(AGENPARL) - Roma, 23 Settembre 2026 - Il settore energetico iracheno guarda al futuro con ambizione, puntando a blindare il mercato interno e a potenziare la propria presenza sui mercati internazionali nonostante le tensioni geopolitiche regionali.
La produzione e i flussi di export
Nel corso del mese di agosto, il volume complessivo del greggio esportato ha toccato quota 70 milioni di barili. Il ministro del Petrolio, Bassem Mohammed Khudair, ha evidenziato che il Paese mantiene una media superiore ai 3 milioni di barili esportati giornalmente. Un risultato reso possibile anche grazie agli accordi di trasporto attraverso il porto turco di Ceyhan, capaci di garantire un flusso aggiuntivo di 600.000 barili al giorno.
Secondo il dicastero, centrare questi volumi ha comportato uno sforzo eccezionale, soprattutto alla luce del quadro di instabilità che caratterizza l’intera area mediorientale.
Verso l’indipendenza dai carburanti esteri
Sul fronte dei derivati, Baghdad registra una domanda interna molto elevata a fronte di una produzione di benzina attestata sui 30 milioni di litri giornalieri. Il ministro ha ricordato come il mix tra le tensioni nello Stretto di Hormuz, l’aumento dei consumi locali, il calo delle riserve e i contraccolpi dei conflitti sulle importazioni abbia generato forti pressioni sulla catena di approvvigionamento. Ciononostante, il sistema ha retto l’urto critico registrato durante il pellegrinaggio di Arbaeen, garantendo la copertura di benzina, gasolio e GPL.
Per risolvere strutturalmente il problema, il piano governativo punta con decisione all’autosufficienza nazionale. Un traguardo che riceverà un forte impulso dall’attivazione della nuova unità di lavorazione a Diwaniyah, pronta a immettere sul mercato circa 3,5 milioni di litri di benzina al giorno. A ciò si unisce la garanzia istituzionale sul fronte dei prezzi: il ministero ha escluso qualsiasi rincaro sui carburanti e sui prodotti petroliferi.
Prospettive industriali e richieste all’OPEC
Guardando allo sviluppo a lungo termine, Baghdad intende incrementare gradualmente la propria capacità produttiva complessiva fino a raggiungere i 10 milioni di barili al giorno. Per centrare questo obiettivo strategico, il governo ritiene fondamentale la cooperazione con i partner tecnologici occidentali, sottolineando il ruolo chiave delle compagnie americane ed europee nello sviluppo dell’industria locale.
Contestualmente, l’esecutivo ha lanciato un appello all’OPEC affinché tenga in debito conto i volumi e le specificità delle esportazioni irachene. Infine, sul piano occupazionale, il ministero ha evidenziato il fabbisogno urgente di nuove leve professionali, aprendo le porte ai laureati degli istituti petroliferi e a un bacino di lavoratori temporanei e a contratto.
