(AGENPARL) - Roma, 9 Ottobre 2026 - Ad Ashgabat il confronto tra i Paesi del CSI e gli Stati rivieraschi del Mar Caspio mette al centro cooperazione regionale, commercio e sicurezza. Pezeshkian rivendica il valore strategico dei collegamenti con 15 Paesi confinanti, mentre Putin rafforza il dialogo con Teheran e Ashgabat
La geografia come risorsa strategica per contrastare l’isolamento economico. È uno dei messaggi lanciati dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian in occasione della sua visita in Turkmenistan, dove il confronto tra i leader del Commonwealth degli Stati indipendenti (CSI) e gli appuntamenti dedicati al Mar Caspio riuniscono questioni diplomatiche, economiche e di sicurezza.
Prima della partenza per Ashgabat, Pezeshkian ha sostenuto che l’Iran non può essere facilmente isolato, considerando i rapporti con i 15 Paesi confinanti e la possibilità di mantenere, attraverso diverse direttrici, scambi economici, commerciali, politici e di sicurezza. Un’affermazione che riflette la strategia di Teheran: rafforzare i rapporti regionali, diversificare i collegamenti e contenere gli effetti delle pressioni statunitensi, comprese quelle sul traffico marittimo.
La posizione geografica iraniana, tra il Golfo Persico, il Caucaso e l’Asia centrale, rappresenta un elemento rilevante in questa prospettiva. Le connessioni terrestri e marittime e i rapporti con gli Stati vicini possono offrire alternative per il movimento delle merci e lo sviluppo degli scambi. La loro effettiva capacità di compensare le restrizioni dipende, tuttavia, dalle infrastrutture, dagli accordi commerciali e dalle condizioni finanziarie e logistiche.
È in questo quadro che assume rilievo la partecipazione iraniana agli incontri in Turkmenistan. Per Teheran, il confronto multilaterale costituisce un’occasione per consolidare le relazioni con i Paesi limitrofi e approfondire la cooperazione in settori strategici, dall’energia ai trasporti, fino al commercio e alla sicurezza.
Pezeshkian e Putin, cooperazione economica e strategica
A margine degli appuntamenti, Pezeshkian ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin. I due leader hanno esaminato lo stato delle relazioni bilaterali e discusso le possibilità di rafforzare la collaborazione nei comparti dell’energia, dell’agricoltura, dei trasporti e del commercio.
Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana IRNA, entrambi hanno sottolineato la necessità di accelerare la definizione e l’attuazione dei progetti congiunti, ribadendo l’intenzione di ampliare la cooperazione nell’interesse dei rispettivi Paesi e della stabilità regionale.
Il colloquio si inserisce nella strategia iraniana di diversificazione dei rapporti internazionali e nella volontà russa di mantenere e sviluppare i legami con Teheran. Le convergenze politiche dovranno però tradursi in risultati concreti affinché il partenariato possa produrre effetti tangibili sui collegamenti commerciali e sulle attività economiche.
Mosca e Ashgabat, il dialogo prosegue
La visita di Putin ha previsto anche un incontro con il presidente turkmeno Serdar Berdimuhamedov. Il colloquio, tenutosi nel complesso di Avaza, sulla costa del Mar Caspio, è stato confermato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha riferito di un confronto sulle principali questioni relative allo sviluppo delle relazioni russo-turkmene.
I contatti tra Mosca e Ashgabat si inseriscono in un dialogo regolare, mentre il Turkmenistan continua a perseguire la propria politica di neutralità e a coltivare rapporti con diversi interlocutori internazionali. La presenza dei vertici russo e iraniano nello stesso contesto diplomatico accresce il rilievo degli incontri, senza cancellare le specificità degli interessi nazionali dei singoli partecipanti.
Il vertice del CSI offre inoltre uno spazio per discutere il coordinamento tra gli Stati partecipanti e le prospettive di collaborazione su questioni regionali e internazionali. La partecipazione di Pezeshkian aggiunge un elemento significativo al confronto, soprattutto alla luce dell’interesse iraniano per il rafforzamento dei legami con i Paesi vicini.
Il Mar Caspio, risorse condivise e rischi ambientali
Accanto alla dimensione diplomatica, gli appuntamenti dedicati al Mar Caspio richiamano l’attenzione sulle condizioni di un bacino condiviso da Azerbaigian, Iran, Kazakistan, Russia e Turkmenistan.
Pezeshkian ha sottolineato che le minacce ambientali che interessano il mare possono produrre conseguenze per tutti gli Stati rivieraschi. La questione riguarda quindi non soltanto la tutela dell’ecosistema, ma anche la necessità di coordinare le politiche nazionali in un’area di interesse economico e strategico.
Il Caspio costituisce infatti uno spazio importante per le risorse naturali e i collegamenti regionali. La protezione dell’ambiente e la gestione sostenibile del bacino richiedono un confronto tra i Paesi che ne condividono le coste, soprattutto di fronte a problemi che non possono essere affrontati efficacemente entro i soli confini nazionali.
Per Teheran, il forum rappresenta anche un’opportunità per promuovere il dialogo multilaterale e la cooperazione energetica, temi che Pezeshkian ha richiamato insieme alla necessità di contrastare l’unilateralismo nelle relazioni internazionali.
Le rotte regionali al centro degli equilibri
Gli appuntamenti in Turkmenistan mettono in evidenza l’intreccio tra diplomazia, commercio, infrastrutture e sicurezza. Per l’Iran, il rafforzamento dei rapporti con i Paesi confinanti costituisce una componente della strategia volta a limitare gli effetti delle pressioni esterne; per la Russia, il dialogo con Teheran e Ashgabat rappresenta un’occasione per consolidare relazioni regionali di interesse.
La questione decisiva resta la capacità di trasformare le dichiarazioni politiche in progetti realizzabili, collegamenti efficienti e scambi effettivi. La posizione geografica può offrire opportunità, ma non elimina da sola gli ostacoli posti dalle sanzioni, dai costi logistici e dalle limitazioni finanziarie.
Il confronto di Ashgabat assume quindi un significato che va oltre i singoli incontri bilaterali: mostra quanto le relazioni tra i Paesi del CSI e gli Stati del Caspio siano legate alla ricerca di nuovi margini di cooperazione economica, alla gestione delle risorse condivise e alla possibilità di mantenere aperti i canali di dialogo in uno scenario internazionale attraversato da forti tensioni.
