(AGENPARL) - Roma, 23 Novembre 2023 - (AGENPARL) – gio 23 novembre 2023 [image: LOGO CFU ITALIA.png]
*COMUNICATO STAMPA*
*For immediate release*
Inserimento nei LEA della fibromialgia, Gemmato: difficoltà nelle coperture
di spesa. Doccia fredda per le persone malate
Niente rimborso per i circa 2 milioni di pazienti che attendevano una
risoluzione entro fine anno
Fibromialgia: il 17% perde il lavoro a causa della malattia
Roma, 23 novembre 2023 – Doccia fredda per le persone con fibromialgia che
auspicavano una risposta definitiva all’ inserimento nei Lea della loro
malattia. Il 14 novembre scorso all’evento che si è tenuto al ministero
della salute il sottosegretario Marcello Gemmato ha spiegato come le
difficoltà a procedere con l’inserimento nei Lea della patologia entro fine
anno non siano ancora superate, specialmente per quanto riguarda gli oneri
di spesa.
Nonostante l’esistenza di diversi disegni di legge, compreso il testo
prodotto da CFU-Italia e firmato da tutti i partiti, e l’avvio delle
audizioni in Senato i parlamentari presenti all’incontro hanno caldeggiato
l’importanza di una risoluzione specialmente in un’ottica di inclusione
come patologia cronica disabilitante per garantire tutele negli ambienti di
lavoro dove esiste ancora l’idea che la fibromialgia sia una patologia
fantasma e *dove il 17% delle persone malate perde a vario titolo, il posto
di lavoro.*
“Nonostante la consapevolezza di una comunione di intenti a supportare la
nostra causa, *non possiamo considerarci soddisfatte*. Il nostro ottimismo
però, necessario per convivere con una patologia invalidante, ci porta ad
esprimere un profondo senso di gratitudine nei confronti di tutti coloro
che stanno lavorando a questo obiettivo comune. Quindi non ci lasciamo
scoraggiare da una battuta d’arresto e confidiamo che il disagio e il
dolore di tutti i pazienti possa avere, finalmente, dignità” *conclude
Barbara Suzzi, Presidente di CFU Italia Odv. *
Un’analisi recente dell’intera letteratura stabilisce che la sindrome
fibromialgica colpisce circa il 2.7% della popolazione mondiale, con una
percentuale del 4.2% nelle donne e dell’1.3% negli uomini, *con un rapporto
maschi-femmine di 1:3.*
*La prevalenza media in Europa si aggira intorno al 2.5%, mentre negli
Stati Uniti è del* 3.1% e in Asia dell’1.7%. In relazione all’Italia, ci
sono due studi pubblicati che indicano una prevalenza della sindrome tra il
2.2% e il 3.7% nella popolazione generale, con una percentuale del 5.5%
nelle donne.
Ufficio Comunicazione
Johann Rossi Mason
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