(AGENPARL) - Roma, 4 Novembre 2020 - REGGIO CALABRIA “Ad oggi, non appaiono chiare le procedure individuate con le quali saranno definite le aree e i territori a più alto livello di rischio e le modalità con cui viene classificato il livello di rischio”. – E’ quanto dichiara il Consigliere regionale Giuseppe Neri (Fdi).
“In questa fase delicata la Regione Calabria è stata esautorata dalla valutazione. Evento gravissimo soprattutto in virtù del fatto che avrebbe dovuto partecipare e non subire, la scelta del Governo, in considerazione della ricaduta delle misure sul rispettivo territorio. Quali sono i presupposti, uniformemente alle stime di altre regioni, per i quali la Calabria dovrebbe essere classificata zona rossa.
L’indice rt relativo alla diffusione del contagio – continua Neri – non è tra i più alti d’Italia, perché è pari all’1.6, il numero dei contagi rispetto alla popolazione e ai tamponi effettuati fa registrare dati non allarmanti. (In Calabria, ai dati di ieri, c’è un positivo ogni 534 abitanti, mentre in Basilicata 1 ogni 316, in Sicilia e Puglia 1 ogni 297, per non parlare della Campania che ne registra 1 ogni 114”.) Anche il numero dei deceduti, non è minimamente paragonabile a quello di altre regioni. Se il problema è di tenuta del sistema sanitario, i dieci anni di commissariamento non possono essere riconducibili all’azione amministrativa di questa Giunta, in carica da pochi mesi, e tra l’altro afflitta dalla grave perdita della sua leader Jole Santelli. Il paradosso è che a margine dell’istituzione della zona rossa, la nostra Regione subirà tra l’altro con metodi discutibili e illegittimi per altri tre anni il commissariamento della sanità. Il Governo attraverso i suoi interlocutori commissariali, vale a dire il dott. Arcuri per quanto concerne la crisi Covid ed il generale Cotticelli per ciò che riguarda la struttura commissariale ad acta della sanità calabrese, in questi mesi, piuttosto che interagire e lavorare ad un piano shock per migliorare e mettere toppe ad anni di sfacelo, hanno scaricato le loro inefficienze sulla Calabria, e mi permetto di dire sui calabresi. L’eventuale istituzione della zona rossa, per mano del Governo e del comitato scientifico, del quale tutti i verbali sono secretati, sarà il risultato di un corto circuito amministrativo e politico. Una scelta del genere produrrà catastrofici effetti sulla già debole economia regionale, che avrà evidenti difficoltà a riprendersi dopo i mesi nefasti della primavera scorsa. Sosteniamo apertamente, anche come partito, la proposta del Presidente del Consiglio regionale e dell’intera maggioranza, di abbandonare l’istituto costituzionale della Conferenza Stato-Regioni, se il Governo non terrà conto della volontà della Calabria, e soprattutto dei calabresi. Con altrettante azioni eclatanti – conclude l’esponente di “Fratelli d’Italia” – ci rivolgeremo ai prefetti se dovesse essere, anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, perché è proprio quest’ultimo che ha auspicato un proficuo dialogo tra Governo e regioni nell’esclusivo interesse delle comunità”. (News&Com)
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