(AGENPARL) - Roma, 1 Ottobre 2026 - Tokyo, 1 ottobre 2026 – JERA, Dell Technologies e RHAELM hanno firmato oggi un memorandum d’intesa per sviluppare in Giappone un modello standardizzato e scalabile di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale, partendo da un grande progetto nella prefettura di Chiba.
Il primo intervento prevede un data center hyperscale con una capacità di circa 400 MW e un investimento complessivo superiore a 15 miliardi di dollari. Le operazioni dovrebbero iniziare per fasi nel 2028, mentre il raggiungimento della piena capacità è previsto nel 2029.
Il progetto nasce dall’integrazione tra energia e capacità di calcolo. JERA metterà a disposizione un’area nei pressi della propria centrale elettrica di Chiba e fornirà fino a 400 MW di energia attraverso un accordo di lungo periodo, con una durata prevista tra 15 e 25 anni. RHAELM si occuperà dello sviluppo, della costruzione, del finanziamento e della gestione del data center, mentre Dell Technologies fornirà l’infrastruttura necessaria per la componente di calcolo dedicata all’intelligenza artificiale. Apollo Global Management parteciperà invece come partner strategico e finanziario di RHAELM.
La caratteristica più interessante dell’operazione è però il modo in cui viene affrontato il problema dell’approvvigionamento energetico. Il data center sarà sviluppato secondo un modello “behind-the-meter”, con un collegamento diretto alla generazione elettrica di JERA. In questo modo il progetto punta a ridurre i tempi normalmente necessari per ottenere una nuova connessione alla rete e rendere disponibile una quantità di potenza sufficiente per un’infrastruttura di questa scala.
È un aspetto destinato ad assumere un peso crescente con l’espansione dell’intelligenza artificiale. I nuovi sistemi di calcolo richiedono infatti quantità di energia molto superiori rispetto alle precedenti generazioni di data center e la disponibilità di potenza è diventata uno dei fattori che possono determinare tempi e dimensioni degli investimenti.
La logica del progetto di Chiba è quindi quella di progettare contemporaneamente sito, energia e capacità di calcolo, anziché affrontare separatamente i diversi passaggi. Ed è proprio questa impostazione a rendere l’accordo potenzialmente più ampio del singolo investimento.
JERA, Dell e RHAELM intendono infatti utilizzare Chiba come modello per lo sviluppo di ulteriori infrastrutture AI. L’obiettivo iniziale è applicare il modello in Giappone e successivamente valutarne l’estensione ad altri mercati. JERA sta già esaminando la possibilità di utilizzare altri propri siti di generazione per iniziative analoghe, con una prospettiva di sviluppo di capacità AI su scala multi-gigawatt nel corso degli anni 2030.
Per JERA si tratta di un’evoluzione nella valorizzazione dei propri asset energetici. La società aveva già indicato la crescita dei data center e dell’intelligenza artificiale tra i fattori destinati ad aumentare la domanda di elettricità e nei mesi scorsi aveva avviato iniziative specifiche per studiare l’integrazione tra infrastrutture digitali e sistemi energetici.
Ad agosto JERA aveva inoltre investito nella statunitense Emerald AI per sviluppare soluzioni capaci di coordinare il funzionamento dei data center AI con le condizioni della rete elettrica. Il progetto di Chiba porta ora questo ragionamento su una scala infrastrutturale molto più ampia, mettendo direttamente in relazione produzione elettrica e capacità di calcolo.
La dimensione dell’operazione riflette del resto la crescente convergenza tra industria tecnologica, settore energetico e capitale. Un’infrastruttura da circa 400 MW richiede non soltanto un investimento iniziale di grandi dimensioni, ma anche una fornitura energetica stabile e di lungo periodo. Il modello scelto a Chiba riunisce quindi nello stesso progetto terreno, generazione elettrica, finanziamento, costruzione del data center e infrastruttura AI.
Il primo impianto dovrebbe iniziare a operare nel 2028 e raggiungere la capacità prevista nel 2029. Se il modello verrà esteso ad altri siti, Chiba potrebbe rappresentare il primo tassello di una strategia più ampia nella quale energia e capacità di calcolo vengono progettate insieme fin dall’inizio, per rispondere alla crescente domanda infrastrutturale generata dall’intelligenza artificiale.
