(AGENPARL) - Roma, 27 Ottobre 2026 - Il presidente del Centro nazionale di pianificazione strategica del Perù, Saúl Barrera Ayala, propone una nuova strategia per lo sviluppo dell’Amazzonia: collegare i piani territoriali ai finanziamenti pubblici, stabilire indicatori verificabili e coordinare governo centrale, regioni, amministrazioni locali e settore privato. Al centro della discussione le profonde disparità territoriali, l’accesso ai servizi essenziali e la necessità di garantire continuità agli investimenti.
L’Amazzonia peruviana cerca un nuovo modello di sviluppo
L’Amazzonia peruviana ha bisogno di qualcosa di più dei programmi di sviluppo e delle dichiarazioni di intenti: servono obiettivi concreti, investimenti verificabili e strumenti pubblici capaci di misurare i progressi realizzati nei territori.
È questo il messaggio lanciato da Saúl Barrera Ayala, presidente del Centro nazionale di pianificazione strategica del Perù (Ceplan), durante Expo Amazónica Ucayali 2026, manifestazione dedicata alle opportunità economiche e alle prospettive di sviluppo della regione amazzonica.
Nel suo intervento al settimo Congresso degli Imprenditori Amazzonici, Barrera Ayala ha sottolineato la necessità di superare la frammentazione delle politiche territoriali, costruendo un coordinamento stabile tra governo nazionale, amministrazioni regionali, autorità locali e settore privato.
L’obiettivo è trasformare le priorità individuate dalle comunità in progetti finanziati, servizi accessibili e miglioramenti effettivi delle condizioni di vita.
Una sfida che coinvolge non soltanto la crescita economica, ma anche la sanità, l’istruzione, l’approvvigionamento idrico, la connettività e la capacità delle istituzioni di rispondere alle esigenze della popolazione.
«I piani devono diventare risultati concreti»
Il presidente del Ceplan ha posto al centro del suo intervento un principio fondamentale: la pianificazione deve produrre risultati che possano essere osservati e valutati.
«Tradurre i piani di sviluppo in risultati concreti per la popolazione amazzonica richiede di collegare le priorità territoriali al bilancio pubblico, di stabilire obiettivi condivisi e di monitorare i progressi».
Il problema, secondo l’impostazione illustrata da Barrera Ayala, non è soltanto individuare le necessità dei territori, ma assicurare che le risorse economiche siano effettivamente destinate agli interventi previsti.
Un piano può contenere obiettivi ambiziosi, ma senza copertura finanziaria e responsabilità definite rischia di rimanere un documento programmatico.
Per questo il Ceplan propone di rafforzare il rapporto tra pianificazione strategica, programmazione degli investimenti e bilancio pubblico.
La sostenibilità dello sviluppo, in questa prospettiva, dipende dalla capacità di trasformare gli impegni istituzionali in azioni finanziate e misurabili.
Le tre condizioni per rendere sostenibili i piani di sviluppo
Durante il congresso, Barrera Ayala ha individuato tre condizioni essenziali per garantire continuità alle politiche di sviluppo amazzoniche.
La prima riguarda il consenso istituzionale, sostenuto da un quadro giuridico che renda gli accordi sufficientemente stabili.
La seconda consiste nell’allineamento tra pianificazione territoriale e bilancio pubblico, affinché gli obiettivi dichiarati trovino una corrispondenza negli stanziamenti e negli investimenti.
La terza è la partecipazione congiunta dello Stato e del settore privato.
Quest’ultimo punto assume particolare importanza in una regione nella quale la crescita economica deve confrontarsi con grandi distanze, difficoltà logistiche, disparità sociali e necessità di protezione ambientale.
Le imprese possono contribuire allo sviluppo delle attività produttive, delle infrastrutture e dei servizi, mentre le istituzioni devono garantire regole, coordinamento e attenzione all’interesse pubblico.
Il modello proposto non attribuisce quindi la responsabilità dello sviluppo a un singolo attore, ma richiede una collaborazione tra soggetti diversi.
Ceplan chiederà al Ministero dell’Economia un tavolo sugli investimenti
Uno degli annunci più importanti riguarda il rapporto tra il Ceplan e il Ministero dell’Economia e delle Finanze peruviano, noto come MEF.
Barrera Ayala ha spiegato che il Ceplan intende richiedere la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato al collegamento tra gli obiettivi dei piani di sviluppo e la programmazione pluriennale degli investimenti.
Il coordinamento dovrebbe riguardare anche i programmi di bilancio.
La finalità è evitare che le priorità individuate nei territori rimangano separate dalle decisioni finanziarie assunte a livello nazionale.
In termini concreti, ciò significa cercare una maggiore corrispondenza tra i bisogni espressi dalle comunità e le risorse destinate a soddisfarli.
L’annuncio riguarda una richiesta che il Ceplan intende avanzare: non equivale ancora alla conferma che il gruppo di lavoro sia stato formalmente istituito.
L’eventuale avvio del coordinamento rappresenterebbe comunque un passaggio significativo verso una pianificazione più strettamente collegata alla spesa pubblica.
Tre o quattro indicatori pubblici per misurare ogni anno i progressi
Un’altra proposta riguarda l’introduzione di pochi indicatori condivisi, capaci di rendere verificabili i risultati delle politiche di sviluppo.
Secondo Barrera Ayala, le autorità nazionali, regionali e locali dovrebbero concordare con il settore privato tre o quattro parametri fondamentali.
Questi indicatori dovrebbero essere valutati annualmente e resi pubblici.
L’obiettivo è permettere ai cittadini, alle imprese e alle amministrazioni di verificare se gli impegni assunti vengono effettivamente rispettati.
La proposta mira a rendere la pianificazione più trasparente.
Non basterebbe più annunciare nuovi programmi o presentare progetti: diventerebbe necessario documentare i risultati raggiunti.
Il presidente del Ceplan non ha indicato, nel materiale riportato, quali debbano essere esattamente i tre o quattro indicatori.
Le priorità richiamate nel suo intervento — sanità, istruzione, connettività e servizi essenziali — potrebbero tuttavia costituire ambiti di valutazione.
La scelta concreta dei parametri richiederebbe un accordo tra le istituzioni e gli altri soggetti coinvolti.
Un territorio complesso: 337 distretti, 51 province e parti di 13 regioni
337
Distretti
51
Province
13
Regioni coinvolte, in tutto o in parte
Dimensioni territoriali della macroregione amazzonica richiamate nell’intervento del Ceplan.
La complessità della pianificazione amazzonica emerge chiaramente dai dati territoriali illustrati durante Expo Amazónica Ucayali 2026.
La macroregione amazzonica considerata comprende 337 distretti, 51 province e parti di 13 regioni del Perù.
Si tratta di un territorio vasto e articolato, nel quale le esigenze economiche e sociali possono variare sensibilmente da una comunità all’altra.
La pianificazione deve quindi confrontarsi con realtà urbane, centri rurali, comunità isolate e territori caratterizzati da collegamenti prevalentemente fluviali.
Durante il panel dedicato al modello organizzativo della macroregione amazzonica e al piano multisettoriale per la promozione di un’Amazzonia sostenibile, Barrera Ayala ha insistito sulla necessità di superare una gestione frammentata.
Le politiche territoriali, secondo questa impostazione, devono tenere conto delle relazioni tra aree diverse, non soltanto dei confini amministrativi.
L’86% dei distretti peruviani senza piani locali coordinati
Distretti del Perù privi di PDLC coordinati
86%
Dato nazionale citato dal presidente del Ceplan; non riguarda esclusivamente i distretti amazzonici.
Uno dei dati più significativi presentati dal presidente del Ceplan riguarda la diffusione degli strumenti di pianificazione locale.
Secondo quanto riferito, l’86% dei distretti del Perù non dispone di piani di sviluppo locale coordinati, indicati con la sigla PDLC.
Il dato riguarda il territorio nazionale e non soltanto la regione amazzonica.
La mancanza di questi strumenti può rendere più difficile definire priorità condivise, coordinare gli investimenti e garantire continuità alle politiche pubbliche.
Per affrontare il problema, il Ceplan sta lavorando alla promozione di processi di pianificazione che coinvolgano i soggetti interessati presenti nei singoli territori.
L’obiettivo è costruire programmi capaci di riflettere le esigenze locali, evitando che le decisioni vengano definite esclusivamente a livello centrale.
La partecipazione territoriale viene quindi considerata una componente essenziale di una pianificazione efficace.
I fiumi dell’Amazzonia non seguono i confini amministrativi
Una delle osservazioni più importanti riguarda il ruolo della geografia amazzonica.
Barrera Ayala ha sottolineato che la pianificazione non può limitarsi ai confini politico-amministrativi.
In Amazzonia, infatti, i bacini idrografici e i corridoi fluviali collegano territori appartenenti ad amministrazioni differenti.
I fiumi rappresentano spesso vie fondamentali di comunicazione, trasporto e accesso ai servizi.
Le esigenze di una comunità possono quindi dipendere da infrastrutture o condizioni presenti in un’altra provincia o regione.
La gestione delle connessioni fluviali richiede perciò risposte collaborative.
Questo principio è particolarmente importante quando si affrontano temi come la mobilità, l’accesso alle strutture sanitarie, il commercio locale e la connettività dei territori.
Una pianificazione esclusivamente amministrativa rischierebbe di non cogliere la dimensione reale dei problemi.
Ucayali e San Martín: il divario nella capacità dello Stato
Indice di capacità statale citato dal Ceplan
0%25%50%75%100%UcayaliSan Martín
Valori presentati da Barrera Ayala durante l’evento. La metodologia dell’indice non è specificata nel testo fornito.
Tra le criticità illustrate durante l’incontro emerge anche la forte differenza nella capacità delle amministrazioni di rispondere ai bisogni dei cittadini.
Secondo i dati presentati dal Ceplan, Ucayali registra un indice di capacità statale del 29%, mentre San Martín raggiunge il 72%.
La distanza tra i due valori è di 43 punti percentuali.
Si tratta di un divario rilevante, che mette in evidenza come territori appartenenti alla stessa grande area geografica possano presentare condizioni istituzionali molto differenti.
Il materiale disponibile non precisa la metodologia utilizzata per calcolare l’indice.
Non è quindi possibile ricondurre automaticamente questi valori a un singolo servizio o a una specifica prestazione amministrativa.
Il confronto serve comunque a illustrare una delle questioni centrali affrontate da Barrera Ayala: le politiche di sviluppo devono considerare anche le differenze nella capacità delle istituzioni locali di programmare e realizzare gli interventi.
Sanità, istruzione, acqua e connettività: le priorità sociali
Il presidente del Ceplan ha indicato alcune priorità sulle quali concentrare gli sforzi delle istituzioni.
Tra queste figurano la sanità, l’istruzione e la connettività.
Sono ambiti essenziali per ridurre le disparità tra territori e migliorare le opportunità delle famiglie.
Particolare attenzione è stata riservata anche a problemi urgenti, come l’anemia e l’accesso limitato all’acqua.
Queste criticità mostrano come lo sviluppo sostenibile non possa essere misurato soltanto attraverso la crescita delle attività produttive o l’aumento degli investimenti.
Deve comprendere anche la qualità dei servizi disponibili e le condizioni quotidiane della popolazione.
La presenza di strutture sanitarie accessibili, percorsi educativi adeguati e collegamenti efficienti può incidere direttamente sulle possibilità di sviluppo economico e sociale.
Per questo Barrera Ayala ha insistito sulla necessità di individuare priorità condivise tra tutti i livelli di governo.
Senza coordinamento, gli interventi rischiano di procedere separatamente, con risultati disomogenei.
Il ruolo delle imprese nello sviluppo sostenibile
Expo Amazónica rappresenta anche un’occasione di confronto sul contributo che il settore privato può offrire allo sviluppo della regione.
Durante il congresso, Barrera Ayala ha evidenziato che la partecipazione delle imprese deve affiancare l’azione delle istituzioni.
Il coinvolgimento privato può riguardare investimenti, attività produttive, infrastrutture e opportunità occupazionali.
Ma il coordinamento deve essere inserito in una strategia territoriale condivisa.
L’obiettivo non è semplicemente aumentare il numero dei progetti economici, bensì assicurare che gli investimenti siano coerenti con le priorità di sviluppo individuate.
In un territorio come l’Amazzonia, questo approccio richiede di considerare insieme le esigenze delle comunità, la sostenibilità ambientale e le prospettive economiche.
Il Ceplan propone quindi una collaborazione nella quale Stato e imprese partecipino alla definizione di obiettivi verificabili.
La sfida è rendere gli investimenti funzionali a risultati duraturi.
Accordi che resistano ai cambiamenti politici e amministrativi
Un ultimo tema affrontato dal presidente del Ceplan riguarda la continuità delle politiche pubbliche.
Barrera Ayala ha sottolineato l’importanza di mantenere accordi tra autorità, settore privato e popolazione anche oltre i cambiamenti amministrativi.
È una questione centrale per progetti che richiedono diversi anni prima di produrre risultati.
Le infrastrutture, i programmi sanitari, le politiche educative e gli interventi di connettività non possono essere valutati soltanto nell’arco di una singola gestione.
Per questo il presidente del Ceplan ha richiamato la necessità di costruire obiettivi condivisi, sostenuti da accordi istituzionali e strumenti di monitoraggio.
La continuità non significa impedire la revisione dei programmi, ma evitare che ogni cambiamento amministrativo interrompa automaticamente le iniziative già avviate.
La pubblicazione periodica degli indicatori potrebbe contribuire anche a rendere più trasparenti le responsabilità e i risultati delle diverse amministrazioni.
L’Amazzonia peruviana tra sviluppo economico e tutela del territorio
La discussione avviata a Expo Amazónica Ucayali 2026 si inserisce in una questione più ampia: come promuovere opportunità economiche e migliorare i servizi senza perdere di vista le caratteristiche ambientali e sociali della regione amazzonica.
L’Amazzonia è un territorio nel quale le politiche di sviluppo devono confrontarsi con condizioni geografiche particolari, comunità distribuite su grandi distanze e una forte interdipendenza tra attività umane ed ecosistemi.
Per questo una strategia efficace richiede decisioni coordinate.
Il collegamento tra pianificazione e bilancio pubblico rappresenta uno degli strumenti attraverso cui rendere gli interventi più concreti.
Gli indicatori annuali, se concordati e pubblicati, potrebbero invece permettere di verificare se le politiche stanno contribuendo a ridurre le disparità.
Resta da vedere come queste proposte saranno tradotte in decisioni operative e quali risorse verranno effettivamente destinate ai programmi.
Conclusione: dalla pianificazione ai risultati, la sfida decisiva per il futuro dell’Amazzonia
Il messaggio emerso da Expo Amazónica Ucayali 2026 è chiaro: per affrontare le disparità territoriali dell’Amazzonia peruviana non basta elaborare nuovi piani.
Occorre collegare le priorità ai finanziamenti, coordinare i tre livelli di governo, coinvolgere il settore privato e misurare pubblicamente i risultati.
I dati presentati dal Ceplan mostrano la complessità della sfida: una macroregione che comprende centinaia di distretti, un’elevata diffusione nazionale di amministrazioni prive di piani locali coordinati e profonde differenze nella capacità istituzionale tra territori.
A questi problemi si aggiungono le necessità quotidiane delle famiglie, dall’accesso all’acqua alla sanità, dall’istruzione ai collegamenti.
La proposta di Barrera Ayala punta a costruire una pianificazione capace di superare i confini amministrativi e di mantenere obiettivi condivisi nel tempo.
Il punto centrale non è soltanto stabilire dove debba arrivare l’Amazzonia peruviana, ma rendere verificabile, anno dopo anno, quanto le istituzioni e gli investimenti stiano realmente contribuendo a migliorare la vita della popolazione.
Nota editoriale: l’articolo è elaborato dalle dichiarazioni e dai dati forniti sull’intervento di Saúl Barrera Ayala a Expo Amazónica Ucayali 2026. Le proposte annunciate sono distinte dalle misure già operative.
