(AGENPARL) - Roma, 1 Ottobre 2026 - Baghdad, 1 ottobre 2026 – Con la conclusione della missione della coalizione internazionale contro l’Isis, l’Iraq apre una nuova fase della propria politica di sicurezza. Il primo ministro Ali al-Zaidi ha indicato il 1° ottobre come l’inizio di un percorso destinato ad affrontare la presenza di armi al di fuori del controllo dello Stato, fissando il 30 giugno 2027 come termine della tabella di marcia.
L’annuncio arriva nel giorno in cui Baghdad celebra la conclusione ufficiale della missione della coalizione e il ritiro delle sue forze dal territorio iracheno. In una dichiarazione diffusa dall’Agenzia di stampa irachena INA, al-Zaidi ha collegato il nuovo passaggio al principio costituzionale secondo cui le decisioni di guerra e di pace devono spettare alle autorità dello Stato.
Il governo iracheno, ha spiegato il premier, intende procedere al disarmo dei gruppi armati non iracheni presenti sul territorio nazionale e impedire che il territorio e lo spazio aereo dell’Iraq vengano utilizzati per operazioni militari contro i Paesi vicini. Il tema del controllo delle armi si inserisce così nella più ampia strategia di Baghdad per rafforzare la propria sovranità e il controllo delle frontiere.
Parallelamente, il governo vuole rafforzare le capacità militari del Paese. Al-Zaidi ha annunciato l’intenzione di acquistare un sistema completo di difesa aerea per aumentare il controllo dello Stato sullo spazio aereo iracheno.
Un altro passaggio riguarda le Forze di mobilitazione popolare. Il governo intende intervenire sul relativo quadro legislativo per definirne lo status all’interno dell’apparato di sicurezza e stabilirne l’inquadramento sotto il comando del comandante in capo delle forze armate.
La scadenza del 30 giugno 2027 introduce quindi un nuovo orizzonte temporale per il processo. Il dossier delle armi resta tuttavia complesso, anche alla luce delle diverse posizioni delle formazioni politiche e armate irachene sulle modalità e sui tempi del loro eventuale trasferimento sotto l’autorità statale.
La conclusione della missione della coalizione non comporterà inoltre la fine della cooperazione internazionale con Baghdad. Il ministero degli Esteri iracheno ha sottolineato che resteranno attivi i rapporti con i Paesi partner nel settore della sicurezza, compresi formazione, scambio di informazioni e sviluppo delle capacità delle istituzioni irachene.
Il passaggio segna così l’avvio di una nuova fase per l’Iraq: dopo la conclusione della missione internazionale, Baghdad punta a rafforzare progressivamente il ruolo delle proprie istituzioni nella sicurezza nazionale, mentre il controllo delle armi e la protezione dello spazio aereo diventano due dei principali dossier della nuova agenda.
