(AGENPARL) - Roma, 3 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – mar 03 ottobre 2023 La verità dietro uno schiaffo
È diventato virale sui vari social il video di un carabiniere che
schiaffeggia un ragazzo, con commenti e riflessioni di ogni genere, una
vera e propria gogna mediatica che il diretto interessato non merita. La
vicenda, già nota nel nostro ambito associativo, ha assunto dimensioni tali
da rendere doveroso evidenziare alcune contraddizioni, apparentemente
sottaciute, a cui sarebbe poi necessario aggiungere delle domande da
rivolgere a chi, del *“diritto di cronaca”,* ne interpreta la professione.
Oggi, si sa, chiunque può pubblicare qualcosa, in un modo divenuto negli
anni semplice e veloce; le nostre opinioni, che prima venivano scambiate
semplicemente tra amici, parenti e conoscenti, oggi possono fare il giro
del mondo in pochissimo
tempo e, qualora i loro contenuti, come nel caso in esame, non rispecchino
l’intera verità narrativa, rischiano di incidere fortemente sulla serenità
familiare e personale dei soggetti coinvolti. Senza che questi ultimi
possano avere diritto di replica.
Conosciamo bene il collega, a cui ci legano anni di amicizia e vicinanza
professionale, e non possiamo esimerci dall’esprimere quantomeno la nostra
vicinanza.
Esaminando la vicenda ed il contesto in cui avviene, il querelante si
racconta che abbia vissuto in uno stato di disagio familiare, eludendo ogni
tipo di trattamento medico-sanitario correlato con il suo attuale stato di
salute. Tale situazione si sarebbe prolungata nel tempo, probabilmente
trascurata dalle istituzioni competenti in materia, nonostante le reiterate
segnalazioni da parte dei cittadini e dei Carabinieri del luogo.
Negli anni, la particolare situazione creatasi ha fatto sì che proprio il
querelante trovasse vicinanza nel Comandante della locale Stazione
Carabinieri, diventato così suo vero ed unico punto di riferimento. Certo è
che il collega, nella circostanza immortalata dalla telecamera, è
inciampato in un gesto da biasimare.
Non escludiamo che la telecamera possa essere stata installata,
originariamente dall’interessato, per motivi di sicurezza ma,
successivamente, sfruttata (da lui o da terzi interessati) per altri scopi.
Il video potrebbe, al contrario, ritenersi “non casuale”. *La situazione
sembrerebbe, dunque, tecnicamente preparata in ogni sua fase, probabilmente
da chi si era già preordinato il successivo impiego.*
Il nostro racconto vuole essere una richiesta di approfondimento della
verità ?
*Per info e contatti*
*Antonio Tarallo – Segretario Generale USIC *
https://usicc.it