(AGENPARL) - Roma, 27 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – ven 27 ottobre 2023 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Ancona
COMUNICATO STAMPA
27/10/2023
GFD ANCONA: CINQUE ARRESTI IN PROVINCIA DI ANCONA PER TRAFFICO DI RIFIUTI,
CORRUZIONE E TURBATIVA D’ASTA NEGLI AFFIDAMENTI DI LAVORI PUBBLICI.
In queste ore, 30 Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, 30 Carabinieri
Forestali del Gruppo di Ancona, e 10 militari della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Ancona stanno
eseguendo misure cautelari personali e reali a carico di 5 soggetti e 1 società, disposte dal GIP del Tribunale di
Ancona, nell’ambito di un’indagine iniziata nel 2020 e diretta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Ancona.
Un imprenditore di un’azienda con sede nel comune di Jesi (AN) è stato condotto in carcere, mentre 4 persone,
tra le quali un altro imprenditore e tre pubblici ufficiali, sono state collocate agli arresti domiciliari, accusate a
diverso titolo dei delitti di attività organizzata per il traffico illecito di oltre 2.000 tonnellate di rifiuti, anche
pericolosi, di varia natura, nonché per corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e
truffa ai danni dello Stato.
Disposto inoltre il sequestro di denaro per un totale di € 82.420, attraverso il blocco dei conti correnti bancari e
postali di una società con sede legale in Jesi (AN), i cui amministratori sono accusati di aver posto in essere un
giro di tangenti per ottenere appalti pubblici e smaltire illegalmente ingenti quantitativi di rifiuti.
Le indagini, iniziate nel 2020, nella prima fase hanno riguardato gli abbandoni di rifiuti in aree non autorizzate
ed i conferimenti illeciti presso il centro di raccolta di Jesi (AN). Dopo aver accertato un sistema non lecito di
conferimenti di oltre 1.600 tonnellate di rifiuti da demolizione e vegetali, provenienti da attività imprenditoriali e
illegalmente conferiti al centro di raccolta di Jesi (AN), l’attenzione degli investigatori si è rivolta anche al
settore degli appalti pubblici. È stato così possibile portare alla luce un sistema consolidato di favori e tangenti
posto in essere dagli amministratori di fatto di un’impresa con sede legale nel comune di Jesi, i quali, al fine di
massimizzare illecitamente i profitti e facendo leva sulla corruzione di tre pubblici ufficiali impiegati presso
l’A.S.T. di Ancona, l’INRCA di Ancona, la Società Jesiservizi (che gestisce il centro di raccolta rifiuti di Jesi) e
un professionista incaricato quale custode giudiziario di un’area oggetto di fallimento, ottenevano lavori pubblici
attraverso turbative d’asta e smaltivano illegalmente 59 tonnellate di rifiuti di varia natura.
In particolare, le indagini relative agli appalti irregolari hanno riguardato opere realizzate nell’ultimo triennio
presso strutture sanitarie della provincia di Ancona. Le anomalie hanno interessato tanto la fase di affidamento
degli incarichi, quanto la successiva fase della materiale esecuzione degli appalti. Durante le attività, è stato
individuato il pagamento in contanti della tangente ai pubblici ufficiali che avrebbero fornito informazioni
riservate inerenti alle procedure di gara. Gli stessi imprenditori favoriti, dopo essersi aggiudicati l’appalto, al fine
di conseguire un indebito abbattimento dei costi, avrebbero altresì eseguito i lavori non rispettando le condizioni
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