(AGENPARL) - Roma, 8 Ottobre 2026 - Bruxelles vuole chiarimenti sul caso segnalato nella regione di Irkutsk. La Commissione: mancano ancora elementi per valutare la situazione epidemiologica e i possibili rischi transfrontalieri. Anche l’Oms ha chiesto dati a Mosca
La Commissione europea torna a chiedere informazioni alla Russia sulla situazione sanitaria nella regione di Irkutsk, dove è stato segnalato un caso sospetto di peste. Quella di oggi è la terza richiesta avanzata da Bruxelles nell’arco di una settimana, mentre restano da chiarire la natura dell’infezione e l’eventuale presenza di altri casi.
A riferirlo è stata la portavoce della Commissione europea Eva Hrncirova, secondo la quale gli esperti europei hanno discusso la situazione con gli Stati membri nell’ambito del Comitato per la sicurezza sanitaria. Alla riunione hanno partecipato anche rappresentanti dell’Organizzazione mondiale della sanità, che a sua volta è in contatto con le autorità russe per ottenere ulteriori chiarimenti.
Il nodo per Bruxelles è la scarsità di informazioni disponibili. La Commissione sostiene di non avere ancora dati sufficienti per valutare il quadro epidemiologico, comprendere l’eventuale livello di rischio per altri Paesi e stabilire quali misure di risposta possano rendersi necessarie. I contatti avviati direttamente con Mosca non hanno finora prodotto tutte le informazioni richieste.
«La Russia deve fornire informazioni sulla peste il prima possibile», ha ribadito Hrncirova, sottolineando che Mosca, in quanto parte della regione europea dell’Oms, è tenuta a condividere informazioni sanitarie tempestive e accurate, soprattutto quando una situazione può avere implicazioni oltre i confini nazionali.
Nel frattempo, le autorità russe hanno respinto le notizie relative a un secondo caso di peste nella regione di Irkutsk. Il Rospotrebnadzor ha riferito che gli accertamenti effettuati sui contatti della persona coinvolta non hanno rilevato patogeni pericolosi e continua a escludere la presenza di un focolaio confermato.
La vicenda ha comunque spinto alcuni Paesi della regione ad adottare misure precauzionali. L’Armenia ha annunciato la creazione di un comitato incaricato di coordinare le iniziative per prevenire un’eventuale importazione dell’infezione dalla Russia. Anche altri Stati dell’area stanno rafforzando i controlli sanitari alle frontiere.
La questione resta quindi aperta su due fronti: da una parte la Russia, che esclude al momento un focolaio; dall’altra le autorità sanitarie internazionali e l’Unione europea, che chiedono dati più completi prima di poter valutare la reale portata dell’episodio. Per Bruxelles, ottenere rapidamente queste informazioni è essenziale per capire se il caso di Irkutsk rappresenti un evento isolato oppure una situazione con potenziali conseguenze transfrontaliere.
