(AGENPARL) - Roma, 24 Settembre 2026 - L’Iran avrebbe presentato agli Stati Uniti una nuova roadmap diplomatica per favorire una cessazione delle ostilità nella regione e avviare un negoziato più ampio sulla fine del conflitto. Lo riferisce Gulf News, citando fonti regionali informate sulla proposta.
Il piano di Teheran prevederebbe un cessate il fuoco regionale della durata di 60 giorni, accompagnato da una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz e da un calendario per successive trattative. La proposta arriverebbe in una fase ancora preliminare, nella quale non è stato annunciato alcun accordo definitivo tra le parti.
La roadmap iraniana e il cessate il fuoco
Secondo quanto riferito dalla fonte, la roadmap sarebbe stata presentata agli Stati Uniti dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante gli incontri diplomatici a New York, nell’ambito dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Uno degli elementi centrali della proposta riguarda la sospensione delle ostilità in tutta la regione. Il piano comprenderebbe anche uno stop agli attacchi contro i Paesi arabi vicini, con l’obiettivo di creare un periodo di relativa stabilità durante il quale avviare un confronto più ampio.
Il cessate il fuoco avrebbe una durata fino a 60 giorni. In questo arco di tempo, secondo la ricostruzione di Gulf News, le parti dovrebbero lavorare a un percorso negoziale destinato ad affrontare le questioni ancora aperte e le condizioni necessarie per arrivare alla fine del conflitto.
Hormuz al centro del confronto
Un altro punto importante della proposta riguarda lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transitano rilevanti traffici commerciali e marittimi nell’area del Golfo.
Teheran avrebbe prospettato una riapertura dello Stretto in più fasi. Esponenti iraniani avevano già indicato la possibilità di riaprire Hormuz entro sette giorni, ma a determinate condizioni.
Tra le richieste avanzate dall’Iran figura infatti la rimozione del blocco navale statunitense dei porti iraniani. La questione della libertà di navigazione resta quindi strettamente collegata al negoziato più ampio tra Washington e Teheran.
La situazione nello Stretto ha inoltre conseguenze che vanno oltre il confronto diretto tra i due Paesi. Secondo Gulf News, gli attacchi che coinvolgono l’Iran e i suoi alleati regionali hanno avuto ripercussioni sulla navigazione e sulle infrastrutture nell’area della Penisola Arabica.
In questo contesto, il Qatar, insieme al Pakistan e ad altri Paesi, starebbe lavorando per contribuire alla riduzione delle tensioni e alla tutela della navigazione attraverso Hormuz.
Washington mantiene aperto il canale diplomatico
Da New York, i rappresentanti iraniani hanno ribadito che la diplomazia resta una possibilità, pur mantenendo ferme le condizioni poste da Teheran.
Anche gli Stati Uniti hanno lasciato aperto il canale negoziale. Il segretario di Stato Marco Rubio ha indicato che Washington resta disponibile a una soluzione diplomatica, precisando tuttavia che le opzioni militari continuano a essere disponibili.
Le trattative rimangono quindi caratterizzate da posizioni ancora distanti. Entrambe le parti mantengono pubblicamente le proprie richieste, mentre il confronto si concentra anche sulla sequenza con cui affrontare i diversi dossier.
Trump: colloqui produttivi, ma nessun accordo
Anche le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump hanno evidenziato segnali differenti.
Dopo gli incontri di New York tra Araghchi e l’inviato speciale americano per il Medio Oriente Steve Witkoff, Trump ha definito i colloqui produttivi e ha parlato di un possibile slancio verso un’intesa.
Allo stesso tempo, nel suo intervento alle Nazioni Unite, il presidente americano ha prospettato un’alternativa tra il raggiungimento di un accordo e il ricorso a ulteriori azioni militari contro l’Iran.
Al momento, però, non è stato annunciato alcun accordo per porre fine alla guerra. I colloqui restano preliminari e la situazione diplomatica viene descritta come ancora fortemente fluida.
Il prossimo passaggio sarà quindi capire se il canale aperto a New York porterà a un nuovo round di negoziati e se Washington e Teheran riusciranno a trovare un punto di incontro sulla sequenza delle rispettive richieste. La proposta iraniana sul cessate il fuoco, insieme alla possibile riapertura graduale di Hormuz, rappresenta in questo momento uno degli elementi centrali del confronto diplomatico.
