(AGENPARL) - Roma, 5 Novembre 2026 - Rafforzare la sovranità alimentare africana, ridurre la dipendenza dalle importazioni e valorizzare la produzione agricola locale. Sono questi gli obiettivi al centro della dodicesima edizione dell’Africa Agri Forum, organizzata ad Abidjan, in Costa d’Avorio, il 4 e 5 novembre 2026, con la partecipazione di oltre 200 rappresentanti istituzionali, esperti e investitori provenienti da circa quindici Paesi.
L’evento, promosso da One Africa Forums, si svolge sotto il tema “L’Africa al comando della propria sovranità alimentare” e rappresenta un’occasione di confronto sulle strategie necessarie per rendere il continente maggiormente autonomo nella produzione, trasformazione e distribuzione delle risorse alimentari.
Sovranità alimentare, una priorità strategica per l’Africa
Durante la cerimonia inaugurale, il presidente di One Africa Forums, Hassan Alaoui, ha sottolineato l’urgenza di considerare la sovranità alimentare una priorità strategica per i governi africani.
Nonostante le vaste risorse agricole e il potenziale produttivo del continente, numerosi Paesi africani continuano a dipendere dalle importazioni per soddisfare una parte significativa del proprio fabbisogno alimentare.
Secondo Alaoui, questa situazione rende necessario un cambiamento strutturale delle politiche agricole, attraverso investimenti mirati e una maggiore valorizzazione delle risorse locali.
Il presidente dell’organizzazione ha inoltre espresso apprezzamento per la partecipazione dei rappresentanti pubblici e privati e per il sostegno delle autorità ivoriane, in particolare del ministro dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Produzione Alimentare, Bruno Nabagné Koné, sponsor istituzionale dell’iniziativa.
Tre priorità per trasformare l’agricoltura africana
Nel suo intervento, Hassan Alaoui ha individuato tre direttrici fondamentali per accelerare il raggiungimento della sovranità alimentare.
La prima riguarda la mobilitazione di finanziamenti sostenibili, indispensabili per modernizzare il settore agricolo e rafforzare le capacità produttive.
La seconda è rappresentata dallo sviluppo della trasformazione agroalimentare locale, con l’obiettivo di aumentare il valore aggiunto delle produzioni africane, creare occupazione e ridurre la dipendenza dai prodotti trasformati importati.
La terza priorità consiste nella promozione dell’innovazione tecnologica e di pratiche agricole sostenibili, con particolare attenzione ai piccoli produttori, che svolgono un ruolo essenziale nei sistemi alimentari del continente.
Il ministro Koné: «Dobbiamo produrre ciò che consumiamo»
Uno dei momenti centrali del forum è stato l’intervento del ministro ivoriano Bruno Nabagné Koné, che ha evidenziato la differenza tra sicurezza alimentare e sovranità alimentare.
La sicurezza alimentare può essere raggiunta attraverso la produzione nazionale oppure ricorrendo alle importazioni. La sovranità alimentare, invece, richiede che un Paese disponga delle capacità produttive necessarie per soddisfare in modo sostenibile gran parte delle proprie esigenze alimentari.
«Dobbiamo produrre ciò che consumiamo, ma allo stesso tempo, consumare ciò che produciamo», ha dichiarato il ministro, ribadendo l’importanza di rafforzare il consumo dei prodotti locali e sviluppare industrie di trasformazione capaci di valorizzare le materie prime africane.
Secondo Koné, l’autonomia alimentare non rappresenta soltanto una questione agricola, ma costituisce anche un elemento fondamentale della stabilità economica e della resilienza dei Paesi africani.
Costa d’Avorio, l’agricoltura rappresenta il 17% del PIL
Nel corso del suo intervento, il ministro ha ricordato il peso strategico dell’agricoltura nell’economia della Costa d’Avorio.
Secondo i dati illustrati durante il forum, il settore agricolo contribuisce per circa il 17% al prodotto interno lordo nazionale e per il 40% ai proventi delle esportazioni.
Il Paese occupa inoltre una posizione di primo piano nella produzione internazionale di cacao, anacardi e gomma naturale, comparti che rappresentano importanti fonti di reddito e occupazione.
Koné ha reso omaggio agli agricoltori ivoriani, sottolineando il loro contributo allo sviluppo economico nazionale e la necessità di accompagnarli attraverso politiche di sostegno, investimenti infrastrutturali e accesso alle nuove tecnologie.
Dichiarazione di Kampala e cooperazione regionale
Le discussioni dell’Africa Agri Forum 2026 affrontano anche l’attuazione degli impegni previsti dalla Dichiarazione di Kampala, con particolare attenzione al rafforzamento dei finanziamenti pubblici destinati all’agricoltura e all’espansione delle capacità di trasformazione agroalimentare.
Attraverso tavole rotonde, workshop e incontri tra istituzioni, imprese e investitori, i partecipanti esaminano possibili soluzioni per migliorare l’accesso ai capitali, promuovere l’innovazione e sviluppare filiere agricole più competitive.
Un ruolo importante viene attribuito anche alla cooperazione regionale, considerata uno strumento essenziale per facilitare gli scambi commerciali tra Paesi africani e rafforzare l’integrazione dei mercati alimentari.
Verso un sistema alimentare africano più autonomo e sostenibile
La dodicesima edizione dell’Africa Agri Forum pone dunque al centro del dibattito una delle principali sfide economiche e sociali del continente: garantire alle popolazioni africane un accesso stabile e sostenibile al cibo, facendo maggiore affidamento sulle capacità produttive locali.
L’obiettivo condiviso dai partecipanti è favorire il passaggio da economie prevalentemente orientate all’esportazione di materie prime agricole a sistemi agroalimentari capaci di trasformare, distribuire e valorizzare la produzione direttamente sul territorio africano.
Finanziamenti, innovazione, trasformazione locale e cooperazione tra Stati emergono così come i principali strumenti per costruire un’agricoltura africana più resiliente e un sistema alimentare meno dipendente dai mercati internazionali.
L’incontro di Abidjan si propone di tradurre queste priorità in partenariati e iniziative concrete, rafforzando il dialogo tra settore pubblico e privato e promuovendo una maggiore autonomia alimentare del continente.
