(AGENPARL) - Roma, 9 Settembre 2024 - (AGENPARL) – lun 09 settembre 2024 La Prima commissione ha approvato modifica della legge sul Consiglio delle
autonomie locali e il programma regionale di politica patrimoniale 2024-2026.
Respinto la richiesta di indizione del referendum abrogativo sulla legge per
l’autonomia differenziata
(Acs) Perugia, 9 settembre 2024 – La Prima commissione consiliare,
presieduta da Daniele Nicchi, ha approvato la proposta di legge “Ulteriori
modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 20/2008 (Disciplina del
Consiglio delle autonomie locali)”. Inoltre i commissari hanno dato il via
libera al “Programma triennale di politica patrimoniale del demanio e del
patrimonio immobiliare della Regione Umbria per il triennio 2024-2026”.
Respinta la proposta di richiesta di indizione del referendum abrogativo
della legge 86/2024 sull’autonomia differenziata delle regioni.
Il testo della proposta di legge che modifica la disciplina del Consiglio
delle autonomie locali è stato elaborato e discusso nella Commissione
speciale per le Riforme statutarie e regolamentari, presieduta da Daniele
Carissimi, ed è firmato da tutti i suoi componenti. Il provvedimento
interviene sia sulle procedure elettorali per il rinnovo del Cal, sia su
aspetti che riguardano il suo funzionamento. L’atto modifica anche le
competenze ed i soggetti che possono prendere parte ai lavori del Cal, così
da rendere la normativa in linea con le modifiche dello Statuto regionale
approvate dall’Assemblea legislativa nell’ottobre scorso. Tra le altre
cose l’atto modifica il ruolo del Cal nel processo di partecipazione della
Regione alla programmazione dei fondi strutturali europei, rivede la
tempistica per la presentazione del programma di attività e per la
trasmissione della relazione sulle attività svolte e sulle risorse
utilizzate nell’anno precedente; viene inserito un meccanismo virtuoso di
informazione sull’esito dei pareri del Cal; viene semplificato il
meccanismo elettorale per il rinnovo del Cal alleggerendo gli adempimenti a
carico dei comuni; viene introdotto un gettone di presenza, a invarianza
finanziaria, con il quale si punta a premiare i presenti, e si punta a
irrigidire il meccanismo delle giustificazioni prevedendo anche nuove cause
di decadenza. Relatori in Aula saranno Daniele Carissimi (Lega) e Donatella
Porzi (misto).
Il Programma triennale di politica patrimoniale del demanio e del patrimonio
immobiliare della Regione Umbria per il triennio 2024-2026 è un atto
proposto dalla Giunta regionale. Nella valutazione complessiva i fabbricati
sono circa mille con un valore stimato al 2022 di circa 260 milioni; i
terreni corrispondono a circa 27mila ettari per un valore (prezzi correnti di
mercato) di circa 55 milioni di euro. Le infrastrutture demaniali ferroviarie
e telematiche in fibra valgono circa 130 milioni di euro. Rispetto
all’ultimo piano molti sono stati gli avvicendamenti rispetto al
patrimonio. Relatori in Aula saranno Daniele Nicchi (FdI) e Donatella Porzi
(misto).
La richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell’articolo 75 della
Costituzione, della legge ‘86/2024’ recante “Disposizioni per
l’attuazione dell’autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario
ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione” è firmata dai consiglieri
Thomas De Luca (M5S), Simona Meloni, Tommaso Bori, Fabio Paparelli, Michele
Bettarelli (Pd), Vincenzo Bianconi e Donatella Porzi (misto). La richiesta è
stata respinta con 5 voti contrari della maggioranza e 2 favorevoli della
minoranza. I proponenti potranno comunque chiedere che l’atto venga messo
all’ordine del giorno dell’Assemblea legislativa. Nell’atto si legge
che la richiesta di referendum è motivata dal fatto che la legge
sull’autonomia “altera l’equilibrio dei rapporti tra le regioni e lo
Stato. La Regione Umbria per la propria struttura demografica e la propria
conformazione geografica è tra le regione maggiormente a rischio. La bassa
densità di popolazione, progressivamente soggetta ad un accelerato processo
di invecchiamento e spopolamento, a fronte di un territorio fortemente
connotato da aree interne con una vasta rete di infrastrutture e servizi da
dover sostenere, già nella situazione attuale si trova ad avere risorse
ampiamente insufficienti per la gestione ordinaria. A questo si aggiunge la
fragilità di una regione piccola che sarà costretta a dover competere in
solitudine su materie di assoluto interesse strategico qualora tutte le altre
dovessero decidere di chiedere per sé autonomia”.
Nel corso degli interventi il primo firmatario, Thomas De Luca (M5S), ha
sottolineato che l’atto segue lo stesso percorso avanzato in altre cinque
regioni: Sardegna, Puglia, Emilia Romagna, Campania e Toscana, ricordando che
“la nostra regione è una delle più penalizzata dalla legge
sull’autonomia”. Per Donatella Porzi (misto) la legge “può creare
forti discrasie tra regioni e regioni ma anche all’interno di una stessa
regione tra una zona e l’altra. Serve una riflessione più profonda e meno
superficiale”. Secondo Paola Fioroni (Lega) con la legge “vengono
introdotti i Lep, livelli essenziali delle prestazioni, che vanno a
configurare un regime di uguaglianza tra i cittadini che oggi non esiste, ad
esempio sui servizi socio assistenziali”. Per Simona Meloni (Pd) “questa
legge non è autonomia ma regionalismo differenziato. Una riforma che
moltiplica le diseguaglianze e va a colpire le persone con maggiori
difficoltà”. DMB/
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/79077
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