(AGENPARL) - Roma, 27 Ottobre 2026 - 27 ottobre 2026 — La chiusura dei seggi apre una nuova fase della sfida politica israeliana. Secondo gli aggiornamenti del Times of Israel, Benjamin Netanyahu e Gadi Eisenkot potrebbero entrambi rivendicare il successo elettorale, mentre emerge il risultato particolarmente significativo delle formazioni arabe. Ma la proclamazione di una vittoria politica non coincide necessariamente con la possibilità di governare: dopo i risultati definitivi, il presidente Isaac Herzog dovrà consultare i partiti entrati nella Knesset e affidare l’incarico di formare il governo alla personalità che riterrà maggiormente in grado di riuscirci.
Israele, dopo il voto si apre la battaglia per il governo
Le elezioni israeliane del 27 ottobre 2026 entrano nella fase più delicata: quella in cui i risultati elettorali dovranno essere tradotti in una possibile maggioranza parlamentare.
Al centro del confronto ci sono il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu e il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, protagonisti di una competizione che potrebbe proseguire anche dopo la chiusura delle urne.
Secondo gli aggiornamenti riportati dal Times of Israel, entrambi gli schieramenti potrebbero presentare pubblicamente il risultato come una vittoria.
Una situazione che, nel sistema politico israeliano, non sarebbe di per sé sufficiente a stabilire chi guiderà il prossimo esecutivo.
Il punto decisivo sarà infatti la capacità di ottenere il sostegno di una maggioranza nella Knesset, il Parlamento israeliano composto da 120 membri.
A rendere ancora più articolato il quadro è il risultato attribuito ai partiti arabi, descritti negli aggiornamenti elettorali come arrivati a livelli storicamente elevati.
La loro rappresentanza parlamentare e le eventuali posizioni assunte nelle consultazioni potrebbero incidere sulle trattative tra i diversi schieramenti.
Netanyahu ed Eisenkot: due possibili rivendicazioni di vittoria
Benjamin Netanyahu
Primo ministro uscente e leader del Likud
Gadi Eisenkot
Leader del partito Yashar
La possibilità che entrambi i leader rivendichino la vittoria evidenzia una distinzione fondamentale tra successo elettorale e formazione del governo.
Un partito può ottenere un risultato importante, aumentare i propri seggi o diventare la principale forza parlamentare senza disporre automaticamente dei numeri necessari per governare.
Allo stesso modo, una coalizione può riuscire a costruire una maggioranza anche quando nessuno dei partiti che la compongono ha conquistato da solo il maggior numero di seggi.
Per Netanyahu, il risultato elettorale rappresenta un passaggio cruciale per la prosecuzione della propria esperienza di governo.
Per Eisenkot, la consultazione costituisce un banco di prova per il progetto politico alternativo presentato agli elettori.
Le eventuali dichiarazioni di vittoria dei due leader dovranno dunque essere valutate alla luce dei risultati ufficiali e, soprattutto, delle alleanze parlamentari effettivamente disponibili.
Exit poll: Likud primo partito, ma il blocco contrario a Netanyahu ottiene più seggi
I primi exit poll diffusi dopo la chiusura dei seggi alle 22:00 confermano un quadro senza una maggioranza parlamentare definita.
Secondo le proiezioni pubblicate da Channel 12, Channel 13 e dall’emittente pubblica Kan, il Likud risulta il principale partito individuale, mentre il blocco di formazioni contrarie a Netanyahu ottiene complessivamente più seggi rispetto allo schieramento che sostiene il premier uscente.
Le prime proiezioni dei seggi
| Exit poll | Likud | Yashar | Blocco Netanyahu | Blocco opposizione | Partiti arabi |
| Channel 12 | 24 | 22 | 50 | 52 | 18 |
| Channel 13 | 25 | 23 | 50 | 53 | 17 |
| Kan | 25 | 21 | 50 | 53 | 17 |
Proiezioni televisive diffuse dopo le 22:00 del 27 ottobre 2026. Il blocco dell’opposizione indicato è distinto dai partiti a guida araba. I numeri non sono risultati ufficiali.
La soglia fondamentale resta quella dei 61 seggi su 120, necessaria per disporre di una maggioranza parlamentare.
Nessuno dei due principali blocchi, considerato separatamente, raggiunge questa quota nelle prime proiezioni.
È proprio questa situazione a spiegare perché Netanyahu ed Eisenkot possano entrambi rivendicare elementi di successo, pur senza poter annunciare la formazione di un governo.
Partiti arabi ai massimi storici: proiettati tra 17 e 18 seggi
Uno dei dati politicamente più rilevanti riguarda i partiti a guida araba.
Gli exit poll attribuiscono complessivamente a queste formazioni tra 17 e 18 seggi, un risultato descritto nelle proiezioni come un massimo storico.
Secondo Kan, la Lista Unita otterrebbe 10 seggi e Ra’am 7. Channel 12 prospetta invece 18 seggi complessivi per le formazioni arabe.
Questo risultato potrebbe assumere particolare importanza durante le consultazioni per la formazione del governo.
Le formazioni arabe, infatti, sono considerate contrarie a Netanyahu, ma non fanno automaticamente parte del blocco dei partiti a guida ebraica che sostiene Eisenkot.
Il loro eventuale contributo a una maggioranza dipenderà dalle decisioni dei singoli partiti e dalle possibilità di accordo con le altre forze parlamentari.
Il sostegno potrebbe assumere forme differenti, compresa quella esterna a una coalizione, ma nessuna intesa può essere considerata acquisita sulla base dei soli exit poll.
Herzog al centro delle consultazioni istituzionali
Dopo la disponibilità dei risultati definitivi, il presidente israeliano Isaac Herzog dovrà avviare le consultazioni con i rappresentanti dei partiti entrati nella Knesset.
Spetterà al capo dello Stato conferire l’incarico di formare il governo alla personalità che riterrà maggiormente in grado di ottenere una maggioranza parlamentare.
La procedura non impone automaticamente di affidare l’incarico al leader del partito che ha conquistato più seggi.
Il presidente deve valutare le indicazioni dei partiti e le concrete possibilità di costruire una coalizione.
Di conseguenza, il primato del Likud nelle proiezioni non garantisce da solo l’incarico a Netanyahu, così come il maggior numero di seggi attribuito al blocco contrario al premier non garantisce automaticamente l’incarico a Eisenkot.
Il ruolo di Herzog sarà quello di verificare quale candidato possa effettivamente ottenere il sostegno parlamentare necessario.
Il rischio di uno stallo politico
Le prime proiezioni delineano una situazione nella quale la distribuzione dei seggi potrebbe rendere difficili le trattative.
Se nessun candidato riuscisse a formare una maggioranza, Israele potrebbe attraversare una nuova fase di stallo istituzionale.
Il Times of Israel ricorda il precedente del periodo 2019-2022, quando il Paese affrontò cinque tornate elettorali.
La possibilità di nuove elezioni viene menzionata nel resoconto come uno degli scenari istituzionali possibili, non come un esito già deciso o inevitabile.
Prima di arrivare a qualsiasi conclusione, sarà necessario attendere lo scrutinio effettivo e verificare le posizioni assunte dai partiti nelle consultazioni.
Quando arriveranno i risultati ufficiali
La Commissione elettorale centrale ha iniziato il conteggio dei voti dopo la chiusura dei seggi.
Secondo gli aggiornamenti del Times of Israel, i dati ufficiali verranno diffusi progressivamente durante la notte e nella giornata successiva.
Gli exit poll televisivi sono invece stime, suscettibili di modifiche man mano che vengono raccolti nuovi dati.
Le differenze tra le proiezioni e lo scrutinio definitivo possono incidere sulla distribuzione dei seggi, soprattutto per i partiti vicini alla soglia elettorale del 3,25%.
Per questo, fino alla conclusione delle operazioni ufficiali, non è corretto presentare le proiezioni come risultati definitivi.
Il voto non assegna ancora il governo
Le elezioni israeliane del 27 ottobre 2026 consegnano, nei primi exit poll, un quadro politico articolato: il Likud di Netanyahu è proiettato come primo partito, il blocco contrario al premier dispone di più seggi complessivi e le formazioni arabe raggiungono una rappresentanza particolarmente elevata.
Nessuno dei principali schieramenti dispone però, nelle proiezioni iniziali, di una maggioranza autonoma.
La questione decisiva non è quindi soltanto chi rivendicherà la vittoria nella notte elettorale, ma chi riuscirà a ottenere il sostegno necessario per formare il prossimo governo israeliano.
La risposta arriverà soltanto dopo i risultati ufficiali, le consultazioni del presidente Isaac Herzog e gli eventuali accordi parlamentari.
Fonte: The Times of Israel — diretta elettorale del 27 ottobre 2026. Dati aggiornati ai primi exit poll diffusi dopo la chiusura dei seggi.
