(AGENPARL) - Roma, 13 Ottobre 2026 - Diciassette Paesi e cinque basi coinvolte, nessuna arma reale. Per l’Alleanza è una routine, ma l’avvio cade in giorni di forte tensione con Mosca e riapre il dibattito sulle bombe americane in Italia e sull’informazione al Parlamento.
Da oggi, martedì 13 ottobre, i cieli italiani ospitano “Steadfast Noon” (letteralmente “Mezzogiorno risoluto”), l’esercitazione con cui la NATO prova ogni anno la componente nucleare della propria deterrenza. Partecipano diciassette Paesi, tre in più dell’anno scorso, e le attività ruotano attorno alle basi di Aviano, in provincia di Pordenone, e di Ghedi, nel Bresciano. Secondo la ricostruzione dei documenti di volo, gli aerei decollano anche da Amendola e Gioia del Colle, in Puglia, e da Trapani, per raggiungere le aree di addestramento sul Tirreno.
Un’esercitazione “nucleare a tutti gli effetti”
La responsabile della politica nucleare della NATO, Nassima Barrows, ha chiarito che si tratta di un’esercitazione nucleare in tutto e per tutto, precisando che l’Alleanza è “in sintonia con Roma” su questa definizione, anche se l’Italia, nell’annunciarla, non l’aveva presentata così. Resta fermo che non verranno usate armi atomiche: il programma prevede voli con velivoli capaci di missioni sia convenzionali sia nucleari, affiancati da aerei di supporto, per provare procedure, coordinamento e standard di sicurezza.
Anche la Turchia partecipa, gli Stati Uniti mettono equipaggi di volo e personale di manutenzione, mentre la Francia resta fuori perché non fa parte del Gruppo di pianificazione nucleare. A Ghedi opera il 6° Stormo, che ha i Tornado abilitati anche all’impiego nucleare e la linea degli F-35A.
Il contesto con Mosca
Il Washington Post e l’agenzia AP ricordano che l’annuncio è arrivato poche settimane dopo l’avvertimento della Russia, secondo cui userebbe tutto il proprio arsenale, nucleare compreso, se la NATO tentasse di isolare l’exclave di Kaliningrad. Barrows ha ammesso che la retorica nucleare russa è in aumento, ma ha detto di non aver visto sul terreno sviluppi preoccupanti, e ha ricordato che la parte principale dell’esercitazione si svolge nei pressi dell’Italia, lontano dai confini russi. Secondo La Rampa, a Bruxelles si guarda anche a un documento diplomatico informale di Mosca che definisce l’Alleanza irresponsabile. L’Alleanza ribadisce che l’esercitazione è pianificata da tempo, non è legata agli eventi correnti e non è diretta contro alcun Paese. Il segretario generale Mark Rutte la presenta come un messaggio di unità e determinazione, uno strumento per preservare la pace e scoraggiare le aggressioni.
Una tradizione a rotazione
Steadfast Noon si svolge ogni autunno da oltre dieci anni, in Paesi diversi. L’Italia, secondo Il Sole 24 Ore, l’ha già ospitata sei volte. L’ultima edizione italiana è del 2023: in quell’occasione i voli si svolsero tra Italia, Croazia e Mediterraneo con 13 Paesi, circa 60 velivoli e anche i bombardieri B-52 americani. Nel 2024 è toccato a Belgio e Paesi Bassi, nel 2025 principalmente ai Paesi Bassi, con supporto di Belgio, Regno Unito e Danimarca.
Le bombe americane in Italia
L’esercitazione riporta l’attenzione sul “nuclear sharing”, il programma con cui cinque Paesi europei (Italia, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Turchia) ospitano armi americane che i loro aerei potrebbero trasportare. Le testate restano sotto controllo statunitense. Ufficialmente non c’è alcuna conferma: Washington non conferma né smentisce. Secondo le stime della Federation of American Scientists e del Bulletin of the Atomic Scientists, ad Aviano e a Ghedi ci sono bombe B61-12. Il rapporto Nuclear Weapons Ban Monitor 2024, citato da diversi quotidiani, parla di 20-30 testate ad Aviano e 10-15 a Ghedi, circa 35 in tutto, il numero più alto tra i Paesi dell’Unione. Stime più vecchie erano più alte, a conferma di quanto i dati siano incerti.
La polemica politica
Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha annunciato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto. Vuole sapere perché il Parlamento non sia stato informato e chiede quale ruolo avranno i droni, quali sistemi saranno impiegati, quali attività di tiro sono previste e dove, in particolare a Salto di Quirra, in Sardegna, e se le Regioni e i Comuni sorvolati siano stati avvisati. Crosetto si è detto disponibile a riferire in Parlamento e a fornire tutti i chiarimenti. Il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, ritiene che l’esercitazione possa essere letta come un monito a Putin e che fosse evitabile in un clima già teso. Lo Stato maggiore dell’Aeronautica ribatte che si svolge secondo la programmazione ordinaria dell’Alleanza.
Fonti: NATO, Stato maggiore dell’Aeronautica, ENAV, Il Sole 24 Ore, ANSA, Washington Post/AP, Adnkronos, Giornale di Brescia, Open, Federation of American Scientists.
