(AGENPARL) - Roma, 23 Settembre 2026 - Nel corso del suo intervento di commiato davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il capo dello Stato francese Emmanuel Macron ha espresso un giudizio implacabile sulla gestione della crisi in Medio Oriente da parte di Washington. Un affondo verbale che ha dominato il dibattito nella sede di New York.
Disputa aperta sulla tregua mediorientale
Il leader francese ha rispedito al mittente le tesi trionfalistiche pronunciate poco prima da Donald Trump, il quale aveva etichettato il proprio percorso diplomatico come un trionfo storico.
A giudizio dell’inquilino dell’Eliseo, la situazione sul campo smentisce totalmente i proclami ufficiali:
- Mancata apertura dei varchi: Nonostante le dichiarazioni di successo, non è stato possibile riaprire neppure un singolo corridoio per i soccorsi umanitari.
- Una rappresentazione inaccettabile: La gestione della crisi è stata definita uno spettacolo indegno che dovrebbe generare un profondo senso di colpa collettivo nella comunità globale.
- Il peso della diplomazia: Citando i precedenti riconoscimenti formali della Palestina, l’esecutivo francese ha sottolineato l’assoluta necessità di uscire dall’immobilismo per non perdere ogni briciola di autorevolezza.
La replica ufficiale dell’amministrazione statunitense
Non si è fatta attendere la risposta della presidenza americana. Per voce della portavoce Anna Kelly, Washington ha difeso con decisione i risultati ottenuti sul campo:
- La cessazione delle ostilità tra Hamas e Israele.
- Il rilascio di tutti gli ostaggi sopravvissuti e il rimpatrio delle spoglie mortali.
- L’applicazione concreta del programma in venti punti destinato a stabilizzare l’area.
Cisgiordania e rapporti bilaterali con Tel Aviv
Nel suo intervento, il presidente ha esteso l’analisi alla Cisgiordania, puntando il dito contro le continue vessazioni dei coloni che pregiudicano irrimediabilmente la prospettiva di una soluzione pacifica.
Malgrado le contestazioni ricevute in patria per un presunto attendismo, la Francia ha scelto di inasprire la linea di condotta attraverso azioni concrete:
- L’approvazione di misure restrittive mirate a livello nazionale contro i responsabili delle violenze.
- L’avvio di un iter volto a interdire l’ingresso sul mercato francese delle merci provenienti dalle aree occupate.
Inoltre, il leader transalpino ha rivolto un esplicito avvertimento a Israele, ricordando che il sistematico calpestare la sovranità delle nazioni limitrofe costituisce un grave errore strategico per la sua stessa incolumità futura.
Il valore imprescindibile delle istituzioni globali
A pochi mesi dalla conclusione del suo mandato presidenziale, Macron ha colto l’occasione per ribadire la propria fede incrollabile nel sistema multilaterale e nel ruolo centrale dell’ONU.
In chiusura, il capo della diplomazia francese ha ammonito i governi mondiali sulla pericolosità di un arretramento verso la “legge del più forte”, esortando a difendere con forza i principi di una convivenza internazionale civile e concludendo la sua allocuzione con un vigoroso augurio alle Nazioni Unite.
