(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2024 - (AGENPARL) – sab 20 gennaio 2024 **L’Italia e il debito pubblico, il libro testamento di Romanello Cantini**
/Scritto da Sandro Vannini, venerdì 19 gennaio 2024 alle 18:52/
Un peso che condiziona qualsiasi tentativa di crescita dell’economia reale,
che costringe i cittadini a fare i conti con un debito di almeno 47.000
euro a testa. Il debito pubblico italiano corre senza sosta, si stima che
da gennaio tornerà a crescere prima gradualmente poi accelerando nei mesi
successivi per superare a giugno 2024 i 2900 miliardi di euro. Ma come è
stato possibile raggiungere queste cifre record? Ci sono delle
responsabilità dei governi che si sono succeduti nell’Italia repubblicana?
Insomma come e perché sono stati commessi tanti errori? A dare una
risposta è Romanello Cantini (scomparso l’11 febbraio 2022) in un libro
pubblicato postumo dalla famiglia, dal titolo quanto mai chiaro “Il Museo
degli errori. Storia del debito pubblico italiano” edito da Jack Book
(pag.288), presentato nel pomeriggio di oggi nella Sala Pegaso di Palazzo
Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza regionale. Presenti il
presidente della Regione, Eugenio Giani, il presidente della Banca di
Cambiano, Paolo Regini, il professor Pier Luigi Ballini, già docente di
Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche di Firenze e
Antonio Magliuolo, professore di Storia del Pensiero Economico dell’ateneo
fiorentino. La moglie Daniela Casagli (che ha fortemente voluto la
pubblicazione postuma del libro) i figli Lapo, Duccio e Nicoletta. A
moderare i lavori, Simone Pitossi, vicecapo servizio di “Toscana Oggi”.
“Questo libro è una sorta di testamento del patrimonio di cultura di
studi e di impegno civile e politico di Romanello Cantini – afferma il
presidente Giani – In una materia importantissima, come il debito pubblico,
lui persona molto sensibile, da studioso è sempre andato in fondo e nel
merito delle questioni. E’ un lavoro molto serio, che per me rimarrà nella
libreria principale, perché negli argomenti che affronta per chi è
impegnato politicamente sicuramente c’è tanta carne al fuoco. Un
ringraziamento particolare va alla moglie di Romanello Cantini, Daniela
Casagli, per aver voluto fortemente la pubblicazione di questa opera,
insieme ai figli Lapo, Duccio e Nicoletta”.
“Romanello Cantini – scrive nella prefazione il figlio Lapo – non fa
sconti nessuno. Governi tecnici, politici, di pentapartito o, più
recentemente, di centrodestra o di centrosinistra: nessuno è immune da
colpe”.
Come si legge nella presentazione, il libro “racconta in dettaglio come
si è formato negli ultimi settanta anni il debito pubblico italiano che,
come è noto, è uno dei più alti del mondo”. A ciò hanno concorso
diversi fattori. “scelte assistenziali di governi, forze politiche e
sindacati”, “pensioni precoci, passivi delle aziende delle
partecipazioni statali” e così via, ma anche decisioni adottate in
alcuni momenti particolari, come quella compiuta da “Andreatta e Ciampi
che, vietando alla Banca d’ Italia di acquistare titoli del Tesoro, fece
aumentare enormemente gli interessi dei titoli pubblici”, senza
risparmiare le politiche di austerità e il “debito pubblico accumulato
dal governo Monti in ossequio alla volontà della Commissione Europea”.
Di ognuna di queste decisioni il libro “ricostruisce la storia
indicandone protagonisti e responsabilità”. Una analisi di carattere
sceintifico, quella dell’autore del libro, molto attenta a non scivolare
nella tentazione della polemica politica. Non a caso Romanello Cantini non
giudica necessariamente negativa la politica di indebitamento. In alcuni
momenti, le motivazioni – scrive – furono “più che nobili. Fra queste il
tentativo di ridurre l’occupazione, la volontà di accorciare la
disuguaglianza fra Nord e Sud, l’impegno a ridurre l’emigrazione”.
“Ancora oggi – aggiunge – gli italiani devono al debito pubblico
contratto allora il fatto di avere raggiunto, con il più alto risparmio
individuale, il più grande livello di possesso di beni mobili e immobili
in Europa”.
Romanello Cantini, era nato a Varna, frazione di Gambassi Terme, il 16
gennaio 1937 e si era laureato in Storia con Delio Cantimori
all’Università di Firenze, abbinando l’insegnamento con l’attività di
giornalista e all’impegno politico. Si era formato a fianco di Nicola
Pistelli scrivendo sul quindicinale “Politica”. Romanelli è stato poi
editorialista di quotidiani nazionali come “Il Tempo”, “Il Giorno”,
“Avvenire” ed è stato tra i fondatori di “Toscana Oggi” con cui ha
collaborato per quasi quarant’anni scrivendo soprattutto di politica
estera. E’ scomparso l’11 febbraio 2022.
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