
(AGENPARL) – mer 02 agosto 2023 La grande bellezza. Si potrebbe riassumere con il titolo del celebre film
di Paolo Sorrentino quanto accaduto ieri a Lauropoli dove l’amministrazione
comunale, guidata dal sindaco Giovanni Papasso, ha organizzato la
manifestazione di inaugurazione e intitolazione a Sara Mariucci del nuovo
parco giochi di via Paolino Chidichimo. Era il 5 agosto 2006 quando Sara, 3
anni, venne folgorata e uccisa da una scarica elettrica mentre gioca alle
giostre. Era su un cavallo a dondolo. Sara Mariucci era originaria di San
Martino in Colle. La mamma, Anna Armentano, ha vissuto per tutto il tempo,
fino al suo matrimonio con un giovane di Gubbio, proprio nella frazione di
Lauropoli. La famiglia, infatti, stava trascorrendo le vacanze a
Villapiana. La piccola era rimasta folgorata molto probabilmente perché i
suoi piedini scalzi hanno toccato un filo elettrico scoperto che alimentava
il gioco. Era su un cavallo a dondolo, si era chinata per raccogliere il
gettone usato per far partire il dondolo. Ma quel movimento le è stato
fatale. Per ricordare la memoria di questa bambina amata da tutti e della
sua famiglia l’amministrazione comunale ha deciso di intitolarle questo
parchetto affinché tutti non dimentichino mai quanto accaduto. Alla
cerimonia erano presenti, oltre al sindaco e al dottor Antonio Marziale,
Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, giunta, consiglieri e
dirigenti-dipendenti comunali, le forze dell’ordine, tante autorità civili,
religiose e militari, e, soprattutto, le scuole e tantissimi bambini
accorsi per festeggiare il lieto evento e divertirsi insieme.
Nel corso del suo intervento il sindaco ha ringraziato tutti quelli che si
sono spesi per l’organizzazione della bellissima iniziativa e per la
corposa presenza. «Inauguriamo – ha detto – un’opera in un quartiere che ha
un’urbanizzazione eccessiva e necessitava di un intervento di questo tipo.
È un’opera pensata e realizzata per l’infanzia e i bambini figlia di una
sinergia tra Comune, Scuola e Chiesa affinché si possa sempre più educare
la nostra comunità . Ringrazio – ha detto ancora – Antonio Marziale per il
fondamentale carico di umanità che ha messo al nostro servizio e per avere
individuato il nostro Comune come sede decentrata del Garante dei Minori.
Questa manifestazione – ha concluso – è servita ancora una volta a ribadire
come Cassano sia contro ogni forma di violenza, delinquenza e criminalitÃ
organizzata. Qui portiamo ancora una volta in piazza la Cassano bella.
Questa onda lunga continua e continuerà il suo corso».
Ma alla grande bellezza segue un grande insegnamento. Prima della cerimonia
il dottor Antonio Marziale, Garante regionale per l’infanzia e
l’adolescenza, e il Sindaco Papasso, si sono recati al Cimitero comunale
per portare un mazzo di fiori sulla tomba del piccolo Cocò. «Prendiamo Cocò
come esempio – ha ribadito il dottor Marziale – per far vedere cos’è la
realmente mafia e che non è vero che i mafiosi non toccano i bambini e le
donne. Anzi, sono tanti i bimbi ammazzati dai mafiosi, è un disonore che
taglia il tempo. L’esempio di Cocò deve servire da deterrente alla
fascinazione di certi ambienti, soprattutto di questi tempi. Sara, invece,
è stata vittima di fatalità ed è, invece, l’esempio di quanto gli adulti
debbano stare attenti ai bambini in ogni occasione. Attraverso me – ha
insistito – la Calabria perbene ha voluto mandare a questi due bambini un
bacio. Sono grato al sindaco Papasso per avere costruito questo il parco
perché gli spazi dedicati ai bambini nelle città dovrebbero essere tanti.
Sono commosso per la presenza della mamma di Cocò: il suo dolore è il
dolore di tutti noi. Come Garante posso affermare che questo è stato il
momento più forte, emozionante e partecipe del mio mandato e anche per
questo abbiamo deciso che istituiremo a Cassano un punto di rappresentanza