(AGENPARL) - Roma, 27 Settembre 2026 - L’Iraq ha avviato un nuovo sistema per la raccolta automatizzata dei rifiuti che punta a cambiare il modo in cui le città gestiscono una delle questioni ambientali più complesse: la raccolta quotidiana dei rifiuti urbani.
Il Ministero dell’Ambiente iracheno ha annunciato il lancio del primo sistema intelligente di raccolta automatizzata dei rifiuti del Paese, realizzato in collaborazione con la società spagnola URD. Il progetto è stato presentato come una possibile soluzione da estendere ad altre città, complessi residenziali e nuovi progetti di sviluppo urbano.
La presentazione, riferisce l’agenzia di stampa irachena INA, si è svolta alla presenza del viceministro tecnico dell’Ambiente Jawad Al-Jubouri. Secondo il ministero, l’obiettivo è passare dai sistemi tradizionali a una gestione più automatizzata e organizzata, riducendo la movimentazione dei mezzi per la raccolta e favorendo anche le attività di selezione e riciclo.
Come funziona la raccolta pneumatica
La tecnologia utilizzata non consiste semplicemente in nuovi contenitori o mezzi di raccolta più efficienti.
Il sistema pneumatico trasporta i rifiuti attraverso una rete sotterranea di tubazioni, utilizzando l’aspirazione. I rifiuti vengono conferiti in punti di raccolta e, attraverso cicli automatici controllati da una centrale, vengono trasferiti fino a un impianto dove sono raccolti in contenitori chiusi. Da qui possono essere avviati agli impianti di trattamento o riciclaggio. È il modello sviluppato da URD, società con sede a Lleida, in Spagna, specializzata nella raccolta pneumatica.
Il vantaggio più evidente è quindi quello di ridurre la presenza dei tradizionali camion della raccolta nelle aree servite dal sistema. Secondo URD, la tecnologia consente di ridurre traffico, rumore e odori e di migliorare le condizioni igieniche degli spazi urbani. Si tratta, naturalmente, di caratteristiche dichiarate dall’azienda e non di risultati che possiamo ancora attribuire al progetto iracheno.
La società spagnola utilizza già sistemi di questo tipo in diversi Paesi e indica tra le proprie applicazioni aree residenziali, aeroporti, ospedali, centri commerciali e altri contesti ad alta densità.
Baghdad pensa a un modello da estendere
Per il governo iracheno, però, il progetto non viene presentato come una semplice installazione tecnologica.
Al-Jubouri ha sottolineato che il problema dei rifiuti è ormai legato anche alla protezione ambientale, alla salute pubblica, alla qualità della vita e alla riduzione delle emissioni. Il viceministro ha inoltre indicato la possibilità di utilizzare l’esperienza come modello per nuove città, complessi residenziali e progetti di investimento.
La prospettiva è quindi quella di inserire la gestione dei rifiuti nella progettazione stessa degli insediamenti urbani, anziché intervenire soltanto dopo la loro costruzione.
È un passaggio particolarmente significativo per l’Iraq, dove la crescita urbana pone problemi che non riguardano soltanto la quantità di rifiuti prodotti, ma anche la capacità delle infrastrutture municipali di raccoglierli e trasferirli senza aumentare il traffico e l’impatto ambientale.
La Spagna vede un’opportunità di cooperazione
Alla presentazione era presente anche l’ambasciatrice spagnola in Iraq, Alicia Rico Pérez del Pulgar.
Secondo quanto riferito da INA, la diplomatica ha definito il sistema un passo verso la modernizzazione della gestione dei rifiuti e l’adozione di soluzioni più pulite, efficienti e sostenibili.
Ma soprattutto ha indicato il progetto come un’opportunità per rafforzare la cooperazione tra Iraq e Spagna, attraverso lo scambio di conoscenze, competenze e tecnologie.
L’ambasciatrice ha parlato della possibilità di aprire la strada ad altri progetti comuni nei settori dell’ambiente, della sostenibilità e delle città intelligenti.
Non si tratta quindi, sulla base delle dichiarazioni riportate da INA, di presentare l’iniziativa come un nuovo accordo bilaterale già definito. Il dato verificato è piuttosto che Madrid considera il progetto un possibile punto di partenza per una cooperazione più ampia.
Dalla gestione dei rifiuti alle smart cities
È questo l’aspetto che rende il progetto interessante anche oltre la questione dei rifiuti.
URD descrive la raccolta pneumatica come una tecnologia pensata per integrare la gestione dei rifiuti nelle infrastrutture urbane: punti di conferimento, rete sotterranea, aspirazione automatizzata e centrale di raccolta diventano un unico sistema.
L’azienda spagnola sostiene inoltre di avere oltre vent’anni di esperienza nel settore e indica installazioni di riferimento in Europa e Medio Oriente.
Per Baghdad, dunque, l’interesse non sembra limitarsi all’acquisto di una tecnologia per sostituire una parte della raccolta tradizionale. Il progetto viene inserito in una visione più ampia di città intelligenti, infrastrutture moderne e sostenibilità urbana.
È anche per questo che l’iniziativa interessa la cooperazione internazionale: la gestione dei rifiuti diventa un settore nel quale tecnologia, investimenti, pianificazione urbana e politiche ambientali si sovrappongono.
Un progetto ancora da misurare sul campo
La fase attuale va comunque descritta per quello che è: un progetto appena lanciato.
Non abbiamo ancora elementi sufficienti per valutare i risultati ambientali o economici ottenuti in Iraq, né per stabilire quanto rapidamente il sistema possa essere esteso ad altre città.
La stessa prospettiva indicata dal ministero — utilizzare il progetto come modello per nuovi insediamenti — appartiene ancora alla fase di sviluppo.
Il dato concreto, però, è già significativo: l’Iraq ha scelto di sperimentare una tecnologia che porta la raccolta dei rifiuti fuori dalla superficie urbana e l’ha inserita nel più ampio processo di modernizzazione delle proprie infrastrutture.
E la presenza della Spagna aggiunge una seconda dimensione al progetto: un’iniziativa ambientale che Baghdad considera anche come possibile porta d’accesso a una cooperazione tecnologica più ampia con Madrid.
