(AGENPARL) - Roma, 30 Settembre 2026 - Marine Le Pen torna a prepararsi per la corsa all’Eliseo e, mentre il Rassemblement National si avvicina alla campagna presidenziale del 2027, attorno a lei stanno tornando figure legate alla famiglia e alla vecchia guardia del partito. Una scelta che assume un significato particolare perché arriva nel momento in cui Jordan Bardella, presidente del RN e per anni considerato il principale erede politico di Le Pen, si trova alle prese con una nuova controversia.
Bardella, 31 anni, è stato accusato di aver scambiato in passato messaggi antisemiti quando era ancora un giovane militante. Il presidente del Rassemblement National ha respinto le accuse definendole false. Marine Le Pen lo ha difeso pubblicamente, parlando di un tentativo di danneggiare il partito e la sua crescita politica.
Ma il problema, secondo quanto ricostruito da Politico sulla base di fonti interne al partito, non nasce con questa vicenda.
Da mesi, infatti, la posizione di Bardella all’interno del Rassemblement National appare meno centrale rispetto a quella che aveva costruito negli anni precedenti. E contemporaneamente Marine Le Pen ha iniziato a circondarsi sempre più strettamente di persone che conosce da tempo e di membri della propria famiglia.
Una delle novità più significative riguarda Nolwenn Olivier, 27 anni, nipote di Marine Le Pen ed ex compagna di Bardella. Olivier è stata nominata direttrice della comunicazione della campagna. Anche Marion Maréchal, altra nipote di Marine Le Pen, è tornata più vicina al partito dopo la rottura degli anni scorsi e dovrebbe avere un ruolo importante nella campagna presidenziale.
A completare il quadro c’è Philippe Olivier, marito di Marie-Caroline Le Pen e da tempo uno degli uomini più vicini a Marine. Pur non ricoprendo formalmente il ruolo di principale dirigente della campagna, partecipa alle riunioni politiche più importanti ed è considerato uno dei suoi consiglieri di maggiore fiducia.
Il movimento è quindi evidente: mentre Bardella rimane alla guida del partito, Marine Le Pen sta costruendo attorno alla propria candidatura una squadra nella quale il fattore personale e la fiducia sembrano avere un peso crescente.
Non significa, però, che Le Pen abbia deciso di abbandonare Bardella.
Al contrario, la leader del Rassemblement National continua pubblicamente a difenderlo. E non ci sono indicazioni che stia preparando una sua sostituzione alla guida del partito o che abbia rinunciato all’idea di coinvolgerlo nella propria strategia politica.
Il rapporto tra i due rimane però uno degli elementi da osservare in vista delle presidenziali.
Bardella era stato progressivamente presentato come il possibile volto della nuova generazione del partito. Nel 2021 aveva assunto la presidenza del Rassemblement National, dopo che Marine Le Pen aveva lasciato formalmente la guida del partito per concentrarsi sulla candidatura all’Eliseo. La sua ascesa aveva rappresentato anche il tentativo di mostrare un RN diverso da quello della lunga stagione di Jean-Marie Le Pen.
Oggi, però, alcuni segnali raccontano una situazione più complessa.
Bardella non è stato invitato a parlare durante una recente riunione parlamentare del Rassemblement National, nonostante il suo ruolo di presidente del partito. Nel frattempo, alcune persone considerate vicine a lui hanno perso spazio, non sono state promosse oppure hanno lasciato il partito.
Sono elementi che, presi singolarmente, non dimostrano una rottura tra Bardella e Le Pen. Ma raccontano una redistribuzione degli equilibri interni proprio mentre Marine Le Pen prepara quella che potrebbe essere la sua quarta candidatura alla presidenza francese.
E qui torna il peso della famiglia.
La presenza dei parenti di Marine Le Pen nella nuova organizzazione politica non è un fenomeno completamente nuovo. Il Rassemblement National, e prima ancora il Front National, è rimasto per decenni profondamente legato alla famiglia Le Pen.
Marine ha cercato negli anni di costruire un partito più largo e meno dipendente dalla figura del padre Jean-Marie, espulso dal movimento nel 2015 dopo una lunga serie di scontri politici e personali. Ma oggi, mentre si avvicina una nuova sfida presidenziale, alcune delle persone che stanno recuperando spazio appartengono proprio alla cerchia familiare o alla vecchia rete di fedelissimi.
Marion Maréchal è un esempio significativo. Dopo aver lasciato il partito e aver seguito un percorso politico autonomo, negli ultimi mesi è tornata progressivamente nell’orbita di Marine Le Pen. In una recente intervista ha detto di essere pronta a impegnarsi pienamente per una vittoria della zia nel 2027.
Il suo eventuale ruolo potrebbe avere anche una dimensione internazionale. Maréchal ha indicato la possibilità di lavorare per rafforzare i rapporti con i governi italiano e tedesco nel caso di una vittoria di Le Pen.
Anche altri esponenti della vecchia guardia stanno tornando in posizioni importanti. Renaud Labaye, già capo di gabinetto di Marine Le Pen, è stato nominato vicedirettore della campagna, mentre il deputato Sébastien Chenu, storico alleato della leader del partito, si occuperà dei rappresentanti locali.
Il risultato è una squadra nella quale convivono continuità familiare, vecchi fedelissimi e la nuova generazione rappresentata da Bardella.
È proprio questa sovrapposizione a rendere interessante la situazione interna al Rassemblement National.
Per quasi cinquant’anni il movimento è stato sostanzialmente controllato dalla famiglia Le Pen. Marine aveva poi affidato la presidenza del partito a Bardella anche per dimostrare che il RN poteva andare oltre la famiglia che lo aveva fondato e guidato.
Ora, mentre la sfida del 2027 si avvicina, la famiglia torna però al centro dell’organizzazione elettorale.
La storia del partito mostra inoltre che Marine Le Pen non ha mai considerato intoccabili nemmeno i rapporti personali più stretti quando erano in gioco la direzione e l’immagine del movimento. Nel 2015 fu proprio lei a sostenere l’espulsione del padre Jean-Marie dopo le sue ripetute dichiarazioni sull’Olocausto.
Un precedente che aiuta a capire perché, nel Rassemblement National di oggi, la lealtà personale continui ad avere un peso considerevole.
Per Bardella, la nuova fase si apre quindi in una posizione particolare. Rimane il presidente del partito e Marine Le Pen continua a sostenerlo pubblicamente. Ma attorno alla candidata all’Eliseo stanno tornando sempre più persone appartenenti alla sua cerchia storica.
La domanda, in vista del 2027, non è soltanto chi guiderà il Rassemblement National. È anche quale equilibrio Marine Le Pen sceglierà tra la nuova generazione rappresentata da Bardella e la rete familiare e politica che l’ha accompagnata per decenni.
E per un partito che ha costruito gran parte della propria storia attorno al nome Le Pen, non è una questione secondaria.
