(AGENPARL) - Roma, 29 Settembre 2026 - DISTANZA NETTA»
"Quanto pubblicato dal segretario del Vescovo di Aosta è di una gravità
intollerabile. Accostare il Pride alla svastica nazista è un'equiparazione
aberrante, tanto più considerando che nei lager proprio le persone LGBTQ+
venivano contrassegnati con il triangolo rosa. Sconcerta la scelta del
Vescovo di liquidare l'accaduto come "parere personale". Ci aspettiamo una
presa di distanza inequivocabile e una seria valutazione dell'accaduto. La
Chiesa, storicamente, non è stata estranea alla cultura della
discriminazione delle persone omosessuali contro cui ancora oggi i Pride
rivendicano libertà e uguaglianza. È una ragione in più perché il Vescovo
di Aosta, come altre figure del clero hanno saputo fare con ben altra
sensibilità, condanni anziché minimizzare. Grave, infine, il silenzio delle
forze politiche valdostane: davanti a un episodio simile, tanta cautela
restituisce l'immagine di una politica ancora subalterna al potere
di Radicali Italiani, e Flavio Martino, membro del Comitato nazionale di
Radicali Italiani e dell'Assemblea nazionale di +Europa.
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*Riccardo Morgante*