(AGENPARL) - Roma, 15 Settembre 2023 - (AGENPARL) – ven 15 settembre 2023 PROTOCOLLO OPERATIVO, PER LA FACILITAZIONE ALL’INSERIMENTO LAVORATIVO TRA
LA PROVINCIA DI VARESE – AREA SVILUPPO E SICUREZZA – SETTORE LAVORO – CENTRI
PER L’IMPIEGO E LE RETI ANTIVIOLENZA DELLA PROVINCIA DI VARESE NELL’AMBITO DEI
PROGETTI REGIONALI, FINALIZZATI ALL’INSERIMENTO LAVORATIVO E ALL’AUTONOMIA
ABITATIVA DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DI CUI ALLA D.G.R. 5080 DEL 26/07/2021
E S.M.I.
Provincia di Varese – Area Sviluppo e sicurezza – settore Lavoro – Centri per l’impiego,
Rete Riv Territoriale Interistituzionale di Varese
Rete Territoriale Interistituzionale Antiviolenza degli Ambiti di Busto Arsizio, Gallarate,
Saronno e Somma Lombardo, di cui è capofila il Comune di Busto Arsizio
PREMESSO CHE:
la violenza contro le donne è presente in tutti i paesi ed è trasversale a tutte le culture
indipendentemente da fattori sociali, economici e culturali;
la violenza di genere, sia essa psicologica, fisica, sessuale ed economica, ivi compresa la minaccia
di tali atti, costituisce una violazione dei diritti umani fondamentali alla vita, alla sicurezza, alla dignità,
all’integrità fisica e psichica e costituisce una minaccia alla salute ed un ostacolo al godimento del
diritto a una cittadinanza sicura, libera e giusta;
la discriminazione, che nega pari diritti e dignità a uomini e donne, è uno degli elementi principali che
alimentano e scatenano la violenza contro le donne;
la violenza contro le donne deve essere nominata e riconosciuta perché possa essere svelata e
affrontata, anche attraverso la costruzione di reti di relazioni in grado di sostenere concretamente le
donne nei loro percorsi di uscita dalla violenza;
la Regione Lombardia in attuazione della DGR 5080/2021 ha promosso – e finanziato con decreto n.
14059/2021 – la realizzazione, presso i centri per l’impiego della Provincia di Varese di interventi
finalizzati alla presa in carico delle donne vittime di violenza e discriminazione sul lavoro, di sostegno
all’occupazione femminile per il recupero della piena autonomia sotto il profilo economico e lavorativo
e per la promozione della parità di genere nel mondo del lavoro.
il Progetto, che ha come obiettivo quello di stipulare un Protocollo operativo tra i Centri per l’impiego
e le Reti Antiviolenza (che collaborano con la DG Famiglia), nasce sia dalle criticità emerse in alcuni
territori per la mancanza di interlocutori privilegiati all’interno dei CPI per l’invio di donne in carico ai
centri antiviolenza e soggetti gestori delle case rifugio, sia da alcuni casi giunti agli uffici delle
Consigliere di parità.
IN COERENZA CON
– i principi costituzionali, in particolare gli articoli 3 e 32 della Costituzione
– la normativa comunitaria, nazionale e regionale, in particolare:
• la Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 30 aprile 2002 per la protezione delle donne dalla
violenza e i principi in essa ribaditi;
• la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa dell’11 maggio 2011 sulla prevenzione e la lotta
contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica;
• la Direttiva 2000/43/CE del Consiglio d’Europa del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità
di trattamento fra le persone, indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica;
• la Direttiva 97/80/CE del Consiglio d’Europa del 15 dicembre 1997, riguardante l’onere della prova
nei casi di discriminazione basata sul sesso;
• la Dichiarazione del Consiglio d’Europa del 19 dicembre 1991, relativa all’applicazione della
Raccomandazione della Commissione sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini nel mondo
del lavoro, compreso il Codice di Condotta relativo ai provvedimenti da adottare nella lotta contro le
molestie sessuali;
• la Legge 20 febbraio 1958, n. 75, “Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro
lo sfruttamento della prostituzione altrui”;
• la Legge 15 febbraio 1996 n. 66 che configura la violenza sessuale come delitto contro la persona,
abrogando la precedente disciplina che considerava la violenza sessuale come un reato che offende
la morale e la società;
• il D.lgs 25 luglio 1998, n. 286, art. 18, “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina
dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”, come modificato dalla legge 30 luglio
2002, n. 189 (cosiddetta legge ”Bossi-Fini”);
• la Legge 4 aprile 2001, n. 154, “Misure contro la violenza nelle relazioni familiari”;
• la Legge 11 agosto 2003, n.228, “Misure contro la tratta di persone”, artt.12 e 13;
• la Legge 23 aprile 2009, n. 38, in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale,
nonché in tema di atti persecutori che apporta modifiche e integrazioni al Codice Penale, introducendo,
tra le altre novità, il reato di stalking ossia di condotte reiterate di minacce o molestie;
• la Legge 15 ottobre 2013, n.119 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 14
agosto 2013, n. 93, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza
di genere”;
• Il Piano Strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020, adottato dal
Consiglio dei Ministri Dipartimento Pari Opportunità il 26 novembre 2017 e il successivo 2021 – 23 del
17 novembre 2021;
• la legge 19 luglio 2019, n. 69, “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre
disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”;
• la Legge Regionale 3 luglio 2012, n. 11 “Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno delle donne
vittime di violenza”;
• la DGR 25 ottobre 2013 n.861 “Attivazione e sostegno delle reti territoriali interistituzionali per la
prevenzione, il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e il sostegno delle
vittime di violenza”;
• L’intesa Stato – Regioni «Intesa relativa ai requisiti minimi dei centri antiviolenza e delle case rifugio,
prevista dall’art. 3 comma 4 del dpcm del 24 luglio 2014, sottoscritta il 27 novembre 2014 e la
successiva sottoscritta il 14 settembre 2022;
• Il Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere finalizzato a contrastare il
fenomeno, ma anche a disegnare un sistema integrato di politiche pubbliche orientate in chiave
preventiva alla salvaguardia e alla promozione dei diritti umani delle donne, al rispetto della loro
dignità, insieme alla tutela dei figli, approvato in sede di Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015;
• il Programma Regionale di Sviluppo (PRS) della XI Legislatura, adottato con d.c.r.n.IX/64 del 10
luglio 2018, Area Sociale – Missione 12 – Diritti Sociali, Politiche Sociali, Pari Opportunità e Famiglia,
che assume la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne nella pianificazione regionale
per il periodo 2018-2023;
• il Piano Quadriennale Regionale per le politiche di parità, prevenzione e contrasto alla violenza contro
le donne 2020-2023, adottato con d.c.r.n.XI/999 del 25 febbraio 2020;
• Il Protocollo d’Intesa dell’11 aprile 2017 tra Regione Lombardia e le Prefetture – Uffici Territoriali del
Governo della Lombardia contro la violenza sulle donne;
• Il Decreto Regionale 21 ottobre 2021, n. 14059, avente ad oggetto “Realizzazione presso i Centri
per l’Impiego lombardi di interventi finalizzati alla presa in carico delle donne vittime di violenza e
discriminazione sul lavoro in attuazione della D.G.R. 5080/2021 – Approvazione interventi e
ripartizione risorse”.
VISTO CHE
La Provincia di Varese rientra tra i soggetti firmatari della convenzione per la costituzione della Rete
Antiviolenza della Provincia di Varese e che in Provincia di Varese è stata costituita anche la Rete
Territoriale Interistituzionale Antiviolenza con capofila il Comune di Busto Arsizio, con la quale si
intende avviare una fattiva collaborazione;
L’esperienza delle Reti antiviolenza regionali ha messo in evidenza che, per favorire il reinserimento
lavorativo delle donne nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, sia necessario individuare nei Centri
per l’Impiego, gli interlocutori privilegiati per l’invio “protetto” delle donne in carico alle Reti;
Il confronto tra tutti i sottoscrittori del presente Protocollo parte dalla necessità di prevedere una
particolare attenzione alla presa in carico della donna vittima di violenza o maltrattamento e
discriminazione sul lavoro, da parte degli operatori dei Centri per l’Impiego, in percorsi d’orientamento
e d’inserimento lavorativo;
LE PARTI CONCORDANO QUANTO SEGUE
1. Oggetto del protocollo
Il protocollo intende predisporre azioni e strumenti per la validazione di modelli d’intervento al fine di favorire
il coordinamento tra i CPI e le Reti Antiviolenza per la segnalazione e la presa in carico di donne vittime di
violenza.
Tali interventi dovranno essere mirati anche per supportare la donna in fuoriuscita da situazioni di violenza e
alla ricerca di autonomia economica.
2. Destinatari
Sono destinatarie degli interventi in oggetto le donne italiane e straniere con o senza figli minori vittime di
violenza.
3. Finalità
Con il presente protocollo d’intesa ci si propone, coerentemente con le finalità proprie d’ogni soggetto, di:
Fornire risposte integrate e complesse al problema della violenza di genere e alla discriminazione sul
lavoro con particolare riferimento all’inserimento lavorativo;
Contribuire a fare emergere il fenomeno della violenza, mettendo in discussione stereotipi culturali e
stimolando una diversa consapevolezza in particolare tra i giovani;
Educare alla costruzione della cultura delle pari opportunità;
Pianificare interventi per aiutare le vittime a ricostruire la propria vita;
Promuovere e programmare la formazione degli operatori che vengono, per la loro professione, a
contatto con il fenomeno;
Collegarsi con altre esperienze analoghe nazionali ed estere;
Raccogliere e analizzare i dati sul fenomeno;
Promuovere a livello provinciale la cooperazione e la costituzione di una rete tra i Centri per l’Impiego,
le Reti Antiviolenza e i Centri antiviolenza e i soggetti gestori delle case rifugio aderenti alle Reti;
Promuovere la qualità dell’accoglienza e della risposta dei servizi al lavoro a favore delle donne vittime
di violenza.
L’accordo è aperto ad ulteriori contributi che nel tempo potranno essere forniti da altre Istituzioni, Enti ed
Associazioni operanti sul territorio sul medesimo tema.
4. Impegni dei soggetti coinvolti
4.1 Ruolo e impegni della Provincia di Varese
La Provincia di Varese (Area Sviluppo e Sicurezza – Settore Lavoro – Centri per l’Impiego) s’impegna a:
Istituire e coordinare un tavolo di confronto sul tema del supporto all’inserimento lavorativo delle donne
vittime di violenza e discriminazione sul lavoro, con incontri trimestrali. Il tavolo sarà composto da tutti
i firmatari del presente protocollo e sarà possibile invitare altri soggetti interessati alle attività oggetto
del protocollo;
Promuovere la formazione degli operatori dei Centri per l’Impiego per sviluppare competenze
specialistiche in risposta ai bisogni d’ascolto, accoglienza, empatia e sostegno nella presa in carico
delle donne vittime di violenza;
Raccordarsi con la rete antiviolenza analizzando i bisogni formativi delle donne per aumentare la
possibilità di ingresso o re-ingresso nel mondo del lavoro, valutando opportunità formative gratuite e
l’erogazione di servizi di orientamento specialistico;
Realizzare, presso i Centri per l’impiego, interventi finalizzati alla presa in carico delle donne vittime
di violenza e discriminazione sul lavoro, di sostegno all’occupazione femminile per il recupero della
piena autonomia sotto il profilo economico e lavorativo e per la promozione della parità di genere nel
mondo del lavoro.
Stabilire modalità di presa in carico delle donne segnalate dai centri antiviolenza, soggetti gestori delle
case rifugio o da altri attori della rete;
Illustrare le modalità di trattamento, le tipologie di servizi al lavoro offerti e/o l’attivazione di politiche
attive, gli attori interessati e le diverse competenze, aspetti giuridici e normativa di riferimento;
Erogare interventi volti all’informazione e all’attuazione delle politiche attive e dei servizi
d’orientamento nella ricerca del lavoro
Valutare e monitorare le attività previste dal presente protocollo con l’obiettivo di migliorare l’efficacia
e l’efficienza degli interventi posti in essere;
4.2 Ruolo e impegni delle Reti antiviolenza della Provincia di Varese
Il Comune di Varese, capofila della Rete RIV Territoriale Interistituzionale di Varese e il Comune di Busto
Arsizio, capofila della Rete Territoriale Interistituzionale Antiviolenza degli Ambiti di Busto Arsizio, Gallarate,
Saronno e Somma Lombardo, in qualità di soggetti che governano e coordinano principalmente gli interventi
di cui al presente protocollo, si impegnano a:
? Partecipare tramite i coordinatori di Rete alle riunioni del tavolo di confronto promosso dalla Provincia
di Varese;
? Promuovere e gestire cabine di regia tra gli ambiti aderenti alle rispettive Reti Antiviolenza e i partner
del Terzo Settore di progetto, Centri Antiviolenza e soggetti gestori di Case Rifugio; cabine di regia
che potranno essere anche estese ad altri soggetti pubblici e privati aderenti alla Rete Interistituzionale
Territoriale o ad altri potenziali interlocutori della rete multi stakeholder utili per il raggiungimento degli
obiettivi di cui al presente protocollo;
? Promuovere e gestire tramite i rispettivi coordinatori, riunioni tecniche con i rappresentanti degli ambiti
aderenti alla rete, volte ad attivare a livello comunale le misure utili alle donne beneficiarie vittime di
violenza attive in un percorso di autonomia lavorativa e abitativa, tra cui i tirocini formativi
extracurriculari di cui alla D.g.r. n. 7763 del 17 gennaio 2018;
? Promuovere e gestire riunioni tecniche tra i coordinatori e gli Enti del Terzo Settore aderenti alle reti
(Centri Antiviolenza e soggetti gestori di Case Rifugio) al fine di identificare i bisogni formativi delle
donne beneficiarie vittime di violenza attive in un percorso di autonomia lavorativa e abitativa, nonché
delle operatrici degli Enti del Terzo Settore;
? Condividere con il Centro per l’Impiego e gli Enti del Terzo Settore aderenti alle reti (Centri Antiviolenza
e soggetti gestori di Case Rifugio) le procedure per la presa in carico e accompagnamento delle
beneficiarie segnalate dai centri antiviolenza, dai soggetti gestori delle case rifugio o altri soggetti
aderenti alla Rete Antiviolenza;
? Valutare e monitorare, congiuntamente con la Provincia di Varese, le attività previste dal presente
protocollo con l’obiettivo di migliorare l’efficacia e l’efficienza degli interventi posti in essere;
? Sostenere il protocollo con interventi volti all’informazione e all’attuazione delle politiche attive e dei
servizi d’orientamento nella ricerca del lavoro.
5. Durata
Il presente protocollo d’intesa ha durata triennale. Alla scadenza le parti hanno facoltà di recedere dal
protocollo mediante comunicazione scritta. In caso di mancato recesso l’adesione al presente protocollo si
intende automaticamente rinnovata.
In ogni caso, le parti hanno facoltà di recedere dal presente protocollo in qualsiasi momento, nel rispetto di un
preavviso di almeno giorni 90.
6. Scambio di informazioni
Le informazioni devono essere scambiate in modo tempestivo tra tutti i soggetti interessati, tenendo in primo
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