(AGENPARL) - Roma, 1 Ottobre 2026 - Tencent ha raggiunto un accordo quinquennale con Oracle per accedere a circa 100.000 chip avanzati destinati all’intelligenza artificiale, attraverso diversi data center del gruppo statunitense nel Sud-est asiatico. Il valore dell’operazione è stimato in circa 7 miliardi di dollari e, secondo quanto riferito dal Financial Times, rappresenterebbe il più grande accordo di leasing internazionale mai concluso dal colosso cinese.
L’intesa arriva mentre Tencent sta aumentando rapidamente gli investimenti nell’intelligenza artificiale e nella capacità di calcolo necessaria per addestrare e far funzionare i propri modelli. Il contratto avrebbe una durata di cinque anni e prevederebbe un pagamento iniziale pari a circa il 30% del valore complessivo.
Il dato più significativo riguarda però la collocazione dell’infrastruttura. I chip ai quali Tencent avrà accesso non sono disponibili sul mercato cinese e saranno utilizzati all’interno di data center Oracle situati nel Sud-est asiatico. Tencent può così ottenere capacità di calcolo avanzata senza che l’infrastruttura debba essere installata sul territorio cinese.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’accordo si inserisce nella crescente necessità delle grandi società tecnologiche cinesi di procurarsi capacità di calcolo all’estero, mentre le restrizioni statunitensi limitano l’accesso diretto ai chip AI più avanzati. Il meccanismo consente di separare l’accesso alla potenza di calcolo dalla disponibilità fisica dei processori in Cina, ma l’effettivo quadro regolatorio applicabile alle singole operazioni dipende dalle regole statunitensi sulle esportazioni e dalle condizioni dei contratti.
Per Tencent, l’operazione arriva in una fase di forte espansione della spesa per l’intelligenza artificiale. La società sta sviluppando nuovi modelli e prodotti e sta integrando strumenti AI all’interno della propria piattaforma, compreso WeChat. La famiglia di modelli Hunyuan è stata inoltre sottoposta a un’accelerazione nello sviluppo per competere con i sistemi realizzati dagli altri grandi gruppi tecnologici cinesi.
La necessità di aumentare rapidamente la capacità di calcolo ha avuto conseguenze anche sui conti della società. Secondo i dati riportati dal Financial Times, la spesa di Tencent per infrastruttura AI e risorse di calcolo nel secondo trimestre è aumentata del 176% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo circa 7,9 miliardi di dollari. La forte crescita degli investimenti ha contribuito anche al primo dato trimestrale negativo di free cash flow della società da oltre un decennio.
L’accordo con Oracle mostra così un’altra dimensione della corsa globale all’intelligenza artificiale: non è sufficiente sviluppare modelli competitivi, ma occorre assicurarsi l’accesso a enormi quantità di capacità di calcolo. Per le società cinesi questa esigenza si intreccia con la disponibilità limitata di alcuni processori avanzati sul mercato interno e con l’evoluzione delle restrizioni americane sulle tecnologie AI.
Per Oracle, invece, l’operazione amplia ulteriormente la propria attività nell’infrastruttura cloud destinata all’intelligenza artificiale e conferma il ruolo crescente dei suoi data center asiatici come piattaforme per clienti che hanno bisogno di capacità di calcolo avanzata.
