(AGENPARL) - Roma, 28 Ottobre 2026 - “Quello che è accaduto oggi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite è gravissimo. Con l’astensione sulla risoluzione che chiede la fine dell’embargo su Cuba, il governo Meloni rompe una posizione che l’Italia ha mantenuto per 34 anni, con governi di ogni colore politico, tradendo la nostra tradizione diplomatica e contraddicendo l’indirizzo indicato dal Parlamento italiano appena pochi giorni fa.
In Commissione Esteri, infatti, la maggioranza aveva sostenuto una risoluzione unitaria delle opposizioni, a prima firma del Partito Democratico, che impegnava il governo ad aumentare gli aiuti umanitari a Cuba e a rafforzare, attraverso l’Unione europea, il dialogo con le autorità cubane. Il Parlamento chiedeva solidarietà e diplomazia, non di piegarsi ai diktat di Donald Trump.
Chiediamo al governo di venire in Parlamento a riferire e a chiarire le ragioni di questa decisione. Vogliamo sapere come si concili l’astensione con gli impegni assunti in Commissione Esteri e quale sia la linea della politica estera italiana nei confronti di Cuba. Una scelta che si inserisce in un quadro preoccupante: appena due giorni fa è stata rinviata la discussione della mozione unitaria delle opposizioni sulla Corte penale internazionale. Il governo sembra voler evitare il confronto parlamentare quando è chiamato ad assumere posizioni scomode nei confronti dell’amministrazione Trump.
Dopo la missione parlamentare a Cuba, abbiamo potuto toccare con mano le difficoltà della popolazione. Il blocco energetico voluto da Trump aggrava una situazione già drammatica, mentre l’embargo, in vigore da oltre sessant’anni, continua a pesare sulla vita dei cittadini cubani.
Il governo dovrà rendere conto di questa scelta al Parlamento, al Paese e alla nostra storia diplomatica. Ignavia, incoerenza e servilismo: avete scelto di seguire Trump anziché difendere la posizione dell’Italia. Oggi ci avete fatto vergognare del nostro Paese”.
Lo ha dichiarato la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa, intervenendo a fine seduta alla Camera, e chiedendo al ministro degli Esteri di riferire in Parlamento sulle ragioni dell’astensione italiana all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.