(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2022 - (AGENPARL) – lun 12 dicembre 2022 Si ricompone l’unità dell’italianità adriaticahttp://www.anvgd.it/si-ricompone-lunita-dellitalianita-adriatica/
Il confine imposto dal Trattato di Pace del 10 febbraio 1947 che divideva la Venezia Giulia tra Italia e Jugoslavia e separava addirittura Gorizia dalla sua periferia orientale.
Il Memorandum di Londra del 1954 che sanciva la separazione di Trieste dal suo retroterra naturale istriano.
Il trattato di Osimo che decretava il riconoscimento bilaterale del confine italo-jugoslavo ponendo fine a qualsiasi rivendicazione italiana, pur avvalorata dalle consuetudini del diritto internazionale, sulla Zona B del mai costituito Territorio Libero di Trieste.
Gli italiani del confine orientale hanno vissuto con dolore e sofferenza l’imposizione di confini che nel secondo dopoguerra seguivano la logica delle grandi potenze e della Guerra Fredda, senza alcuna considerazione per le istanze dell’italianità autoctona e del principio di autodeterminazione dei popoli.
L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia non può pertanto che accogliere con favore la notizia della completa integrazione della Croazia nelle organizzazioni comunitarie e l’abolizione sostanziale del confine sloveno-croato che attraversava l’Istria ed interrompeva la continuità della presenza italiana nell’Adriatico orientale.
L’adozione dell’Euro e l’ingresso nell’area Schengen da parte della Croazia di fatto restituiranno continuità territoriale a Istria, Carnaro e Dalmazia, territorio di insediamento storico di una comunità italiana per lingua, cultura e tradizioni che si è cementata all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia ed è sopravvissuta alle catastrofi del Novecento.
Gli esuli ed i loro discendenti e le comunità italiane nei territori di Slovenia e Croazia potranno finalmente ritrovarsi all’interno di una struttura statuale libera, democratica e favorevole alla salvaguardia delle culture locali. Condividere l’appartenenza a pieno titolo all’Unione Europea apre prospettive affinché Italia, Slovenia e Croazia possano anche affrontare con maggiore serenità le pagine di storia condivise, con particolare riferimento all’epoca degli opposti nazionalismi e dei totalitarismi, a partire dalle stragi compiute nella Venezia Giulia, a Fiume ed in Dalmazia dalla nascente dittatura comunista di Tito alla fine della Seconda guerra mondiale.
Renzo Codarin Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
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