(AGENPARL) - Roma, 6 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – mar 06 febbraio 2024 **Mutilazioni genitali femminili, Toscana pronta a rafforzare il proprio
impegno **
/Scritto da Walter Fortini, martedì 6 febbraio 2024 alle 12:36/
“Contro le mutilazioni genitali femminili la Toscana è pronta a mettere
in campo ulteriori strumenti di prevenzione ed assistenza e rafforzare un
impegno oramai quasi ventennale attivo fin dal 2006”. Lo sottolinea
l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini, in occasione della
giornata mondiale del 6 febbraio. “Purtroppo – si sofferma – questa forma
di violenza colpisce ancora oggi numerose donne e bambine nel mondo
mettendo a rischio la loro salute fisica e mentale”.
Per l’organizzazione mondiale della sanità sono 200 milioni le donne che
hanno subito mutilazioni genitali, con tre milioni di ragazze che ogni anno
rischiano di subirle. Una pratica più diffusa in alcuni paesi – come
Egitto, Yemen e Nigeria, ad esempio – con una forte intensificazione in
Italia dei programmi di prevenzione e formazione di operatori e
professionisti a seguito del grande afflusso nel 2011 di rifugiati
provenienti dall’Africa.
In Toscana, rispetto ad altre regioni, non solo nel tempo sono stati
attivati protocolli di intervento per la prevenzione e la presa in cura o
per il collegamento con la rete anti-violenza (per le donne e le ragazze
che volessero sottrarsi alla pratica imposta), ma esiste una procedura
specifica per la sorveglianza e per la negoziazione di alternative.
Novità per la presa in carico e la cura arriveranno con il riordino della
rete clinica e l’individuazione del centro di terzo livello presso
l’Azienda ospedaliero universitaria pisana. In ogni Asl ci saranno
consultori dedicati, con personale e procedure specifiche, anche per la
segnalazione dei casi ai servizi sociali e alla procura a seconda delle
competenze. Il primo accesso potrà comunque avvenire anche attraverso un
qualsiasi consultorio, non necessariamente dedicato. Uno snodo e novità
importante sarà il coinvolgimento e l’aggiornamento dei medici di medicina
generale e della pediatria di famiglia. E’ allo studio anche un percorso
terapeutico specifico per l’integrazione dei servizi della rete e
l’interazione dei professionisti, proposto dall’Organismo di governo
clinico della Regione e dalla Commissione regionale Pari opportunità del
Consiglio.
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