(AGENPARL) - Roma, 19 Settembre 2026 - PERSONE IN STRADA, NON L'ESERCITO"
"Ieri nel quartiere Gordiani quasi un centinaio di persone hanno
attraversato le strade del quartiere fino al campo della squadra di
'Borgata Gordiani', dopo le gravissime minacce subite dalle calciatrici
mentre si allenavano in un parco pubblico. E' stata una risposta semplice
ma importante: di fronte alla paura, le persone hanno scelto di tornare
insieme nelle strade e negli spazi pubblici".
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario romano del Partito della
Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale, presente ieri
all'iniziativa.
"Quanto accaduto alle calciatrici e' grave: durante un allenamento serale
nel parco Don Cadmo Biavati sono state lanciate bottiglie e pronunciate
minacce, fino alla frase 'se non ve ne andate vi spariamo'. Un episodio che
pone contemporaneamente un problema di sicurezza, di violenza contro le
donne e di liberta' nell'utilizzo degli spazi pubblici.
Ma quello che abbiamo visto ieri ci dice anche quanto sia sbagliato
rappresentare le periferie come territori perduti da riconquistare
militarmente. Nei quartieri popolari non ci sono soltanto degrado e
criminalita': ci sono associazioni, sport popolare, volontariato, reti
sociali e cittadini che ogni giorno tengono vivi territori spesso
impoveriti di servizi e presidi pubblici.
Proprio mentre il dibattito nazionale sulla sicurezza torna a concentrarsi
sull'impiego dell'Esercito nelle periferie, da Gordiani arriva un'altra
indicazione: la sicurezza si costruisce anche dal basso.
Questo non significa rinunciare al controllo del territorio. Servono forze
dell'ordine presenti, dotate di personale e mezzi adeguati e in condizione
di intervenire rapidamente. Ma servono anche illuminazione, manutenzione,
servizi sociali, scuole, sport, cultura e luoghi di aggregazione.
La sicurezza e' poter attraversare un parco la sera, allenarsi, incontrarsi
liberamente gli spazi pubblici senza essere intimidite o costrette ad
andarsene.
Ieri a Gordiani la risposta e' arrivata dal quartiere: non abbandonare
quegli spazi alla paura, ma tornarci insieme. E' una risposta che dovrebbe
interrogare anche chi riduce continuamente il tema della sicurezza a piu'
repressione, piu' militari e piu' carcere, mentre contemporaneamente si
impoveriscono i territori di servizi, opportunita' e presidi sociali.
La sicurezza non si costruisce soltanto dall'alto. Si costruisce anche dal
basso, rafforzando le comunita' e impedendo che paura e degrado svuotino
gli spazi pubblici".
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