FiberCop e con altri committenti per ricostruire il quadro di quanto sta
accadendo.
“A questo proposito – ha concluso Nardini – il Ministero ha annunciato
che la prossima settimana sarà convocato un tavolo ad hoc con le aziende
coinvolte. Come chiediamo fin dall’inizio, i committenti non possono non
farsi carico di questa situazione, penso soprattutto a Fibercop, a cui
continuiamo a chiedere che sia parte attiva nella ricerca di soluzioni, che
per quanto ci riguarda non possono tradursi nell’accrescere la giungla di
subappalti che già fin troppo caratterizza questo settore e non solo”.
Infine, la riunione ha dedicato un focus particolare alla questione del
ramo d’azienda in affitto da Sittel in fallimento, che in Toscana conta 90
addetti, 200 in Italia, per i quali sussistono ancora altre e più
complesse incertezze.
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