(AGENPARL) - Roma, 23 Ottobre 2026 - Russia, Ucraina e Stati Uniti si incontreranno ad Abu Dhabi nella prima metà di novembre per una nuova fase dei negoziati sulla guerra in Ucraina. Il Cremlino ha confermato il formato trilaterale dell’appuntamento e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che i negoziatori delle tre parti hanno concordato la ripresa dei colloqui a livello tecnico. Al centro del confronto ci saranno le condizioni per un eventuale accordo di pace e le garanzie di sicurezza destinate a regolare i rapporti tra Mosca e Kiev dopo la fine delle ostilità. Resta invece aperta la questione della partecipazione dell’Unione europea, che considera indispensabile essere coinvolta nelle decisioni destinate a incidere sulla sicurezza del continente.
A precisare la posizione russa è stato il portavoce presidenziale Dmitri Peskov durante il briefing del 23 ottobre, ripreso dall’agenzia TASS. Il primo ciclo di negoziati coinvolgerà soltanto Russia, Ucraina e Stati Uniti, ma Mosca non esclude che altri interlocutori possano partecipare alle fasi successive. Il Cremlino ha riconosciuto che non sarebbe possibile discutere compiutamente dell’architettura della sicurezza europea senza il coinvolgimento degli altri Paesi interessati, pur ribadendo che il confronto inizierà con le tre delegazioni.
Il Cremlino conferma i colloqui nella prima metà di novembre
Secondo Peskov, i negoziati sono previsti ad Abu Dhabi nella prima metà di novembre, anche se non è stata ancora annunciata una data precisa. Il portavoce ha chiarito che il formato iniziale sarà trilaterale e che un eventuale ampliamento della partecipazione potrà essere valutato successivamente. Le dichiarazioni costituiscono un aggiornamento rispetto alle informazioni emerse nei giorni precedenti: Agenparl aveva già seguito il 22 ottobre la prospettiva dei colloqui tra Russia e Ucraina ad Abu Dhabi e la posizione del Cremlino. Il briefing odierno definisce ora con maggiore precisione la composizione del tavolo e il tema delle future garanzie di sicurezza, mentre la conferma arrivata da Zelensky rafforza la prospettiva di una ripresa effettiva dei contatti.
La nuova fase diplomatica segue l’incontro del 21 ottobre a San Pietroburgo tra il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, preceduto dalle consultazioni svolte a Oslo con il presidente ucraino e rappresentanti europei. Al termine dei colloqui con Putin, il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov aveva riferito che Mosca era disponibile, in linea di principio, a riprendere i negoziati trilaterali intorno al 10 novembre. L’indicazione temporale è stata successivamente precisata da Peskov nella prima metà del mese, senza fissare pubblicamente il giorno dell’incontro. I contatti promossi da Washington mirano a riaprire un canale negoziale che non ha finora prodotto un accordo complessivo sulla conclusione del conflitto.
L’Unione europea e la questione della partecipazione
Uno degli aspetti politicamente più delicati riguarda il ruolo dell’Unione europea. Interrogato sulla possibilità di coinvolgere un inviato speciale dell’UE, Peskov ha precisato che tale prospettiva dipenderà anche dalla posizione assunta da Bruxelles. Il portavoce ha riconosciuto che sarebbe impossibile discutere dell’architettura della sicurezza europea senza gli altri partecipanti interessati, ma ha ribadito che i negoziati previsti ad Abu Dhabi inizieranno in formato trilaterale. La distinzione lascia aperta la possibilità di un coinvolgimento europeo successivo, senza indicare per il momento modalità, rappresentanti o tempi. Non si tratta soltanto di una questione di rappresentanza diplomatica: un eventuale accordo tra Mosca e Kiev, mediato dagli Stati Uniti, potrebbe modificare gli equilibri di sicurezza dell’intero continente e incidere direttamente sulle scelte politiche e strategiche dei Paesi europei.
Anche Kiev considera importante il coinvolgimento dei partner europei nel processo di pace. La questione assume particolare rilievo perché l’Unione europea e i suoi Stati membri hanno sostenuto l’Ucraina sul piano politico, economico e militare e saranno direttamente interessati dalle eventuali garanzie di sicurezza successive alla guerra. La disponibilità del Cremlino a non escludere una futura partecipazione europea non equivale tuttavia a un accordo sulla presenza di Bruxelles al tavolo. Il formato confermato per novembre rimane quello tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, mentre l’eventuale allargamento dovrà essere oggetto di ulteriori decisioni diplomatiche.
Le garanzie di sicurezza dopo un eventuale accordo
Il Cremlino ha indicato nelle future garanzie di sicurezza uno dei principali temi della trattativa. Peskov ha spiegato che Vladimir Putin considera fondamentale affrontare la sicurezza della Russia e dell’Ucraina nella fase successiva a un eventuale accordo di pace. Secondo la posizione espressa da Mosca, una soluzione complessiva del conflitto non potrebbe prescindere dalla definizione di un sistema capace di regolare i rapporti tra i due Paesi e di prevenire una nuova escalation. Il presidente russo ha inoltre sostenuto che l’obiettivo dei negoziati dovrebbe essere un’intesa definitiva, non una semplice sospensione delle ostilità per un periodo limitato.
La formulazione del Cremlino non significa però che le parti abbiano già trovato un’intesa sulle garanzie o sulle condizioni per porre fine alla guerra. Restano divergenze rilevanti sulle modalità di cessazione dei combattimenti, sulla situazione territoriale e sugli strumenti necessari per assicurare il rispetto di un eventuale accordo. La sicurezza futura dell’Ucraina costituisce una questione centrale anche per Kiev, che insiste sulla necessità di impegni credibili e duraturi. Proprio la distanza tra le rispettive posizioni rende la nuova tornata di Abu Dhabi un passaggio diplomatico importante, ma dall’esito ancora incerto.
Zelensky conferma i negoziati e chiede garanzie solide
Nel corso del 23 ottobre, Volodymyr Zelensky ha confermato che i negoziatori di Ucraina, Russia e Stati Uniti hanno concordato di incontrarsi ad Abu Dhabi nella prima metà di novembre. La dichiarazione è arrivata dopo nuovi contatti con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Il presidente ucraino ha indicato l’obiettivo di utilizzare i colloqui tecnici per preparare un eventuale incontro successivo tra i leader dei Paesi coinvolti, sottolineando che qualsiasi accordo di pace dovrà prevedere garanzie di sicurezza solide per l’Ucraina. Kiev continua inoltre a considerare essenziale la partecipazione europea al processo diplomatico, soprattutto per quanto riguarda gli impegni destinati a sostenere la sicurezza del Paese nel dopoguerra.
La conferma ucraina rappresenta un elemento significativo perché affianca all’annuncio del Cremlino una dichiarazione della parte direttamente coinvolta nel conflitto. Non equivale tuttavia a un’intesa sui contenuti del negoziato. Zelensky ha ricordato che precedenti appuntamenti diplomatici non si sono concretizzati e che l’avanzamento del processo dipenderà anche dalle decisioni di Mosca. La disponibilità a tornare al tavolo costituisce quindi un passaggio preliminare, mentre le questioni più controverse dovranno essere affrontate dalle delegazioni durante i colloqui.
Abu Dhabi torna al centro della diplomazia
La capitale degli Emirati Arabi Uniti aveva già ospitato due tornate negoziali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, il 23 e 24 gennaio e il 4 e 5 febbraio 2026. Una successiva sessione si era svolta a Ginevra il 17 e 18 febbraio. Il ritorno ad Abu Dhabi conferma il ruolo assunto dagli Emirati come sede di confronto diplomatico, in una fase nella quale Washington cerca di rilanciare il dialogo tra Mosca e Kiev. Le consultazioni precedenti non hanno portato alla conclusione della guerra, ma hanno mantenuto aperto un canale di comunicazione tra le delegazioni, ora destinato a essere riattivato.
La nuova tornata si presenta dunque come un tentativo di affrontare le questioni rimaste irrisolte, a partire dalle condizioni per una pace duratura e dalle garanzie di sicurezza reciproche. I prossimi passaggi riguarderanno la definizione della data esatta, la composizione delle delegazioni e l’agenda operativa. Sul piano politico, il nodo europeo resta particolarmente rilevante: Mosca riconosce che il futuro assetto di sicurezza del continente non potrà essere discusso senza gli europei, ma conferma per il momento un tavolo iniziale limitato a tre partecipanti. Abu Dhabi si prepara così a ospitare una nuova fase del negoziato, mentre la distanza tra le posizioni delle parti rende ancora prematuro parlare di un accordo sulla conclusione del conflitto.
