(AGENPARL) - Roma, 8 Gennaio 2025 - l ministro dell’Istruzione e Merito Valditara e Gino Cecchettin, padre di Giulia e creatore della Fondazione che porta il nome della giovane uccisa dall’ex, hanno firmato nella sede del dicastero a Roma un protocollo d’intesa contro la violenza sulle donne. Punti chiave del protocollo sono la formazione dei docenti sull’educazione al rispetto, la raccolta di buone pratiche da diffondere nelle scuole, la promozione del tutoring e delle testimonianze dei giovani, incontri con gli studenti e monitoraggio dei risultati.
PROTOCOLLO D’INTESA
TRA
Il Ministero dell’istruzione e del merito
(di seguito denominato MIM)
E
Fondazione Giulia Cecchettin ETS
(di seguito denominata Fondazione)
di seguito denominati singolarmente “Parte” e collettivamente le “Parti”
“Educare al rispetto: azioni condivise per prevenire ogni forma di violenza sulle donne attraverso il contrasto a stereotipi e discriminazioni di genere”
- VISTI gli articoli 2, 3 e 13, della Costituzione che garantiscono il rispetto della dignità umana, delle libertà individuali e tutelano da ogni discriminazione e violenza morale e fisica;
- VISTA la Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne approvata dall’ONU nel 1993, che all’articolo 1 descrive la violenza contro le donne come “Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata”;
- VISTA la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante “Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa” e, in particolare, l’articolo 21, relativo all’autonomia delle istituzioni scolastiche;
- VISTA la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, ratificata dall’Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 77;
- VISTO il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito con modificazioni nella legge 15 ottobre 2013, n. 119, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province”, che ha previsto l’adozione del Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere;
- VISTE le “Linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo” sottoscritte dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 13 gennaio 2021;
- VISTA la legge 13 luglio 2015, n. 107 “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” e in particolare, il comma 16 dell’art.1 che recita: “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori […]”;
- VISTO il “Piano nazionale MIUR di educazione al rispetto”, in applicazione della legge 107/2015 per promuovere l’educazione al rispetto, per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione e favorire il superamento di pregiudizi e disuguaglianze;
- VISTE le Linee guida “Educare al rispetto: per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione” del 27 ottobre 2017, emanate ai sensi dell’articolo 1, comma 16, della legge 13 luglio 2015, n.107;
- VISTO l’art. 55 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, recante “Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106”
relativo alle forme di co-programmazione e co-progettazione tra amministrazioni pubbliche ed Enti del terzo Settore; - CONSIDERATA la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea n. 189/1 del 4 giugno 2018, sulle “competenze chiave per l’apprendimento permanente” e il relativo quadro di riferimento europeo sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente che delinea otto tipi di competenze chiave e in particolare: competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare;
- VISTA la legge 20 agosto 2019, n. 92, concernente “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica”;
- VISTO il Decreto Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 14 del 30 gennaio 2024 “Decreto di adozione dei modelli di certificazione delle competenze”;
- VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 21 ottobre 2022, con il quale il Prof. Giuseppe Valditara è stato nominato Ministro dell’istruzione;
- VISTO il decreto-legge 11 novembre 2022, n.173, recante “Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri” convertito con modificazioni dalla legge 16 dicembre 2022, n. 204 che all’articolo 6 ha previsto che il Ministero dell’istruzione assuma la denominazione di Ministero dell’istruzione e del merito;
- VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2022 con il quale il Prof. Giuseppe Valditara è stato nominato Ministro dell’istruzione e del merito;
- VISTA la direttiva del Ministro dell’istruzione e del merito del 24 novembre 2023, n.83 “Educazione alle relazioni” – percorsi progettuali per le scuole;
- VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione e del merito del 7 febbraio 2024, recante l’adozione dell’Atto di indirizzo politico istituzionale concernente l’individuazione delle priorità politiche del Ministero dell’istruzione e del merito per l’anno 2024;
- VISTA la legge 17 maggio 2024, n. 70, recante “Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo”;
- VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 7 settembre 2024, n. 183 di adozione delle “Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica”;
- VISTO i Documenti internazionali, le Raccomandazioni dell’UNESCO e le Direttive comunitarie relative all’educazione alla cittadinanza e alla legalità;
- VISTA la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01) e in particolare l’art. 21, il quale ribadisce solennemente i precetti costituzionali e i valori costitutivi del diritto internazionale ed europeo che proibiscono ogni tipo di discriminazione;
CONSIDERATO CHE
- la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne (1993) definisce la violenza contro le donne come “qualsiasi atto di violenza di genere che provoca o possa provocare danni fisici, sessuali o psicologici alle donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia che si verifichi nella vita pubblica o privata”;
- per contrastare la violenza maschile contro le donne è necessario promuovere un cambiamento culturale che superi gli stereotipi e i pregiudizi basati sull’appartenenza di genere che ancora oggi condizionano la vita di donne e uomini;
- i contesti educativi giocano un ruolo chiave nel superamento degli stereotipi di genere e nei modelli sociali che alimentano la cultura della violenza di genere, come affermato anche dall’articolo 14 della Convenzione di Istanbul. È dunque prioritario attivare progetti formativi che sviluppino tra le studentesse e gli studenti competenze cognitive, emotive e relazionali necessarie per costruire relazioni interpersonali basate sul dialogo, sul confronto positivo e sulla cultura della nonviolenza;
- la prevenzione della violenza, e in particolare quella maschile contro le donne, richiede una maggiore consapevolezza del fenomeno e delle sue implicazioni in ambito educativo, per facilitare il riconoscimento di atteggiamenti dannosi e promuovere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza;
- la scuola si configura come un contesto privilegiato per promuovere un cammino di consapevolezza e responsabilità su questioni fondamentali come la parità di genere e la prevenzione della violenza. In questo spazio educativo, è possibile fornire alle giovani donne e ai giovani uomini le competenze necessarie per gestire le proprie emozioni in modo maturo e per costruire legami interpersonali fondati sul rispetto delle differenze e sulla valorizzazione della diversità.
PREMESSO CHE
IL MIM
- è impegnato a favorire un sistema educativo che promuova la consapevolezza quale valore imprescindibile per lo sviluppo culturale, etico e sociale, e riconosce nella convivenza civile un elemento centrale del processo educativo delle giovani generazioni;
- promuove una scuola aperta e inclusiva, luogo di incontro, dialogo e confronto costruttivo tra giovani, istituzioni, generazioni, generi e culture, valorizzando lo scambio e il rispetto reciproco come pilastri della crescita personale e sociale;
- si impegna nella promozione della parità e nella sensibilizzazione contro ogni forma di violenza, incentivando percorsi educativi finalizzati al rispetto reciproco e alla consapevolezza del “sé” e dell'”altro”.
La Fondazione Giulia Cecchettin:
- è una fondazione senza scopo di lucro orientata a svolgere attività di interesse generale, come previsto dall’art. 5, comma 1, del D.lgs. n. 117/2017, per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, con un focus particolare sul contrasto alla violenza di genere e sulla promozione della parità di genere;
- è impegnata a consolidare il ricordo e il messaggio di Giulia Cecchettin e a diffondere il suo messaggio di amore, gioia e speranza, ricordandone la determinazione, il coraggio, lo spirito altruista e la passione per la vita;
- si impegna a promuovere un cambiamento radicale nelle dimensioni strutturali e culturali che generano e perpetuano la violenza di genere, rafforzando il ruolo educativo di famiglie, istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, agenzie formative, informative, normative e sportive e proponendo strumenti di analisi capaci di mettere in luce i semi culturali della violenza di genere;
SI CONVIENE QUANTO SEGUE
Art.1
(Oggetto)
- Le Parti, nel quadro delle rispettive competenze e nel rispetto dei principi di autonomia scolastica e delle scelte delle singole istituzioni scolastiche, intendono avviare una collaborazione volta alla definizione di progettualità per supportare le studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado:
- ad affermare la cultura del rispetto verso ogni persona e, in particolare, del rispetto verso le donne;
- ad affrontare e superare le criticità nelle relazioni di genere, sia nel contesto scolastico che in quello esterno;
- a contrastare ogni forma di violenza di genere, in particolare quella maschile sulle donne;
- a valorizzare relazioni paritarie e promuovere la capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo e nonviolento;
- a trasmettere il valore del rispetto per ogni essere umano, della vita, della libertà e dell’autodeterminazione.
Art.2
(Impegni delle Parti)
- Per l’attuazione delle finalità di cui all’articolo 1, le Parti si impegnano a:
- svolgere, innanzitutto nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, attività di sensibilizzazione rivolte a studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado sul tema degli stereotipi di genere, delle discriminazioni e delle offese alla dignità delle donne e della gestione non violenta dei conflitti;
- promuovere, innanzitutto all’interno dell’attuazione delle linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, percorsi formativi e metodologie didattiche innovative, anche students’ voice based, rivolte al corpo studentesco, nonchè corsi di formazione su scala nazionale rivolti al personale docente delle scuole di ogni ordine e grado, anche avvalendosi della collaborazione con organismi ed enti di ricerca (es. le università, Indire), organizzazioni e reti nazionali con comprovata esperienza nell’educazione al rispetto delle differenze, alla cultura della nonviolenza e per il contrasto agli stereotipi;
- diffondere, presso le scuole, esempi di buone pratiche anche attraverso il ricorso al “peer tutoring” e alla “peer education” nonché alle testimonianze di giovani che hanno affrontato in modo corretto e positivo situazioni relazionali complesse;
- promuovere e organizzare gruppi di lavoro/discussione tra studentesse e studenti, con il coinvolgimento di docenti e l’eventuale supporto di organismi scientifici o professionali, dedicati al confronto e alla riflessione sui temi oggetto del presente Protocollo.
- Le Parti si impegnano, inoltre, a dare adeguata diffusione al presente Protocollo.
- Il MIM si impegna a promuovere la comunicazione dei contenuti del presente Protocollo presso gli Uffici Scolastici Regionali e, per il loro tramite, presso le Istituzioni scolastiche.
Art. 3
(Comitato paritetico) - Per il coordinamento e il monitoraggio delle iniziative oggetto del presente Protocollo, è costituito, con provvedimento della direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica del MIM, un Comitato paritetico, composto da due rappresentanti per ciascuna delle Parti e coordinato dal rappresentante del MIM.
- Il Comitato potrà valutare e proporre ulteriori progettualità e iniziative, sulla base di specifiche esigenze presenti in contesti di maggiore vulnerabilità sociale.
- Per la partecipazione ai lavori del Comitato non sono previsti compensi, emolumenti, indennità, gettoni di presenza, rimborsi spese o altre utilità, comunque, denominate.
Art. 4
(Utilizzo denominazioni)
- Le Parti rimangono esclusive proprietarie delle rispettive denominazioni/marchi commerciali e loghi ed è, pertanto, fatto reciproco divieto di utilizzare in qualsiasi modo la denominazione e/o il marchio/logo di una delle Parti senza la preventiva autorizzazione scritta dell’altra e, in ogni caso, fatta salva la procedura di concessione del patrocinio.
Art. 5
(Durata e clausola di neutralità finanziaria)
- Il presente Protocollo ha validità a partire dalla data di sottoscrizione e ha durata di tre anni.
- Dall’attuazione del Protocollo e dalle relative attività non possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del Ministero dell’istruzione e del merito e delle Istituzioni scolastiche coinvolte.
Roma,
Per il Ministero dell’istruzione e del merito
Il Ministro
Prof. Giuseppe Valditara Per la Fondazione Giulia Cecchettin
Il Presidente, Gino Cecchettin
