(AGENPARL) - Roma, 19 Ottobre 2026 - Il presidente difende le deroghe alle sanzioni e torna ad attaccare Zelensky sulle raffinerie russe. Rubio prospetta fino a sessanta giorni di valutazione, mentre Kiev teme un indebolimento della pressione su Mosca.
WASHINGTON — Donald Trump sostiene che aumentare adesso la pressione economica sulla Russia potrebbe compromettere i negoziati per fermare la guerra in Ucraina. In un messaggio pubblicato domenica 18 ottobre su Truth Social, il presidente americano ha motivato la scelta di non procedere, per il momento, con ulteriori misure contro Mosca.
Trump ha dichiarato di voler evitare iniziative capaci di allontanare la Russia dal confronto diplomatico. Ha inoltre parlato di progressi nei negoziati, richiamando anche trattative sugli ostaggi, senza fornire dettagli né identificare le persone coinvolte. Ha aggiunto di poter intervenire successivamente.
Le dichiarazioni seguono l’ordine esecutivo del 16 ottobre con cui Trump ha disposto deroghe a numerose sanzioni, restrizioni e maggiorazioni doganali previste dal Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026.
Il testo richiama l’interesse nazionale americano come motivazione e precisa che non vengono automaticamente cancellate le precedenti sanzioni adottate attraverso altri ordini esecutivi. Si tratta quindi del rinvio di specifiche nuove misure, non della rimozione generale delle restrizioni contro la Russia.
Secondo Reuters, il segretario di Stato Marco Rubio ha prospettato un periodo fino a sessanta giorni per valutare le conseguenze economiche dell’applicazione delle nuove penalità. L’amministrazione presenta la pausa anche come uno strumento per mantenere aperta la possibilità di negoziare.
Nel messaggio, Trump collega la propria decisione anche al comportamento russo in Medio Oriente. A suo giudizio, Mosca starebbe offrendo all’Iran un sostegno limitato rispetto alle proprie possibilità, e Washington avrebbe interesse a preservare questa situazione.
È una valutazione politica del presidente. Il post non illustra un’intesa verificabile nella quale la Russia assuma impegni specifici sull’Iran in cambio dell’allentamento delle misure economiche.
Trump ha nuovamente criticato gli attacchi ucraini contro gli impianti russi di produzione del gasolio, sostenendo che contribuiscano ai rincari internazionali e danneggino agricoltori, allevatori e imprese americane.
Ha anche accusato Volodymyr Zelensky di non voler concludere la guerra. Questa affermazione esprime il giudizio del presidente americano, non una conclusione dimostrata sulle intenzioni della leadership ucraina.
Kiev difende invece le operazioni contro le infrastrutture energetiche russe e lega un eventuale stop alla cessazione reciproca degli attacchi. Secondo le ricostruzioni disponibili, il contrasto su questo punto è diventato uno dei principali motivi di deterioramento del rapporto con Washington.
La pausa sulle nuove sanzioni si aggiunge all’apertura americana alle forniture di gasolio russo. L’accordo annunciato il 9 ottobre ha suscitato critiche ucraine e parlamentari negli Stati Uniti, mentre restano interrogativi su modalità e impatto economico delle consegne.
L’Associated Press riferisce che alcuni analisti considerano limitato il possibile effetto sui prezzi mondiali, pur riconoscendo il beneficio economico per le esportazioni russe.
Anche il Consiglio europeo ha espresso rammarico per la sospensione temporanea delle sanzioni americane sul diesel russo, confermando una divergenza nell’approccio a Mosca.
La strategia dichiarata da Trump consiste nel conservare margini di dialogo e calibrare la pressione economica. L’obiezione dei critici è che concedere benefici senza contropartite verificabili possa ridurre gli incentivi russi a modificare la propria condotta.
Per valutarne l’efficacia serviranno risultati concreti: impegni delle parti, condizioni di una tregua e strumenti di verifica. Il messaggio presidenziale annuncia fiducia nei colloqui, ma non presenta ancora un accordo di pace né un calendario condiviso.
