(AGENPARL) - Roma, 28 Ottobre 2026 - “È una manovrina di fine legislatura: una serie di misure elettoralistiche, un enorme aumento delle spese militari e cambiali per miliardi lasciate in carico al prossimo governo. Ognuno degli alleati di Giorgia Meloni ha la sua bandierina da sventolare, ma il conto lo pagherà il Paese”. Lo dichiara il senatore Antonio Misiani, responsabile Economia e finanze del Partito Democratico.
“Al netto della clausola di salvaguardia restano una serie di misure elettoralistiche, in alcuni casi poco più che simboliche e in buona parte di carattere temporaneo. L’ultima legge di bilancio del governo Meloni è il mercatino delle mance pre elettorali: dagli sconti fiscali – molto limitato quello per i contribuenti Irpef ed enorme, di circa diecimila euro in media, quello per le partite IVA con ricavi fino a 100 mila euro – ai bonus e voucher distribuiti a pioggia per accontentare ogni partito della maggioranza. I grandi assenti sono gli interventi che servirebbero per fare ripartire un’economia stagnante e per aiutare famiglie e imprese stremate dalla crisi energetica”.
“Sulla sanità, lo stanziamento aggiuntivo per il fondo sanitario nazionale è del tutto insufficiente, meno della metà di quanto chiesto dal ministro Schillaci e dalle Regioni. Non c’è alcun rafforzamento strutturale del Servizio sanitario nazionale: il governo investe risorse in una card al posto dei medici e degli infermieri che servirebbe assumere. Niente o quasi per le imprese e per la crescita, mentre le spese militari aumentano come mai prima, gonfiando il bilancio nazionale per la difesa in assenza di una vera cooperazione europea. Vedremo come verranno utilizzate le risorse per la sicurezza energetica: il PD ha avanzato da quasi due mesi le proprie proposte, stiamo ancora aspettando una risposta dal governo”.
“Lo spettacolo, nel complesso, è sconfortante: il ministro Giorgetti, che non vedeva l’ora di abbandonare la conferenza stampa di presentazione della manovra, ha definito questa legge di bilancio una torta. Purtroppo per il Paese, è immangiabile. Non è la manovra di bilancio che serve all’Italia: è il mercatino di cui la maggioranza ha bisogno per tentare di tenere insieme una coalizione che ormai è profondamente divisa”.