(AGENPARL) - Roma, 28 Settembre 2026 - L’Azerbaigian chiude il secondo Azerbaijan International Investment Forum con 23 documenti firmati per un valore complessivo di 10,8 miliardi di dollari. Il dato fotografa la crescente attenzione degli investitori internazionali verso il Paese e, soprattutto, una strategia che punta ad ampliare la base produttiva dell’economia azera. Gli accordi riguardano infatti settori molto diversi tra loro: intelligenza artificiale, energia e rinnovabili, costruzioni, economia digitale, industria, agricoltura, farmaceutica, finanza e gestione delle risorse idriche.
Il forum si è svolto a Baku con la partecipazione di rappresentanti governativi, grandi investitori internazionali, istituzioni finanziarie, think tank e imprese. Il tema scelto per l’edizione 2026 è stato il ruolo del Caucaso meridionale come area di connessione e di stabilità per gli investimenti. Un tema che riflette la posizione che Baku vuole assumere nei nuovi corridoi commerciali tra Europa e Asia.
Il valore dei progetti annunciati al forum non rappresenta inoltre un episodio isolato. Considerando anche gli investimenti presentati durante la Baku Energy Week dello scorso giugno, il valore complessivo dei progetti congiunti pianificati arriva a 16,7 miliardi di dollari. Per il governo azero, l’afflusso di capitali deve servire non soltanto ad aumentare gli investimenti, ma anche a sviluppare nuove tecnologie, creare maggiore valore aggiunto e sostenere l’occupazione.
Baku cerca capitali oltre il petrolio e il gas
La sfida principale dell’Azerbaigian è proprio quella della diversificazione. Gli idrocarburi continuano ad avere un peso centrale nell’economia e nella proiezione internazionale del Paese, ma Baku vuole utilizzare la propria posizione energetica e geografica per attirare investimenti in altri comparti.
Secondo i dati presentati al forum, il settore non petrolifero rappresentava il 72% del PIL azero nel 2025, mentre la crescita reale dell’economia non petrolifera ha registrato una media del 5% annuo dal 2020. Il governo indica tra i settori con maggiore potenziale la manifattura, i trasporti e la logistica, le energie rinnovabili, le tecnologie digitali, l’agricoltura, il turismo e le infrastrutture.
La trasformazione non significa però un abbandono dell’energia. Al contrario, il settore energetico continua ad attirare alcuni dei principali investimenti internazionali e rimane uno degli strumenti attraverso cui l’Azerbaigian rafforza la propria posizione nei mercati esteri.
La strategia di Baku consiste quindi nel combinare il ruolo di fornitore di energia con quello di piattaforma industriale, logistica e tecnologica, cercando di sfruttare anche la crescente importanza delle rotte commerciali che collegano l’Asia centrale all’Europa.
SOCAR rafforza la presenza internazionale
In questo quadro assume particolare rilievo l’attività di SOCAR, la compagnia energetica statale azera. Durante il forum sono stati formalizzati numerosi accordi che coinvolgono direttamente la società, confermando la sua funzione non soltanto come principale operatore energetico nazionale, ma anche come strumento della proiezione economica dell’Azerbaigian all’estero.
Uno dei progetti più importanti riguarda il giacimento di Absheron, nel Mar Caspio. SOCAR, TotalEnergies e XRG, società controllata da ADNOC, hanno formalizzato la decisione finale di investimento per lo sviluppo completo del giacimento di gas e condensati.
L’operazione si inserisce nella strategia energetica dell’Azerbaigian e rafforza la cooperazione con grandi gruppi internazionali. Absheron è già entrato nella fase produttiva e il nuovo sviluppo punta a sfruttarne ulteriormente le risorse.
SOCAR ha inoltre sottoscritto un accordo strategico con Comstock Resources e un memorandum con Apollo per valutare investimenti nello sviluppo e nella produzione di idrocarburi. Con la tedesca SEFE è stato invece raggiunto un accordo sulla cooperazione nel gas naturale, nel GNL, nella sicurezza energetica, nelle infrastrutture e nei progetti upstream.
Un altro accordo coinvolge ExxonMobil e riguarda l’esplorazione, lo sviluppo e la produzione di risorse di idrocarburi non convenzionali nel bacino del Medio Kura, in Azerbaigian.
Ma la dimensione internazionale di SOCAR non si limita al territorio azero.
SOCAR investe anche in Africa e guarda alla tecnologia
Durante il forum è stato formalizzato anche il completamento dell’operazione con Eni che porta SOCAR ad acquisire una partecipazione del 10% nel progetto Baleine in Costa d’Avorio. Il giacimento, sviluppato da Eni, rappresenta uno dei principali progetti energetici offshore dell’Africa occidentale.
L’ingresso di SOCAR nel progetto mostra come la compagnia azera stia utilizzando le proprie risorse finanziarie e industriali per costruire una presenza internazionale anche al di fuori del Caucaso.
Parallelamente, la società sta cercando di rafforzare la propria componente tecnologica. Con Oracle è stato formalizzato un accordo Oracle Alloy, mentre con la tedesca VNG è stato sottoscritto un accordo di cooperazione strategica.
Il quadro che emerge è quindi più ampio della semplice espansione di una compagnia petrolifera. SOCAR sta costruendo una rete di partnership che comprende gas, GNL, infrastrutture energetiche, nuove risorse, tecnologia e investimenti internazionali.
Dalla manifattura alla zona economica di Alat
Gli accordi conclusi a Baku coinvolgono però anche numerose attività lontane dall’energia.
Tra le intese figura una partnership strategica e un accordo quadro sugli investimenti tra il ministero dell’Economia azero e Carlsberg Group. È stato inoltre firmato un accordo per una joint venture tra il Fondo per lo sviluppo delle imprese dell’Azerbaigian e l’indiana UFlex Group, mentre un ulteriore investimento riguarda la Zona economica franca di Alat, uno degli strumenti attraverso cui Baku vuole attirare attività produttive e commerciali internazionali.
La zona di Alat è particolarmente importante nella strategia economica azera perché si trova in prossimità del porto di Alat e del corridoio di trasporto che attraversa il Caspio. L’obiettivo è creare un ambiente favorevole per imprese orientate all’esportazione e utilizzare la posizione dell’Azerbaigian come collegamento tra i mercati asiatici ed europei.
Il tema della connettività è infatti centrale nel progetto economico di Baku. Il Middle Corridor, la rotta che collega la Cina e l’Asia centrale all’Europa passando attraverso il Mar Caspio e il Caucaso, sta acquisendo maggiore importanza per il commercio regionale.
Per l’Azerbaigian questo significa poter offrire agli investitori non soltanto energia e materie prime, ma anche infrastrutture, collegamenti ferroviari e marittimi, logistica e accesso ai mercati regionali.
Crescono anche gli investimenti azero all’estero
La strategia non riguarda soltanto i capitali stranieri diretti verso l’Azerbaigian. Il Paese sta infatti aumentando anche la propria attività di investimento all’estero.
Secondo i dati presentati al forum, gli investimenti azero all’estero hanno superato i 5 miliardi di dollari, con Italia, Turchia, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Georgia tra le principali destinazioni.
È un elemento importante per comprendere l’evoluzione del modello economico di Baku. L’Azerbaigian non vuole più essere soltanto una destinazione per capitali stranieri, ma anche sviluppare proprie imprese capaci di investire e creare partnership sui mercati internazionali.
In questo processo SOCAR rappresenta il caso più evidente, ma non è l’unico. Il governo punta infatti a rafforzare la presenza delle imprese azere nei mercati vicini e in economie più lontane, utilizzando partnership internazionali per ampliare competenze, mercati e fonti di reddito.
Un mercato che vuole attirare grandi investitori
Il forum ha inoltre riunito alcuni dei maggiori operatori internazionali nel settore degli investimenti e delle infrastrutture. Tra i partecipanti figuravano grandi società di gestione del capitale come BlackRock, Global Infrastructure Partners e Brookfield Asset Management.
Le organizzazioni presenti al forum e all’Azerbaijan Infrastructure Investment Dialogue gestiscono complessivamente circa 30.000 miliardi di dollari di attività, secondo i dati diffusi durante l’evento.
La presenza di grandi investitori non significa automaticamente che tutti i capitali annunciati si trasformeranno in investimenti effettivamente realizzati. Gli accordi firmati rappresentano infatti un passaggio iniziale e dovranno essere seguiti dall’attuazione concreta dei singoli progetti.
È proprio questa la prossima sfida per Baku: trasformare i memorandum e gli accordi di investimento in impianti, infrastrutture, produzione e posti di lavoro, consolidando la fiducia degli investitori nel medio periodo.
Il secondo Azerbaijan International Investment Forum mostra comunque una direzione precisa. Con 10,8 miliardi di dollari di progetti annunciati e 16,7 miliardi considerando anche quelli della Baku Energy Week, l’Azerbaigian sta cercando di rafforzare la propria posizione come destinazione per gli investimenti internazionali.
Energia e gas rimangono al centro della strategia, ma intorno a questi settori Baku sta costruendo un sistema più ampio che comprende industria, tecnologia, logistica, finanza, agricoltura e infrastrutture.
Il progetto economico dell’Azerbaigian punta quindi a sfruttare contemporaneamente le sue due principali risorse strategiche: l’energia e la posizione geografica tra Europa e Asia. L’obiettivo è trasformare entrambe in una piattaforma capace di attirare capitali, sviluppare nuove filiere produttive e aumentare la presenza delle imprese azere sui mercati internazionali.
