(AGENPARL) - Roma, 30 Settembre 2026 - L’interconnessione elettrica tra Arabia Saudita ed Egitto si avvicina alla fase operativa e, dietro il collegamento tra le due maggiori reti elettriche del mondo arabo, si intravede un progetto molto più ampio: costruire una rete capace di portare l’energia dal Golfo e dal Nord Africa verso l’Europa.
Il progetto saudita-egiziano è entrato nella fase di esercizio sperimentale dopo il completamento dei lavori sul lato egiziano. L’investimento è di circa 1,8 miliardi di dollari e la capacità di scambio arriva fino a 3.000 megawatt, lungo un collegamento di circa 1.320 chilometri. Restano sul lato saudita alcune attività tecniche e i preparativi finali prima dell’avvio degli scambi effettivi.
Il collegamento comprende tre grandi stazioni di conversione ad alta tensione: due in Arabia Saudita, nell’area di Medina e Tabuk, e una a Badr, a est del Cairo. In territorio egiziano sono state realizzate anche la linea Badr-Taba e le imponenti strutture necessarie per attraversare il Canale di Suez.
Ma la vera partita si gioca oltre il collegamento tra Il Cairo e Riad.
L’Egitto sta infatti cercando di trasformare la propria posizione geografica in un punto di passaggio per l’elettricità tra Africa, Asia ed Europa. Il progetto saudita permette di collegare la rete egiziana a quella del Golfo, mentre altri collegamenti sono in fase di sviluppo o di studio verso il Mediterraneo.
Ed è qui che entra direttamente in scena l’Italia.
All’inizio di settembre il ministro egiziano dell’Elettricità Mahmoud Esmat ha incontrato al Cairo il ministro italiano dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Al centro dell’incontro c’erano proprio gli sviluppi del progetto di interconnessione elettrica tra Egitto e Italia, con una capacità prevista di 3.000 megawatt, insieme ai progetti di energia rinnovabile collegati all’iniziativa.
L’obiettivo è collegare l’Africa all’Europa attraverso le reti dei due Paesi e utilizzare la crescente produzione egiziana da fonti rinnovabili. Il Cairo punta infatti ad aumentare la quota delle rinnovabili nel proprio mix energetico.
Non c’è però soltanto il collegamento diretto con l’Italia.
Il 24 settembre Egitto e Cipro hanno fatto il punto sul progetto di interconnessione tra i due Paesi, indicato dal governo egiziano come parte degli sforzi per collegare la rete nazionale alla rete elettrica europea. Anche in questo caso l’obiettivo è aumentare la capacità di trasmissione e accompagnarla con nuovi investimenti nelle energie rinnovabili.
E pochi giorni prima, l’8 settembre, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis avevano discusso dello sviluppo del progetto di interconnessione elettrica tra Egitto e Grecia, considerato un passaggio strategico per la sicurezza energetica.
Il quadro che emerge è quindi quello di una rete che potrebbe progressivamente collegare Golfo, Egitto e Mediterraneo, con l’Europa come mercato di sbocco.
L’interconnessione saudita-egiziana rappresenta il primo tassello di questa architettura. Con una capacità di 3.000 megawatt, consentirà alle due reti di scambiarsi elettricità e di sfruttare in modo più flessibile le rispettive disponibilità energetiche.
Il progetto ha dunque una dimensione che va oltre la semplice sicurezza delle reti nazionali.
Per l’Egitto significa poter rafforzare il proprio ruolo di hub energetico regionale. Per l’Arabia Saudita significa entrare più direttamente in una rete di scambi con il Nord Africa. Per l’Europa, invece, l’interesse riguarda la possibilità di diversificare ulteriormente le fonti e le direttrici di approvvigionamento elettrico.
E per l’Italia il dossier è particolarmente rilevante: il collegamento Egitto-Italia da 3.000 megawatt è già oggetto di discussioni bilaterali e il governo egiziano sta lavorando con Roma sull’avanzamento del progetto.
La direzione è quindi abbastanza chiara: mentre Arabia Saudita ed Egitto si preparano a mettere in funzione il loro collegamento, Il Cairo sta contemporaneamente lavorando per proiettare la propria rete verso il Mediterraneo.
Dalla rete del Golfo a quella europea, l’elettricità sta diventando uno degli strumenti attraverso cui si ridisegna la geografia energetica della regione.
